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Analisi Weekly Valute. Settimana del FOMC

Siamo giunti alla settimana del FOMC. Il deludente dato sull’occupazione d’inizio Gennaio lascia poco spazio a eventuali sorprese.

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Il Comitato potrebbe solo confermare la fine del programma di MORGAGE SECURITY PURCHASE nel mese di Marzo, cercando di non creare dubbi sull’ormai trito e ritrito EXTENDED PERIOD e, magari, lasciar intuire quale sarà il timing di un eventuale rialzo del discount rate. Questo mentre il consenso degli analisti continuino a prevedere la permanenza dei FED Funds agli attuali livelli ancora per quasi due anni.

Un simile scenario dovrebbe avere un impatto neutro sul mercato FX, con il dollaro che potrebbe confermare il ruolo da protagonista che si è ritagliato in questi ultimi giorni.

Altre forze agiscono a sostegno del dollaro: non solo il prosieguo della “tragedia” greca, ma anche i primi step della PBOC verso una politica monetaria meno accomodante, che non ha mancato di generare ripercussioni sia nel mondo equity che in tutte le classi di rischio (commodity currencies in testa). Le recenti manovre cinesi sulle riserve, potrebbero infatti rappresentare la prima stretta prima di un più canonico rialzo dei tassi e, chi sa, magari di una rivalutazione in un secondo momento. A tal proposito, il Ministro delle Finanze canadese ha suggerito che, al prossimo G7 d’inizio febbraio, si affrontasse anche l’argomento cambi.

Da valutare l’effetto che avrà sul dollaro la proposta del presidente Obama di limitare le posizioni di proprietà e trading delle banche commerciali americane. La prima reazione del mercato e’ stata analoga al pensiero del rag. Fantozzi alla visione della “corazzata potemkin” … . Solo un’applicazione drastica di un simile provvedimento potrebbe negare l’attuale fase d’indebolimento di EURUSD che questa settimana ha visto violare anche la 200MA ed ha come obiettivo l’area 1.3750.

Tra le ccys che si sono apprezzate maggiormente questa settimana ritroviamo lo JPY, sotto osservazione già negli ultimi mesi del 2009, che nelle recenti settimane ci aveva fatto temere di doverla archiviare come una delle trade-ideas sbagliate. Ma la divisa giapponese è ancora vitale, e sembrerebbe in procinto di riprendere il trend di rafforzamento quando cominceranno i rimpatri da parte delle filiali estere delle compagnie giapponesi (capitali e utili) con il termine dell’ anno fiscale giapponese a fine Marzo.

Non solo JPY per i bulls dei cambi, con le commodity currencies che, dopo lo storno di questa settimana, potrebbero riprendere il movimento di rafforzamento. L’idea di vendere AUD, NZD o anche Cad non ci alletta, visto anche l’attuale differenziale di tasso e le previsioni per quelli futuri. La nostra view sull’EURUSD e la diffidenza con cui approcciamo solitamente la sterlina, (anche se in UK i primi dati macro di quest’anno sembrano tracciare un quadro migliore delle aspettative) ci fa preferire il corto EURJPY e GBPJPY.

Fixed Income Research – Abax FX Weekly

Rino Giambertone Forex Desk


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