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AAg : Governativi, vento in poppa con mare mosso

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AAg. Governativi, vento in poppa con mare mosso. Sell on news dopo la BCE, come nel 2015? BTP usciti più forti dalla crisi di governo italiana. Come l’Idra di Lerna, il mostro marino a 9 teste della mitologia greca: ogni volta che le veniva tagliata una testa, ne spuntavano due…….

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Andrea De Gaetano – Analista Senior AAg Wealth Management


Rally dei prezzi, il rendimento del decennale italiano è crollato dal 3.80% allo 0.88% in meno di un anno.

Sollievo di avere evitato elezioni anticipate e prospettiva di un Governo meno euroscettico non bastano da soli a spiegare la corsa straordinaria dei nostri Titoli di Stato.

C’è la ricerca di rendimento in un mondo che in agosto ha toccato il record di 17 trilioni di bond con rendimenti negativi.

Circa un quarto dei bond emessi da governi e aziende garantiscono una perdita certa se comprati oggi e tenuti fino a scadenza.

Chi li compra, soprattutto investitori professionali, lo fa scommettendo di riuscire a rivenderli prima della scadenza a un prezzo più alto di quello di acquisto.

O alla ricerca di sicurezza pensando di perdere meno sui bond che con altre attività finanziarie.

Oppure perché vincolato a un mandato che lo obbliga ad acquistare solo alcuni tipi di bond.

AAg – La componente speculativa è sostenuta dall’attesa di banche centrali di nuovo accomodanti.

A metà agosto, Olli Rehn, governatore della Banca Centrale di Finlandia e membro direttivo della BCE, ha alimentato la speculazione, dicendo che al prossimo appuntamento del 12 settembre la BCE annuncerà un pacchetto di stimoli che potrebbe superare le aspettative degli investitori.

Il contesto di rallentamento economico, verificatosi con l’escalation della guerra commerciale, è favorevole ai bond di qualità, altro elemento a supporto del rally.

AAg – Quanto accaduto nel 2015 mette però un freno all’entusiasmo sui bond.

Nel gennaio 2015, il Presidente Mario Draghi preannunciò l’inizio del programma di acquisti di Titoli di Stato da parte della BCE che partì due mesi dopo.

Il forte rally già in corso sul settore governativo toccò l’apice in aprile, poco dopo l’inizio del QE europeo.

Ne seguì un importante sell-off che vide passare i rendimenti del bund da zero di metà aprile (allora minimi di rendimento) alla soglia dell’1% in giugno dello stesso anno.

Il rialzo dei rendimenti sul bund si trascinò dietro tutto il comparto dei bond. I mercati avevano già scontato nei prezzi l’euforia degli stimoli monetari.

AAg – OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE.

Ciclo economico coi capelli grigi. Rughe di vecchiaia sul volto della solida Germania, fiaccata dai colpi della guerra commerciale. Inflazione in Europa che non si scolla dall’1%  (la metà dell’obiettivo BCE).

Tremori alle gambe al pensiero Brexit.

Nausea dopo il recente nuovo default dell’Argentina. La BCE ha tante ragioni per essere accomodante e, quasi certamente, lo sarà il 12 settembre.

Tuttavia, la BCE ha anche diverse ragioni per conservare frecce nella faretra.

AAg – Le Borse sono ancora vicine ai massimi: che paracadute usare in caso di discesa?

L’euro è già sui minimi dal 2017: perché innervosire Trump, che già scalpita per il dollaro forte e per il più lungo scivolone dell’ultimo quarto di secolo del Renmimbi cinese?

La recessione bussa alla porta ma non è ancora decisa a entrare: perché agitarsi più del necessario?

Nel Regno Unito, il governo dei Tories di Boris Johnson sta perdendo la maggioranza e Brexit potrebbe essere più soft o addirittura non avvenire. Ciò sgombrerebbe molte nuvole all’orizzonte.

In attesa della BCE il 12 e della FED il 18 settembre i mercati dovrebbero mantenersi sostenuti.

L’azionario, alla prova delle trimestrali in autunno,  già sconta una revisione al ribasso degli utili da parte degli analisti, ma beneficia dell’assenza di alternative con rendimenti dei bond così bassi.

Se l’intervento della BCE fosse mirato a un aiuto alle banche massacrate dai tassi bassi più che all’acquisto di nuovi bond, potremmo assistere a una ripresa del cambio euro/dollaro e a una massiccia presa di profitto sui bond, con un impatto anche sull’azionario.

Dopo la definizione del nuovo assetto di governo italiano, l’altro appuntamento importante per i BTP sarà l’approvazione della legge di bilancio a fine settembre.

AAg – I dati sul Pil europeo e l’occupazione USA questo venerdì potrebbero movimentare nel frattempo il cambio euro/dollaro.

Il dollaro, moneta rifugio nei momenti di incertezza, sta toccando dei massimi che non si vedevano da anni contro le principali valute fra cui euro (1.0926), sterlina (1.1959, massimi dal flash crash della sterlina di ottobre 2016), yen (105.90).

Ci sono sentori tecnici che i minimi sul cambio euro/dollaro siano stati fatti ma, in attesa della BCE e in assenza di chiari segnali di inversione di tendenza preferiamo  non anticipare il mercato.

Dopo gli alleggerimenti di inizio estate sull’azionario, abbiamo ricomprato nella seconda metà di agosto, ma ci prepariamo ad alleggerire nuovamente.

Il vento può cambiare direzione da un momento all’altro.

Specie di questi tempi.

Buona settimana a tutti,

Fonte: BondWorld.it

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