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Analisi GDP advance Q3

Il dato del PIL di Q3 2010 è risultato inferiore alle nostre attese, registrando una crescita del 2.0% qoq annualizzato, non molto lontana dall’1.7% qoqa di Q2, rappresentando il quinto trimestre consecutivo di crescita (sia pure modesta) dell’economia americana dopo la recessione 2008/2009. Alla luce …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


della severità della contrazione registrata durante la recessione, il rimbalzo dell’attività a cui stiamo assistendo è insoddisfacente e la lascia ampiamente al di sotto del potenziale, senza riuscire a colmare l’output gap apertosi durante la recessione. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione resterà contemporaneamente elevato a causa dell’output gap ancora presente.

In termini tendenziali la crescita risulta in rialzo del 3.1% dal 3% di Q2. Per Q4 al momento ci attendiamo un risultato di crescita simile.

Il dato mostra una crescita più debole delle nostre attese nelle componenti di Investimenti fissi (soprattutto la componente Residenziale) e nel Net Export, con le importazioni ancora particolarmente sostenute, portando un contributo negativo di Net Export di oltre 65 bln.

Contemporaneamente, l’inflazione si è confermata modesta, con il deflatore del GDP in leggera accelerazione a 2.3% qoqa da 1.9% di Q2. Le pressioni inflazionistiche si mostrano ancora modeste, anche più del desiderato per la componente core, confermando ancora una volta la decisione di un nuovo round di Credit Easing che sarà molto probabilmente annunciato dalla Fed mercoledì.

Superiore alle nostre attese è risultato il dato dei consumi, saliti oggi del 2.6% qoq annualizzato (contributo alla crescita del +1.79% qoq annualizzato) dopo il +1.54% qoqa di Q2. Questa crescita non è sicuramente entusiasmante, ma almeno rassicurante alla luce della debolezza del mercato del lavoro e dell’andamento non particolarmente sostenuto delle vendite al dettaglio nel trimestre (2.4% qoqa in Q3 contro il 4.6% qoqa di Q2). Il miglioramento più consistente si registra nella componente di consumi di beni durevoli, in linea con il miglioramento delle vendite di auto nel trimestre (11.6 mln per le vendite totali mediamente in Q3 contro gli 11.4 mln di Q2). Infatti, questa risulta in rialzo del 6.1% dopo il +6.8% di Q2. Una crescita più modesta si è invece registrata nella spesa per beni non durevoli (+1.3%) e per servizi (2.5%). Ipotizzando nessuna revisione per i dati di luglio ed agosto, alla luce del dato odierno dei consumi, la stima incorporata per il PCE per settembre (che sarà diffuso lunedì), risulta di 0.6% mom sia in termini nominali che reali, assumendo un deflatore dei consumi headline flat mom, in linea con il dato odierno. Pare questo un risultato troppo forte rispetto a quanto mostrato nel mese dalle vendite al dettaglio e da altre statistiche sui consumi privati, quindi riteniamo probabile una revisione al rialzo per i dati di luglio ed agosto. Per i prossimi trimestri ci attendiamo una crescita positiva, ma ancora debole dei consumi.

