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AW Paesi e Emittenti: La spesa pubblica portoghese aumenterà l’anno prossimo

Portogallo. La spesa pubblica portoghese aumenterà l’anno prossimo solo dello 0,2% rispetto allo 0,5% pianificato a maggio grazie a nuove misure di austerity. Tra i maggiori tagli ci sono la riduzione degli stipendi del settore pubblico (-5% per i lavoratori che guadagnano più di 1.500  euro al mese) e di…

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alcune imposte, tra cui l’imposta sul valore aggiunto, che passa dal 21% al 23%. Tali misure potrebbero compromettere la crescita per il prossimo anno, dopo che quest’anno raggiungerà l’1,3%, circa il doppio rispetto alle previsioni rilasciate a maggio, grazie soprattutto a maggiori esportazioni. Il governo portoghese sta cercando di tagliare il suo deficit di bilancio, dopo aver registrato un disavanzo del 9,3% nel 2009, il più alto dell’area Euro dopo l’Irlanda, Grecia e Spagna. Il governo intende ridurre il deficit al 7,3%, 4,6% l’anno prossimo, e intende rispettare il limite UE del 3 per cento nel 2012. Il debito pubblico salirà all’86,6% del Pil nel 2011 rispetto all’82,1% di quest’anno. Secondo il ministro delle Finanze Fernando Texeira dos Santos, il ratio comincerà a diminuire nel 2013 e prevede di incassare 1,87 miliardi di dollari dalle privatizzazioni in programma per il prossimo anno. Ora si attende l’approvazione delle nuove misure da parte del Parlamento, che però non appare scontata considerando che il Governo guidato da Jose Socrates non ha l’appoggio della maggioranza dei parlamentari.

Grecia. La Commissione Ue ha escluso l’eventualità che nell’immediato la Grecia possa avere più tempo per rimborsare il prestito Eurozona-Fmi. Per Bruxelles la Grecia sarà in grado di rifinanziarsi sui mercati già dal 2012 e per questo non è necessario nessuna modifica al piano di salvataggio in essere. Tale eventualità è stata discussa all’interno del Fondo monetario e sui mercati internazionali, anche se, secondo un portavoce ellenico, Atene non aveva avanzato alcuna richiesta in merito. Il nulla di fatto è stato comunque ben visto dal mercato che ha intuito che la vicenda ellenica è sotto controllo e che non necessita ulteriori modifiche a favore dello stato greco. La cifra dei fondi da rimborsare è pari a 110 miliardi di euro.

Francia. Proteste e disagi in Francia contro la riforma che prevede l’aumento dell’età pensionabile da 60 a 62 anni. Tra i primi a scendere in piazza, i lavoratori del settore petrolchimico hanno partecipato alle proteste in modo massiccio, con solo una delle 12 raffinerie in funzione. Alcuni distributori hanno registrato esaurimenti temporanei di carburante a  causa degli acquisti condizionati dal panico. Hanno partecipato allo sciopero anche camionisti, che procedono a passo d’uomo sulle autostrade francesi, le ferrovie ed è in previsione un fermo dei dipendenti degli aeroporti. Il Governo guidato da Nicolas Sarkozy dichiara di non aver intenzione di modificare il piano di modifica del sistema pensionistico. Intanto il CDS spread della Francia è circa il doppio di quello della Germania, 65 bp contro 32 bp.

Singapore. La Monetary Authority of Singapore ha sorpreso I mercati finanziari ampliando la banda di oscillazione per il dollaro di Singapore per la prima volta dal 2001. Tale manovra concede maggiore flessibilità alla moneta per reagire ai flussi d’investimento che arrivano nel Paese e riduce così il rischio di un forte aumento dell’inflazione che da  questo potrebbe derivare. Il livello d’inflazione è stato del 3,3% nel mese di agosto, il valore più alto del 2011. Se però  da una parte tale manovra permette un contenimento dell’inflazione, dall’altro potrebbe consentire una svalutazione della moneta se la situazione economica dovesse indebolirsi ulteriormente dopo che, nel terzo trimestre, l’aumento del Pil di Singapore è sceso al 10,3% a luglio, contro il +19,6% del trimestre precedente.

Banco Popolare. Secondo indiscrezioni di stampa, Banco popolare starebbe considerando un aumento di capitale da 2 miliardi di euro per migliorare i ratio patrimoniali. L’alternativa consisterebbe nella vendita della Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno e del Credito Bergamasco per circa 3 miliardi di euro. Sebbene la notizia sia stata smentita dall’istituto finanziario, sono piovuti una serie di downgrade dalla banca per i timori di un aumento di capitale: SocGen ha ridotto da buy a sell il suo giudizio, Deutsche Bank da buy a hold, mentre Goldman Sachs ha tagliato il target price a 4,5 euro dai precedenti 4,6. Sempre secondo quanto riportato dalla stampa nazionale, potrebbe tagliare 800 posti di lavoro nel 2011.

Enel Green Power. Il titolo di Enel Green Power, la controllata Enel per le rinnovabili, debutterà a Piazza Affari e alla Borsa di Madrid il prossimo 4 novembre. L’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti ha dichiarato che prevede di incassare almeno 3 miliardi di euro dal collocamento. Conti ha detto che grazie all’IPO Enel Green Power nel 2010, Enel riuscirà a ridurre l’indebitamento netto a 45 miliardi di euro, con l’obiettivo di arrivare a 39 mld di debito al 2014. Secondo le dichiarazioni di Conti, Enel Green Power offre un rendimento per un investitore intorno al 2%, grazie alla distribuzione di almeno il 30% degli utili, mentre, con l’esercizio della bonus share, il rendimento atteso sarà intorno al 5-6% l’anno. In previsione nessun aumento di capitale o collocamento di bond: la crescita sarà finanziata con i cash flow.

Euribor. L’Euribor è tornato a quotare intorno all’1%, valore che non si vedeva dal luglio 2009 e  che è pari al tasso della BCE. Il punto più basso degli ultimi mesi è stato toccato il 31 marzo quanto l’Euribor era pari allo 0,634%. Tale aumento testimonia una minore dipendenza degli istituti di credito dalla banca centrale e che la liquidità immessa dalla BCE a loro favore sta rientrando.

Liverpool FC. Il Liverpool è stato ufficialmente venduto al New England Sport Ventures per circa 335 milioni di euro. Dopo lunghissimi giorni di battaglie legali, ingiunzioni e sentenze dell’Alta Corte di Londra, i precedenti proprietari statunitensi si sono dovuti arrendere alla volontà del principale creditore Royal Bank of Scotland, banca nazionalizzata, passando la mano alla società presieduta da John W. Henry, proprietario anche dei Boston Red Sox. Negli ultimi giorni era arrivata anche un’offerta di 360 milioni di euro da parte del magnate Petre Lim, che tuttavia non ha avuto la meglio, mentre precedentemente erano stati i fondi sovrani di Abu Dhabi, Qatar e Cina interessati al team.


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