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Analisi Weekly Fixed Income: Paesi e Emittenti

Portogallo: L’agenzia di rating Fitch ha abbassato il rating paese del Portogallo da”AA” a “AA-“. Il downgrade e quindi la riduzione dell’affidabilità creditizia segue l’elevato livello del debito, attestatosi al 9,3% nel 2009 e sensibilmente superiore alle attese di 6,5%. Pesano inoltre le aspettative di un tasso  ….

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Fixed Income Area – News of the week


….. di crescita economica inferiore alla media europea e che genererà ulteriori pressioni sulle finanze pubbliche. Preoccupazioni anche riguardo le dolorose ma necessarie riforme di politica economica e fiscale che il governo dovrà implementare per rientrare nel target del deficit al 2013 pari al 3%. L’Outlook su long term IDR rimane negativo e riflette le preoccupazioni circa il forte indebitamento di tutti i settori dell’economia e le pressioni connesse ad un Pil pro capite inferiore alla media dei paesi caratterizzati dalla doppia A. L’agenzia avverte inoltre che, nonostante sia ritenuto valido e credibile, il piano del governo portoghese potrebbe non essere in grado di evitare un ulteriore downgrade in caso di una prolungata debolezza della crescita nei prossimi due anni. Non vengono però ravvisate difficoltà politiche nell’attuazione del programma di ripresa, segno di una presa di coscienza del momento storico da parte dell’elite politica e della necessità di alcune riforme non popolari. I CDS reagiscono posizionandosi ai livelli massimi delle ultime 3 settimane.

Marocco: L’agenzia di rating Standard & Poors ha premiato la politica economica del Marocco alzando il rating a “BBB-“ e confermando l’Outlook stabile. Il paese è infatti riuscito a ridurre il proprio debito, attraverso una maggiore flessibilità della politica economica, nell’ultima decade rientrando così nella media degli altri sovereign tripla B più rapidamente del previsto. Apprezzati anche i miglioramenti relativi alla stabilità politica che ha permesso lo sviluppo di una riforma fiscale e un piano di incentivi alle infrastrutture in un paese caratterizzato da forti problematiche sociali. L’outlook stabile riflette proprio l’attuale e la prospettica modernizzazione del paese e delle politiche industriali.

Industrial & Commercial Bank of China (ICBC): La più grande banca cinese, dopo aver pubblicato i risultati dell’anno fiscale 09, ha annunciato un cospicuo aumento di capitale. La banca registra un altro anno in progressivo utile che si attesta a $ 18,83 mld, in aumento del 16% dal 2008. A contribuire sul risultato è stato un calo del 58% dei crediti deteriorati, il non-performing loan ratio si attesta al 1,54% dal 2,29% del 2008. L’aumento di capitale avverrà attraverso l’emissione di convertibile bond per un valore pari a $3.66 mld. Inoltre ha manifestato la volontà di un ulteriore aumento di capitale attraverso l’emissione del 20% di nuove azioni per un valore intorno a $48mld. Le motivazione dell’aumento di capitale per una banca cosi redditizia sono da riscontrare nella forte immissione di liquidità e dagli stringenti limiti per le singole istituzione imposte dal governo che ne hanno deteriorato i livelli di capitale. Dopo l’aumento di capitale, il capital adequacy ratio passerà dal 11,14% al 12%.

Reanult-Daimler: Daimler e Renault continuano a pensare ad una partnership strategica che comporterebbe l’acquisto bilaterale di quote di minoranza. Dal punto di vista economico tale alleanza renderebbe più vantaggioso e profittevole il comparto ricerca e sviluppo nel settore delle auto ibride e a basse emissioni, consentendo così di reagire ad un mercato in forte contrazione attraverso lo snellimento di processi ed un offerta competitiva del comparto small cars. A Renault manca la tecnologia ibrida ed un effettiva presenza nel settore luxury car, a Daimler, che continua a soffrire il sorpasso in termini di quote di mkt da parte di VW, manca la competitività e le economie di scala del settore city car. A siglare un eventuale patto collaborativo lo scambio di quote di minoranza dei due gruppi, limitato alla soglia 3% secondo una struttura già sperimentata da altri grandi gruppi quali VW e Suzuki o Pegeout e Mitsubishi.

