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Analisi Weekly Fixed Income: Paesi e Emittenti

Corea del Sud: La banca centrale coreana, BOK, ha lasciato invariati i tassi repo a sette giorni ad un minimo del 2% per il 13simo mese consecutivo, dopo aver operato tagli pari a 3.25 punti percentuali tra Ott.08 e Feb.09. Mentre il governo ….

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ribadisce la volontà di mantenere politiche economiche espansionistiche, la banca centrale esprime invece la volontà di normalizzare il livello dei tassi. In settimana è stato poi eletto il nuovo governatore della Banca centrale, mr. Kim, che assumerà i pieni poteri il primo di Aprile. Il paese asiatico si sta posizionando come uno dei EM di maggiore interesse grazie alla sua marcata capacità di attrarre investimenti stranieri. Le aspettative sulla crescita del PIL sono comprese tra il 4 e il 5%, grazie anche ai forti incentivi fiscali introdotti in vari settori. Tra gli altri quelli delle energie rinnovabili (nel quale verrò introdotto il sistema RPS, renewable portofolio standard), information technologies e robotics. A tale quadro si aggiunge un tasso di disoccupazione in forte e continua diminuizione, attualmente al 4.4% ma con un obiettivo dichiarato al 3% a fine anno.

Unicredit: L’anno fiscale 09 si chiude con un utile netto pari a € 1.702 mln( vs € 4.012 mln ’08) di cui € 371 mlm nel quarto trimestre. Il risultato dello scorso anno è fortemente inferiore a quello del 2008 (-57,6%), in gran parte a causa delle rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni, che nel 2009 ammontano a €8.313 milioni, (equivalenti ad un costo del rischio pari a 142 punti base). Tra i dati positivi sottolineiamo la diminuzione dei costi operativi e delle passività finanziarie di negoziazione(-31%) che riescono a migliorare il margine d’intermediazione e il patrimonio netto(+8,5%). Il risultato netto della negoziazione, copertura e fair value risulta pari a €1.803 milioni nel 2009, mostrando un significativo recupero rispetto a €-1.969 milioni del 2008, dovuto soprattutto alle migliorate condizioni di mercato. Conseguentemente, si indebolisce il ROE, dal 9,5% al 3,8%, e l’EVA che registra un calo pari a €1.740 mln. Il rapporto di copertura del totale crediti deteriorati lordi è di 46,1% a dicembre 2009, con una copertura del 61,3% delle sofferenze e una copertura del 26,0% degli altri crediti problematici. Per effetto sia di un totale delle attività diminuito, sia di maggiore patrimonio netto, il leverage ratio del Gruppo raggiunge 24,4. Il Core Tier 1 ratio raggiunge a dicembre 2009 7,62% (pro forma al 8,47% con l’aumento di capitale siglato a febbraio).

Intesa Sanpaolo: ha chiuso il 2009 con un utile netto a 2,805 mld (+9,9%), con un risultato dell’attività’ di negoziazione a 1,122 mld (-53 mln nello stesso periodo 08) e con un risultato della gestione operativa a 8,021 mld (+0,4%). I coefficienti patrimoniali al 31 dicembre 2009 fanno registrare un Core Tier 1 ratio al 7,1% e un Total Capital ratio al 11,8%. Tenendo conto dei benefici attesi dalla cessione di 150-200 filiali a Credit Agricole il Core Tier 1 ratio salirebbe al 10,4% e al 13,8% per il Total Capital ratio. Alla prossima assemblea ordinaria verrà proposta la distribuzione di dividendi pari a 8 centesimi di euro per azione ordinaria e 9,1 centesimi di euro per azione di risparmio.

Porsche:
Il costo dell’operazione di fusione con VW costerà al produttore di auto sportive tedesco un secondo anno in perdita, secondo le previsioni del gruppo di Stuttgart. L’utile netto degli ultimi sei mesi del 2009, scende dell’83% a € 957mln. Le previsioni di un EBIT negativo per l’anno fiscale 09/10 pagano le operazioni di accounting, cambio strutturale del metodo di valutazione, sia del gruppo VW, sia del gruppo Porsche Zwischenholding GmbH. Sostanzialmente Porsche paga la mancata partecipazione nell’aumento di capitale di VW che verrà effettuato attraverso l’emissione di 135 milioni di azioni privilegiate, di cui 40 milioni con opzione di conversione, subendone però l’effetto diluizione. Via Porsche Zwischenholding GmbH, VW acquisirà il 50% di Porsche durante l’aumento di capitale. La conseguente entrata nelle casse di Porsce di € 3.9mld verranno utilizzati per ripagare parte del debito contratto nell’anno precedente(€.10mld).

Lafarge: Il gruppo francese, leader nei materiali per l’edilizia, è sotto l’occhio dell’agenzia di rating Moody’s. Lafarge è ai margini dello status “junk”. L’attenzione dell’agengia di rating si focalizza sui seguenti fattori: natura e mercati in cui opera il gruppo, caratterizza da esposizione vs rischi dei mercati emergenti, rischio di stagionalità e di eccessiva dipendenza dai prezzi delle commodity; debolezza della domanda di costruzioni commerciali; politiche di payout eccessiva, soprattutto alla luce del livello di indebitamento; aspettative di ripresa solo parziale per il 2010. Il forte debito del gruppo è sorto dopo l’acquisizione di Orascom Cement per € 15 mld e mal si sposa con la decisione di distribuire dividendi. Nonostante le promesse del CEO Bruno Lafont, circa la vendita di asset e l’implementazione di politiche di riduzione dei costi, sembra difficile che il gruppo riesca a mantenere parametri di liquidità/debito adeguati all’attuale livello di rating. Il mercato, però, sembra non aver iniziato a prezzare il downgrade. Infatti cinque dei sei “step-up” bonds, che prevedono un aumento del valore della cedola in maniera prefissata, hanno rendimenti superiore ai non step-ups. In caso di un imminente taglio del rating si avrebbe una situazione opposta. I CDS reagiscono allargando @192.

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