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Analisi dei principali tassi di cambio

La settimana sul mercato valutario si è conclusa con la pubblicazione di importanti dati macroeconomici sul fronte europeo, americano e giapponese.Dopo un rialzo seguito alla pubblicazione dei dati  …


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statunitensi, l’euro ha ritracciato i guadagni contro dollaro tornando in area 1.3900.

Nel corso della prima parte della seduta di venerdì, infatti,  il cross ha toccato un minimo a 1,3806 in corrispondenza della pubblicazione dei dati macro europei, primo tra tutti l’inatteso calo del 2,3% mensile delle vendite al dettaglio tedesche a settembre, contro un pronostico di un rialzo di mezzo punto percentuale.

Il calo della moneta unica è motivato dal fatto che gli analisti si attedevano che l’economia tedesca sarebbe stata ancora in grado di sostenere la ripresa europea.

Inoltre, sempre a livello europeo, è stato pubblicato anche il leggero aumento dell’inflazione di ottobre (+1,9% consenso +1,8%) dell’inflazione di ottobre, ed il tasso di disoccupazione di settembre, confermatosi al 10,1%.  Verso metà settimana, l’indice di fiducia economica ha registrato un aumento a 104,1 in ottobre dal 103,2 del mese precedente e la fiducia industriale avanza a 0 dal -2 di settembre.

L’indice di fiducia dei servizi è rimasto invariato a 8, battendo le attese orientate per un calo a 7 punti. Dall’Inghilterra calo minore del previsto della Confederation of British Industry’s (CBI) retail survey, che è scesa a 36 nel mese di ottobre dal massimo degli ultimi sei anni, registrato a 49 del mese precedente. Il pound ha inizialmente perso terreno conto euro (eurgbp a 0,8940) dopo il report sui prezzi delle case di Nationwide, che ha registrato un calo dello 0,7% dei prezzi delle abitazioni ad ottobre per successivamente mettere a segno un recuper che ha portato il cross in area 0.8670.

Dagli Stati Uniti l’attesissimo dato sul Pil del terzo trimestre con un progresso del 2% ha sostanzialmente rispettato i pronostici, grazie all’andamento dei consumi ed alla ricostruzione delle scorte. Sono risultati in contrapposizione, invece, i dati sulla fiducia dei direttori degli acquisti dell’area di Chicago, salita a 60,6 punti, rapportati al dato definitivo sulla fiducia dei consumatori misurata dall’Università del Michigan, scesa a 67,7 punti, sotto le stime. Indicazioni positive anche per quanto riguarda le nuove richieste di sussidio statunitensi, scese inaspettatamente la scorsa settimana a 434 mila unità.

Questi importanti dati macro hanno sostanzialmente confermato la persistente incertezza èer quanto riguarda la ripresa americana, mantenendo forte il sentore che la FED potrebbe incrementare l’entità del quantitative easing. Sempre in chiusura della settimana sul mercato valutario, ha sorpreso negativamente il -1,9% messo a segno dalla produzione industriale giapponese di settembre (consenso -0,6%), che ha incrementato negli operatori l’avversione al rischio ed il conseguente rifugio nella valuta giapponese.Questa situazione ha quindi riportato lo Yen verso i massimi relativi contro le pruncipali valute potendo far forza anche sul’inaspettato calo del tasso di disoccupazione, sceso a settembre al 5% dal precedente 5,1%.

I posti di lavoro creati sono stati 410 mila a settembre, maggiore incremento da gennaio. Ancora negativa invece la dinamica dei prezzi al consumo. I dati di settembre evidenziano un calo dell’inflazione core dell’1,1 a/a per cento a settembre rispetto al -1% del mese precedente. In questo momento il dollaro quota 80,750 yen (-0,2%) mentre la divisa europea si porta a 111,64 yen (-1%).


Principali tassi di cambio:

Euro – Dollaro

Oltre ai citati dati macro statunitensi, da segnalare anche l’incremento del +3,2% per le richieste settimanali di mutui ed indicazioni contrastanti dall’indice relativo gli ordini di beni durevoli di settembre, che in versione completa ha sorpreso in positivo mettendo a segno un rialzo del 3,3% (consensus +2%), mentre il dato depurato del +15,7% della componente trasporti ha registrato un deludente -0,8% (+0,5%). Da poco annunciata la crescita a 307 mila messa a segno dalle vendite di nuove case a settembre. Il dato è superiore alle attese che indicavano +300 mila unità. Il cross è è stato caratterizzato da molta volatilità durante tutta la settimana passando per due volte in area 1.3750 (minimi a 1.3697) e rittracciando in area 1.40 toccando massimi settimanali a 1.4075.

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1
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.3870

1.375

1.37

Resistenze

1.3940

1.402

1.411


Dollaro Australiano – Dollaro

Settimana di vendite sul forex per il dollaro australiano, che ad inizio settiman aveva guadagnato terreno in scia dell’aggiornamento arrivato dai prezzi alla produzione. Nel prosegue della settimana, invece il cross ha ritracciato fino ad area 0.9650. Da sottolineare inoltre che nel terzo trimestre il Ppi australiano ha registrato un incremento trimestrale dell’1,3%, più che doppio rispetto al +0,6% pronosticato alla vigilia dagli analisti. Tra aprile e giugno il dato aveva messo a segno un +0,3%. Si tratta di indicazioni che incrementano notevolmente le possibilità di una prossima stretta monetaria.

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2
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

0.9760

0.97

0.965

Resistenze

98.40

99.7

1.0


Sterlina – Dollaro

La pubblicazione dei dati relativi la crescita dell’economia britannica nel terzo trimestre hanno messo le ali alla sterlina, che dopo le indiscrezioni degli ultimi tempi vede allontanarsi l’ipotesi di un nuovo round di allentamento quantitativo. All’interno della Bank of England guadagna quindi terreno chi come il membro del Comitato di Politica chmonetaria Andrew Sentance punta al ritiro delle misure straordinarie per salvaguardare la stabilità dei prezzi. Il cross in chiusura di settimana si è stabilizzato in area 1.6030.

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0
Rialzista
Neutrale
Ribassista

TREND
Supporti

1.5650

1.561

1.5

Resistenze

1.6060

1.645

1.65


L’utente prende atto che le informazioni contenute in questo report hanno mera natura informativa e vengono elaborate dall’analisi dei dati di negoziazione, dei dati di mercato e dalle statistiche.

Fonte: Cfx Intermediazioni.com

 

 

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