Dubai World: Raggiunto l’accordo con la maggioranza dei creditori del Dubai World dopo l’annuncio in Novembre della necessita di rifinanziare $23,5 mld di debito. La holding ripagherà interamente il 62 % del debito totale, dovuto ad investitori esterni, in due tranche, da cinque ed otto anni, mentre il governo da un lato convertirà il proprio credito, pari al restante 38%, in azioni, subordinato il debito al pagamento dei creditori esterni, e dall’altro contribuirà con nuovi fondi per $9,5 mld, di cui 8 mld andranno alla sussidiaria Nakheel per ripagare il 100% dei sukuk, bond islamici, in scadenza nel 2010 e 2011. Tale piano di ristrutturazione ha destato una serie di preoccupazioni e contrasti con alcune delle banche creditrici di maggiori dimensioni come include HSBC, Standard Chartered, RBS and Lloyds. Dubbi sono stati espressi sul timing, bisognerà aspettare 8 anni per il recupero totale del debito, sulle immissione di liquidità limitata di solo $1,5mld, che costringe i creditori a “contare” su vendita di asset e dividendi futuri, e infine l’apparente differenza di trattamento per i bondholders della controllata Nakheel. Il mercato sembra comunque gradire il piano di ristrutturazione, borsa in rialzo del 4,3% nel giorno dell’annuncio e i CDS sono scesi di 50 bp @400.

Raiffeisen:
Pubblicati i risultati inerenti l’anno fiscale 09 da parte del gruppo Raiffeisen. Utile netto del gruppo pari a € 212 mln, in calo rispetto al l’anno 2008 di € 981mln. Calo causato principalmente dal livello degli accantonamenti. Si sottolinea come le performance siano state fortemente differenti tra i paesi dell’ex unione Sovietica. Russia: durante l’ultimo trimestre il trend nell’aumento dei non-performing loans, npl, segna una forte rallentamento confermando la stabilizzazione della qualità degli asset nel paese. A conferma si noti che gli accantonamenti sono diminuiti passando da € 252mln nella prima metà dell’anno a € 70mln nella seconda parte portando il npl coverage al 93%, il cui 44% coperto da collaterali. Ucraina: situazione opposta si riscontra sul mercato ucraino che continua a rappresentare un serio problema per il gruppo. Le perdite full year nella regione si attestano a € 20- 3mln, gli accantonamenti aumentano di circa tre volte l’anno precedente attestandosi a € 499mln. I npl toccano il 23,6% del loan book.

MPS: Il gruppo Monte Paschi ha presentato i risultati del 2009 che vedono un utile netto di 354,3 milioni, superiore alle attese degli analisti riportate da Bloomberg. L’attenzione dei mercati si è però focalizzata sul risultato del quarto trimestre che vede una perdita netta di 181,3 mln di euro a fronte di un utile nel quarto trimestre del 2008. Pesano oneri “una tantum” per 87 milioni di euro, connessi al processo di riassetto deliberato nell’ambito del piano industriale, connessi anche all’esodo incentivato dei dipendenti (raggiunti i target end 2011) ed imputati anticipatamente al quarto trimestre. Al 31 dicembre 2009 il margine della gestione finanziaria e assicurativa si è attestato a 5,707 miliardi di euro, spinto al ribasso dalle pressioni su margine di interesse e dagli utili su commissioni che hanno a loro volta risentito del basso peso delle commissioni up-front. Nel 2010 la banca ha in scadenza bond per 4,5 mld di euro. Il CDS quota attorno ai 90 Bps, (in widening questa mattina) dopo un deciso tightening da oltre 110 bps spread di inizio mese.

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