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Aquila Capital: la transizione verde rallenta?

Aquila Capital: la transizione verde rallenta? Ricorrere al gas come soluzione ponte peggiora il quadro d’insieme

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A cura di Roman Rosslenbroich, Chief Executive Officer di Aquila Capital


I prezzi dell’energia salgono alle stelle in tutta Europa, mettendo sotto pressione le famiglie, le industrie e le Banche centrali stesse spingendo al rialzo l’inflazione. Questo ha riacceso i riflettori sulla politica climatica dell’UE. I ministri dell’energia dell’UE discutono un’azione comune, promuovendo anche una più rapida espansione delle rinnovabili. Le rinnovabili rappresentano già la fonte più economica di generazione di energia, ma l’accumulo è chiaramente troppo basso.

Un’espansione che non tiene il passo con la riduzione delle capacità fossili, insieme a un’elettrificazione troppo lenta in altri settori, porta alla dipendenza dal gas naturale. La strategia di decarbonizzazione dell’UE prevede una crescita significativa nel settore delle rinnovabili, ma anche un contributo significativo della produzione di gas – attualmente considerata come una tecnologia ponte – per sostenere la transizione energetica in tutta l’UE.

Ciò è dovuto al fatto che, per alcuni aspetti, il gas ha un vantaggio rispetto ad altri combustibili fossili; le unità CCGT (turbine a gas a ciclo combinato) altamente efficienti emettono fino al 70% in meno di CO2 per MWh generato rispetto alle centrali a carbone¹, e offrono una maggiore flessibilità per alleviare i colli di bottiglia della rete in tempi di scarsa o nulla produzione di energia rinnovabile. In tutti i mercati dell’UE, le unità alimentate a gas sono tipicamente le ultime unità di generazione necessarie per soddisfare la domanda, quindi “fissano il prezzo” in questi mercati. Questi aspetti sono fortemente legati al rally rialzista dei prezzi dell’energia nel 2021.

Un trend causato soprattutto dall’impatto dell’aumento dei prezzi del combustibile e delle quote di emissione dell’UE (EUA), poiché il gas rimane attualmente una componente chiave dei sistemi elettrici nella maggior parte dei Paesi dell’UE, con una quota del 25% nella produzione di elettricità. L’aumento vertiginoso dei prezzi del gas mette sotto pressione le famiglie e l’economia, soprattutto in vista dell’imminente stagione invernale. Tuttavia, varie misure governative come la riduzione delle tasse sull’energia in Spagna o un sussidio statale alle famiglie più deboli in Francia non forniranno una soluzione a lungo termine. La convergenza dei numerosi fattori che influenzano il prezzo del gas conduce a una tempesta perfetta

. un inverno 2020 più freddo e lungo del previsto ha portato a una maggiore domanda di energia per il riscaldamento, lasciando l’Europa con i depositi di gas vuoti;

. nella primavera 2021, con il successo della campagna di vaccinazione, l’attività commerciale è tornata a intensificarsi rapidamente. Questo ha messo l’Europa in competizione con l’Asia per gli stessi carichi di gas naturale liquefatto provenienti da altre regioni del mondo (soprattutto Medio Oriente e Nord America);

. gli EUA hanno raggiunto livelli record gravando ulteriormente sui costi marginali;

. l’estate secca nei Paesi nordici ha mantenuto gli stoccaggi a livelli inferiori rispetto agli anni precedenti;

. nel 2021 le difficoltà dovute a interruzioni e operazioni di manutenzione più consistenti del solito sui gasdotti norvegesi insieme a forniture russe inferiori al previsto, sono state ulteriormente accentuate dall’incertezza sulla messa in servizio di NordStream 2.

Se avremo un inverno particolarmente freddo anche quest’anno, la situazione potrebbe complicarsi e i prezzi continueranno a salire tenendo conto di una probabilità del 70% che La Niña colpisca questo inverno causando un’estesa ondata di freddo.

Fonte: BONDWorld.it

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