Un dato in crescita più debole delle nostre attese viene invece dagli investimenti fissi, in rialzo dello 0.8% qoqa dopo il +18.9% qoqa di Q2. Si tratta della crescita più debole degli ultimi tre trimestri, imputabile principalmente ad una marcata correzione degli investimenti Residenziali dopo la fine del Credito D’Imposta. Infatti, i profitti sono in ripresa e generano ampia liquidità a disposizione delle imprese per finanziare progetti di investimento. Tuttavia, rimangono difficoltà ad ottenere credito per le imprese di piccole dimensioni che non hanno accesso al mercato dei capitali a limitare le loro capacità di investimento. Questo punto è al centro di un nuovo programma che sta lanciando la Fed per migliorare la disponibilità di credito in questo segmento di mercato e vi è la speranza che già nei prossimi mesi si inizino a rilevare miglioramenti in tal senso. Nonostante ciò, gli investimenti in Equipment e Software riescono comunque a mettere segno un buon rialzo oggi, del 12% qoqa dopo il +24.8% qoqa di Q2. Questo risultato è in linea con quanto visto dalla proxy utilizzata dal BEA per questa serie (gli shipments di non defense capital goods ex aircrafts), in rialzo mediamente in Q3 del 9% annualizzato rispetto al secondo trimestre. Si tratta del sesto trimestre di crescita positiva dopo sei trimestri consecutivi di contrazione per questo comparto. Rimangono dubbi però sulla sostenibilità di tale ritmo di crescita nei prossimi trimestri, quando le imprese non avranno più la domanda arretrata per rinnovo impianti accumulatasi durante la recessione da soddisfare. Maggiormente sorprendente è risultato, invece, il rialzo degli investimenti in strutture dopo otto trimestri di contrazione. Oggi sono saliti del 3.9% annualizzato da -0.5% qoqa di Q2, probabilmente beneficiando della parte di stimoli per questa categoria di investimenti compresi nel piano di ripresa dell’amministrazione varato nel 2009 e che non erano ancora stati spesi. sul fronte Investimenti residenziali si registra invece una sorpresa al ribasso. Ci aspettavamo una correzione dopo il rimbalzo di Q2, ma questa è stata più consistente delle attese. Infatti, gli investimenti residenziali hanno messo a segno -29.1% qoqa, risultato più debole da Q1 2009, risentendo la scadenza del credito d’imposta a fine aprile. Questo dato è stato anticipato da notevole debolezza in tutti gli indicatori del mercato immobiliare negli ultimi mesi. Infatti, nel terzo trimestre si è osservato un notevole rallentamento nel ritmo di vendite di case, soprattutto per quanto riguarda quelle nuove (media di 288K a luglio ed agosto contro il 336K medio di Q2). Anche le vendite di case esistenti hanno corretto in modo marcato, a 3.99 mln in media a luglio ed agosto contro i 5.57 mln di Q2. In rallentamento anche gli Housing Starts e i Building Permits (a 589K medio da 602K di Q2 e a 556K da 589K rispettivamente). Contemporaneamente, il tasso per un mutuo trentennale a tasso fisso è sceso nel corso del trimestre (passato da 4.68% a fine marzo a 4.37% a fine settembre), beneficiando, soprattutto durante il mese di settembre, delle attese per un nuovo programma di acquisti di asset da parte della Fed. Ciò che invece ha continuato a contenere la domanda di mutui è stata invece l’incertezza riguardo le prospettive occupazionali e le implicazioni su queste della riforma sanitaria. Nel quarto trimestre ci aspettiamo un dato sostanzialmente flat dagli investimenti residenziali.

Il settore estero ha fornito un contributo negativo più forte delle attese, come già accaduto nel secondo trimestre, quando il drag è stato addirittura di 110.6 bln in termini reali, il drag più consistente da Q4 1947, imputabile ad una forte accelerazione dell’import, probabilmente in anticipazione di nuove future rivalutazione del RMB. In Q3 ci si attendeva un drag minore, ma questo si è rivelato ancora piuttosto consistente, a -514.9 bln USD da -449.0 bln USD, con un contributo alla crescita di -2.01%. Le esportazioni hanno infatti rallentato a 5% da 9.1%, mentre le importazioni, pur rallentando, si sono mantenute sostenute, a 17.4% da 33.5%. Net Export ha complessivamente abbassato il livello del GDP reale di oltre l’1% soltanto negli ultimi 6 mesi.

Le scorte hanno fornito un contributo alla crescita di 1.44%, passando a 115.5 bln da 68.8 bln. Negli ultimi quattro trimestri hanno portato una crescita dell’1.9% per una crescita complessiva di 3.1% registrata su base tendenziale. La notizia negativa è che il contributo da scorte sarà necessariamente minore nei prossimi trimestri.

Ancora sostenuta la spesa governativa, a +3.4% qoqa dopo il 3.9% qoqa di Q2, con un contributo alla crescita di +0.68%, riflettendo un rialzo dell’8.8% qoqa nella spesa federale, originato da un +8.5% nella spesa da difesa, mentre la spesa non da difesa è salita del 9.6% qoqa, con un impatto ancora sostenuto (contrariamente alle nostre attese) della spesa correlata al Censimento e della parte di stimoli ancora in essere. La spesa state & local è scesa dello 0.2%. Ci attendevamo un drag più consistente da questa componente, riflettendo la correzione dei trasferimenti ai governi locali e la continua riduzione della spesa di questi ultimi a causa dei consistenti problemi di bilancio (una testimonianza in tal senso era venuta dall’andamento delle assunzioni nei comparti State e Local negli ultimi mesi, in continua riduzione e non soltanto per la voce Education).

Il deflatore del PIL ha accelerato in maniera moderatamente più marcata delle attese, restando ancora sotto controllo e giustificando, nel suo complesso, la decisione della Fed di iniziare un nuovo round di acquisti di asset. Oggi mostra una crescita del 2.3% qoqa, in modesta accelerazione dall’1.9% qoqa di Q2, con la crescita concentrata in un’attenuazione della deflazione nel comparto residenziale (-0.5% qoqa in Q3 da -3.2% qoqa in Q2). Il tasso di crescita yoy ha accelerato oggi a 1.2% da 0.8%. Il deflatore del PCE headline ha registrato un risultato positivo, in linea con le nostre attese, 1.0% qoqa dopo il risultato flat di Q2, mentre il deflatore del PCE core, la misura di inflazione più seguita dalla Fed, scende a 0.8% da 1.0%.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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