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Analisi Weekly Valute: Settimana molto intensa

Saranno i dati relativi al mercato del lavoro americano a concludere una settimana molto intensa che ha visto il “Greenback” apprezzarsi notevolmente, facendo registrare, contro il tormentato EUR, il livello più alto dallo scorso Giugno. Il primo obiettivo

Materiale informativo rivolto unicamente a Investitori Professionali


 

 a 1.3750 è stato raggiunto e violato aprendo la strada verso il prossimo, posto a 1.3420.

Il NFP di oggi ci dirà se ci arriveremo per via di un dollaro forte, grazie ad un dato positivo, o viceversa se il target verrà raggiunto attraverso l’accentuarsi di vendite dei carry trades (EURJPY). Il positivo ADP di mercoledì scorso (in alcuni casi anticipatore del più completo report del venerdì), che mostrava una perdita di posti di lavoro inferiore a quella di Febbraio 2008, è difatti coinciso con la riapertura di posizioni lunghe di USD.

Ci sembra però fuori luogo concentrarsi su un eventuale dato positivo per l’occupazione Usa nella settimana che ha visto la Commissione Europea approvare (con una serie di paletti ben determinati) il piano di stabilità greco ed allargarsi pericolosamente gli spread creditizi di Spagna e Portogallo, con il relativo crollo delle borse.

E’ ancora difficile proporre una chiara evoluzione della crisi dei debiti sovrani dei PIIGS e, se è vero che a pensar male non si fa peccato, mi sembra di assistere ad un tentativo per sviare l’attenzione dalle banche e dalle accuse loro rivolte di avere smesso di prestare denaro all’economia reale in favore delle attività di trading.


Oggi si aprirà il G7 in Canada, evento che continua a perdere credibilità e valore. Ieri Trichet ha infatti sottolineato come, nonostante la bella compagnia ed il posto gradevole, le decisioni più importanti si prendano in ambito G20. Questo nonostante Obama abbia nuovamente proposto di affrontare l’argomento cambi: sul banco degli accusati la Cina, che continua a rispedire al mittente le accuse di manipolare la valuta domestica. Probabile un prosieguo della retorica “excessive volatility is undesirable” e niente di più.

Con la Cina che ne uscirà nuovamente vincitrice da questo ritorno della crisi, approfittando dei reversal sui prezzi delle materie prime per fare scorte a prezzi di …favore.

L’aussie potrebbe approfittare dell’eventuale ripartenza cinese dopo che, nelle ultime settimane, ha subito un violento storno. La price action e’ stata aiutata anche dalla sorprendente decisione della RBA di questa settimana che ha lasciato i tassi invariati a fronte di un consenso generale che prevedeva un ulteriore rialzo di 0.25%.


Identificare una chiara direzione, in questa fase della crisi, continua ad essere estremamente difficile: se sia meglio andare lunghi o corti, rischi o rischio aversion, bianco o nero, etc. Ecco perché offriamo i due scenari, un po’ come il diavolo o l’acquasanta. Il diavolo e’ sicuramente rappresentato dall’EURJPY che, nel caso di un peggioramento dell’avversione al rischio, potrebbe estendere il movimento verso il minimo a112.08 del 29 gennaio 2009.

L’acquasanta invece la cerchiamo in alcuni paesi emergenti. Il CPI in Turchia continua a mostrare un costante aumento e la velocità con cui il paese sta uscendo dalla recessione lascia ottimisti e potrebbe spingere la CBRT a rialzare i tassi con decisione entro la fine di quest’anno.

 

Fixed Income Research – Abax FX Weekly

Rino Giambertone Forex Desk


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