BondWorld.it

AAg : FED dal taglio dei tassi agli interventi sul monetario

De Gaetano Andrea AAg Banche centrali bond borse

AAg. La Fed ha calmato il mercato monetario, ma non l’animo degli operatori. Non si vedeva dal 2008. La banca centrale americana è intervenuta con una massiccia serie di iniezioni giornaliere da 75 miliardi …….

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


Andrea De Gaetano – Analista Senior AAg Wealth Management


di dollari l’una, circa 400 miliardi in totale, per fermare la volatilità sul mercato monetario USA.

Powell avrà sentito un brivido sulla schiena nel veder tassi interbancari imbizzarriti, con punte al 10%, proprio il giorno prima della conferenza stampa della Fed, che il 18 settembre ha tagliato i tassi d’interesse 25 punti base, all’1.75%-2%.

Di solito, l’improvviso innalzamento dei tassi interbancari è sintomo di un disagio nel mercato.

AAg – Cosa ha causato la carenza di liquidità che ne innalza il costo?

Il pensiero è andato subito a qualche grossa istituzione in difficoltà, come era stato con Lehman nel 2008, ma in questo caso il problema non riguarda un singolo soggetto, è strutturale.

I cosiddetti “repo” o repurchase agreement altro non sono che operazioni di pronti contro termine, vendite con patto di riacquisto.

Una banca presta denaro a un altro operatore a fronte di un collaterale, di solito Titoli di Stato, che l’operatore si impegna a riacquistare a breve con un sovrapprezzo, il tasso d’interesse per pagare il prestito.

Meno liquidità c’è, più l’operazione costa.

Pensare a “crisi di liquidità” dopo un decennio di tassi a zero e quantitative easing fa venire il mal testa e la sorpresa nasce proprio da questo.

Borse sui massimi, rumors ma nessuna notizia certa di un big del mercato in difficoltà, tassi alle stelle.

Il drenaggio di liquidità che ha lasciato molte banche a secco è stato attribuito a un insieme di fattori contingenti, ma nessuna delle spiegazioni è stata convincente.

AAg – Scadenze fiscali di fine trimestre con pagamenti delle tasse, ma questo succede ogni anno.

Tassi più elevati applicati dalle banche agli hedge funds nelle operazioni di pronti contro termine, perché alle banche sul fine trimestre costa in termini di bilancio (per i limiti sul capital ratio) tenere gli attivi in bilancio e quindi se lo fanno pagare caro, ha spiegato uno specialista.

Un’altra ragione sta nell’aumento delle emissioni di Titoli da parte del Tesoro USA, per finanziare il crescente deficit di bilancio: con la Fed che ha fatto retromarcia sul QE, sono le banche a sottoscrivere i titoli, a scapito di minor liquidità disponibile. Tutto vero, però!

La Federal Reserve Bank di New York, seguendo le direttive del FOMC (Federal Open Market Committee), dal 23 settembre ha continuato a prestare denaro alle banche che ne erano rimaste a corto e, risolta l’urgenza con un intervento titanico, sta analizzando le cause di tanta turbolenza, di nuovo senza convincere.

Riporta il Financial Times che una delle cause scatenanti potrebbe essere la distribuzione non omogenea delle riserve bancarie, concentrate nelle pance delle più importanti banche, che hanno riserve di liquidità in eccesso e, d’altro canto, tante banche più piccole a corto di liquidità.

Non è ancora chiaro cosa la Fed farà per evitare il ripetersi di episodi simili, ma si percepisce la vulnerabilità del mercato, aggravata da membri delle banche centrali e Stati più divisi di prima sulla direzione da prendere, in materia di politica monetaria e non solo.

AAg – OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

La fragilità del mercato è balzata agli occhi martedì con la reazione al dato sul settore manifatturiero USA, ISM a 47.8, il peggior dato dal 2009.

Il 18 settembre, la Fed, pur tagliando i tassi, si era dimostrata piuttosto ottimista sulla solidità della crescita economica USA.

Spaventa, dopo solo due settimane, vedere un dato recessivo seguito, ieri, da un altro dato più debole delle attese sui nuovi occupati del settore privato.

L’azionario, finora sostenuto dalla fiducia in un prossimo accordo commerciale fra USA e Cina, ha reagito violentemente al ribasso.

AAg – Anche i bond, che di solito si apprezzano con Borse in discesa, sono scesi in Europa e sul filo della parità negli USA.

Dovesse continuare la turbolenza sull’azionario, come tradizionalmente accade in ottobre, gli operatori inizierebbero a smontare le operazioni di carry-trade, ricomprando euro e rivendendo valute a tassi più elevati.

Per questo, abbiamo ridotto al minimo l’esposizione in valuta estera, riportandoci in euro.

Nelle ultime settimane, abbiamo di nuovo alleggerito l’azionario, riducendo l’esposizione sui minimi dei mandati e non abbiamo fretta di ricomprare.

Stare su una barca il cui timoniere sembra incerto sull’orientamento non fa piacere a nessuno.

Men che meno quando si tratta di una banca centrale.

Buona settimana a tutti.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Vontobel : Commento sull accordo Brexit-Ue

Falco64

Schroders: Brexit una possibilità per evitare la recessione?

Falco64

Mirabaud AM: FED pronta ad altro taglio. L’inflazione delude

Falco64