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Analisi Weekly Fixed Income: Paesi e Emittenti

Latvia: Il governo lettone ha annunciato l’avvio di negoziati volti alla riduzione dei fondi di assistenza ricevuti dagli enti multilaterali nel dicembre del 2008, dopo che il deciso programma di riduzione del deficit ha portato ad un sostanziale aumento delle finanze pubbliche. IL primo ministro lettone Valdis Dombrovskis (ex capo della banca centrale) ha. ….

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implementato le riforme richieste dal’IMF a seguito del prestito da 7,5 mld di euro resosi necessario dopo il fallimento della seconda più grande banca domestica ed il collasso dell’allora in carica governo. I CDS lettoni quotano attualmente in area 470 bps spread, circa 90 bps più tight rispetto all’inizio dell’anno e ben lontani dai massimi di inizio 2009 attorno ai 1.200 bps.

 

Sistema Bancario Romeno: l’agenzia di rating Moody’s ha pubblicato un negative outlook sul sistema bancario romeno. L’agenzia ha espresso così le sue perplessità riguardo le difficili condizioni (in termini di fondamentali creditizi) che il paese subirà nel corso dei prossimi 12/18 mesi. Gli analisti puntano il dito non solo contro la contrazione del PIL domestico, ma anche sulla svalutazione del RON e sulla limitata disponibilità in termini di wholesale funding. Sicuramente il supporto dell’IMF e la buona capitalizzazione hanno aiutato le banche ad assorbire lo shock, ma le difficili condizioni ambientali continueranno a pesare sulla redditività attraverso l’aumento dei costi del credito e del funding.

 

Gov. Pension Fund of Norway: Il fondo sovrano della Norvegia, il secondo più grande al mondo, registra un aumento del valore dei propri investimenti del 26%, dopo aver subito una perdita nel corso del 2008 pari ad NOK 633mld. Aumento dovuto al recupero iniziato dopo iminimi toccati a causa della crisi. Il guadagno è stato pari a +34.3% dall’equity e +12.5% dal mercato dei bonds. Il risultato preindicato relativo all’anno 2009 deve tener conto che è seguito da un flusso in entrata che è stato la metà rispetto al 2008. Il Ministero delle Finanze norvegese ha reso noto la composizione del fondo: 60% equity, 35% fixed income, il 5% in real estate asset incluso per la prima volta.

 

Deutsche Bank: L’agenzia di rating Moody’s ha abbassato il proprio giudizio su Deutsche Bank di 2 notches a “Aa3”. Il rating della forza finanziari (BFSR) è sceso da “B” a “C+”. I fattori che hanno portato al downgrade sono stati sostanzialmente tre. La preponderanza di attività di capital markets, che espongono i guadagni del gruppo a forte volatilità, eccessiva per la classe di rating in cui si trovava DB. Le attività di Corporate and Investment banking allocano più della metà del capitale di DB e ciò ha avuto un riflesso nelle politiche e risultati di risk management. Il secondo punto riguarda il ritardo dell’acquisizione di Deutsche Postbank AG. Acquisizione annunciata nel settembre 08 che sarebbe risultata estremamente positiva dal punto di vista di riduzione della volatilità dei guadagni e che fu promossa da tutte le agenzie di rating. La terza ragione è da ricercare nelle perdite potenziali, emerse da stress test, cui potrebbe incorrere DB su leveraged finance. Fattore quest’ultimo decisamente importante soprattutto in vista del forte fabbisogno di rifinanziamento di questo comparto previsto nel triennio 2012-2015.

 

Standard Chartered Plc: La banca Britannica registra un utile netto per l’anno fiscale 2009 pari a $ 3.38 mld(vs $ +3.408 ’08). Il gruppo fa registrare un aumento dell’ ebit rispetto al 2008 pari al 13% seguito da un aumento del 36% degli accantonamenti. Il gruppo riporta buone performance sul reparto wholesale e consumer banking, premiato l’aumento di capitale, pari $1.5mld, dovuto soprattuto a finalità di espansioni in Asia. Il gruppo inglese è,infatti, caratterizzato da una forte presenza sulle piazze orientali, Cina ed India in testa, che contribuiscono per il  55% dell’ebit. Il livello dei CDS stringe portandosi a quota 78.65.

 

Peugeot /Mitsubishi: Dopo mesi di trattative, viene meno l’alleanza tra i due carmakers Peugeot e Mitsubishi. Nonostante la forte opportunità di trovare spazio nel mercato asiatico, la casa francese ha annunciato dal salone di Ginevra di non procedere all’acquisto di partecipazioni azionarie della casa nipponica. Secondo la stampa transalpina le discussioni si sono incagliate sul valore relativo delle due aziende. Le parole riportate dal ceo di Peugeot, Philippe Varin, riguardano la situazione congiunturale non ottimale per un’alleanza sul capitale e la paura di danneggiare il proprio credit rating e di conseguenza la propria “salute” finanziaria. Restano in piedi collaborazioni su sport utility e veicoli elettrici.

 

AP Moller-Maersk: Il conglomerato danese registra il primo anno in perdita delle ultime sei decadi. Il colosso dei settori trasporto ed energia registra una perdita netta pari a $ 1.02 mld (vs $ +3.46 mld ’08) dovuto al deficit di $ 2.09 mld, con un calo del 28% delle entrate, della divisione container shipping che pesa per il 40% delle entrate del gruppo. Caduta di redditività anche dalla divisione TANKERS che ha visto una sostenuta svalutazione del valore degli asset legata ad una sostanziale debolezza delle condizioni operative. La divisione più redditizia si conferma quella oil e gas, che nonostante il basso livello del prezzo dl petrolio registra un utile pari a $1.16 mld.

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