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Analisi Weekly Fixed Income: Paesi e Emittenti

Islanda: l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato l’outlook sul rating Baa3 del paese da stabile a negativo aprendo così la strada ad un declassamento al rango di Junk bond. Per ciò che concerne le motivazioni si segnalano (oltre alle già note pressioni derivanti dai negoziati per il rimborso dei depositanti in  ….

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Fixed Income Area – News of the week


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 Olanda e Gran Bretagna) i rischi che lo stallo dei negoziati mettano in crisi la capacità del governo di rifinanziare le obbligazioni in scadenza nel 2011 e nel 2012. L’azione segue il downgrade di S&P che alla fine di marzo ha portato il rating a BBB con outlook negativo.

Baltici: l’agenzia di Rating Moody’s ha rivisto al rialzo l’outlook sulle principali repubbliche baltiche passando da Negativo a Stabile la prospettiva sui rating di Lettonia e Lituania. L’agenzia di rating mette in luce come le repubbliche siano riuscite a gestire la parte più acuta della crisi con forti tagli alla spesa pubblica e limitando l’impatto sulla competitività del settore privato. Per la Lettonia si mette in evidenza come la stabilizzazione delle riserve e il progressivo ampliamento dello spread tra l’euribor ed i tassi in valuta domestica stiano gr5adualmente allontanando lo spettro di una svalutazione controllata della divisa. Solo leggermente più critica la situazione della Lituania dove, nonostante il deficit del bilancio pubblico rimanga alto, gli spread sulla carta governativa sono gradualmente rientrati su livelli più gestibili dal governo. Per entrambi i paesi l’agenzia segnala una progressiva neutralizzazione della condizione di stress sul settore bancario, particolarmente importante soprattutto per la Lituania, unico paese dell’UE a non avere varato misure in supporto del proprio sistema bancario.

Banco Popolare: la quinta banca italiana per total asset ha presentato i risultati complessivi per il 2009 che tornano a far registrare un utile per 267 mln di euro (contro una perdita pari a 330 mld di euro per il 2008). Gli accantonamenti nel corso dell’anno si sono ridotti a 749 mln eur (contro 1.17 mld per il 2008) mentre il tier i capital ratio si assesta al 4.6% escluso l’effetto del Tremonti bond. Il ratio riportato dalla banca è pari al 6.2% (proforma al 7.2% incluse le operazioni concluse dall’inizio dell’anno). Attraverso progressive dismissioni (si parla di Crema, Cremona, Caripe, Efibanca e delle consociate in Croazia, Ungheria e Repubblica Ceca) il tier 1 potrebbe raggiungere l’8.4% entro la fine dell’anno. Il nuovo piano industriale presentato dal gruppo prevede un ulteriore “piano dimagrante” con la chiusura di 99 filiali, il declassamento di 101 a minisportelli e 985 esuberi su tutto il perimetro del gruppo.

Banche Brasiliane: Il sistema bancario di una delle nazioni con maggiori prospettive di crescita economica, il Brasile, sta mettendo in alto una forte politica di emissione di prestiti obbligazionari. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati emessi e collocati circa $6,3 mld di bond da parte delle banche (più delle emissioni complessivamente portate sul mercato dal 99 ad oggi), che rappresentano il 73% del totale outstanding corporate. Ultima in ordine cronologico è l’emissione di Banco Santander Brasil SA di $500mln a 5 anni con un rendimento del 2% superiore al treasury US. Le ottime performance dell’equity, che tornano a livelli pre-crisi, e il continuato calo dei rendimenti sui bond, che permettono alle istituzione finanziari di indebitarsi a tassi meno costosi, sostengono l’aumento dei consumi e il flows di carta sul mercato. L’aumento dell’indebitamento si riflette in un aumento dei loan affidati che nel mese di Febbraio salgono del 16,8% rispetto all’anno precedente. Il flow di emissioni permettono di soddisfare la domanda di un ampia gamma di investitori, soprattutto stranieri. Una componente molto forte in questo senso è rappresentata dagli investitori asiatici, Giappone in testa. Secondo Japan Investment Trusts Association, gli investitori retail nipponici posseggono $ 21,7 mld di carta brasiliana. Il prossimo step dichiarato da alcune banche, ad esempio Itaù, è quello di coinvolgere investitori istituzionali.

Yamaha: Il secondo produttore mondiale di motocicli ha annunciato un aumento di capitale attraverso l’emissione di nuove azioni. L’aumento di capitale si costituirà in 3 fasi: prima emissione di 55 mln di azioni ordinarie; una offerta secondaria a titolo di over-allotment per un massimo di 8,25mln di azioni; terza emissione di nuove azioni a titolo di terze parti di aggiudicazione per un numero massimo pari a 8,25 mln di azioni. Proventi raccolti attraverso questo finanziamento saranno utilizzati per i fondi per la ricerca e lo sviluppo della prossima generazione di motori ecologici, motocicli elettrici, biciclette elettriche e motocicli a basso prezzo per le nazioni emergenti come previsto nel Piano strategico del Marzo 2013. L’aumento di capitale arriva a seguito di risultati fortemente negativi che registrano un utile netto pari a € -1,661 mld (€ +12,3 mln ’08), una perdita operativa pari a € 481 mln e un EBITDA che si attesta a € -68,25 mln (vs €+717,55mln’08). A pesare fortemente sull’utile sono le perdite non.operative che si attestano a € -757 mln e le il calo registrato nei settori Marine Products e Power Products. Annunciati tagli di 200 dipendentii in Europa e U.S. e la chiusura di sette impianti produttivi.

BA-Iberia: Il potenziale terzo polo europeo in capo aereonautico costituito dal merger tra British Airways e Iberia dovrà attendere poiché la programmata firma non è avvenuta. La nuova società, il cui nome sarà Topco, verrà posseduta per il 55% da BA e 45% da Iberia e potrò usufruire di una flotta di più di 400 unità e più di 200 destinazione. I motivi del rinvio sono da ricercare nei potenziali problemi di dual-listing su Londra e Madrid e di regolamentazione connessi con la volontà di mantenere l’headquarter a Londra ma essere registrata per motivi fiscali a Madrid. Altro punto delicato è la questione riguardante il deficit pensionistico
di BA che è salito a $5,6 mld e la paura che possa riflettersi in qualche modo su Iberia o sulla nuova società.

EADS: Dopo l’annuncio di Northrop Grumman, partner US di EADS, che ha rinunciato a correre per l’appalto della Difesa da 40 $ mld per la costruzione di velivoli cisterna per il rifornimento in volo, il Pentagono ha deciso di estendere la deadline di due mesi, dal 10 Maggio al 9 Luglio. La decisione segue le critiche provenienti dal Vecchio Continente circa la mancanza di equità nei termini e condizioni della proposta che indirettamente favorivano l’americana Boeing, che era cosi rimasta l’unica opzione possibile. Ottima notizia per EADS; sebbene la deadline non risponda ai 3 mesi necessari ad Airbus per consegnare la propria offerta, permetterà anche ad un terzo gruppo di concorrere nell’appalto. Un conglomerato aereonautico posseduto dal governo russo ha infatti annunciato la volontà di partecipare alla gara di appalto.

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