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AWFI:Squilibri geopolitici UBER ALLES

Da Wikileaks a Cancun e sino alla Corea non mancano motivi di nervosismo che si uniscono alla crisi europea. Segnando una fase della crisi sovrana ove la politica fa la differenza…

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Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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La politica domina globalmente la scena dei mercati. Non sono i contenuti di Wikileaks o delle minacce nordcoreane, ma gli effetti collaterali di questi eventi a pesare sull’Amministrazione Obama, all’interno ed in politica estera, e quindi ad alimentare la volatilità delle quotazioni. Parimenti, sull’altra sponda dell’oceano, la pubblicazione dei files mette alle corde ed aiuta a sottolineare, con un allargamento degli spread sovrani, la fragilità di quei Paesi politicamente più esposti alle manovre di rigore. Le motivazioni socio-economiche che ne potrebbero scaturire non sono da sottovalutare. L’avversione al rischio continua così a dominare e condizionare i mercati mondiali. Il deleveraging sui periferici persiste inesorabile anche se con volumi in calo e l’euro punta nuovamente verso 1,25 come lo scorso maggio…

Accordo Francia/Germania.

L’Eurosistema cerca di rendere più coesi gli sforzi al coordinamento proattivo di misure anti crisi, ma le dichiarazioni tedesche a più riprese creano dubbi sull’efficacia dell’azione di salvataggio. L’asse franco-tedesco si rafforza e cerca soluzioni al di là delle modifiche proposte sul Patto di Stabilità e che sono limitate alla finanza pubblica. È ovvio che il permanere di una situazione d’instabilità finanziaria nell’Eurozona che coinvolge le banche UE (peraltro uscite indenni dagli stress test di agosto!), porterà ad una modifica almeno dello Statuto della BCE, per la quale i tedeschi ritengono ovvia la successione al vertice.

Francia e Germania si irrobustiscono grazie all’export (vedi anche il boom del settore auto tedesco) ed all’incremento degli scambi commerciali con i Paesi emergenti e quelli dell’Est europeo, ma non è abbandonando i Paesi periferici al loro destino ed alle evidenti colpe insite nella perdita di competitività che aiuterà l’avvio di una soluzione europea anche sugli investimenti. Intanto i contribuenti irlandesi si accolleranno il bail-out del Paese con buona pace dei bondholders, privati e banche, e le speculazioni su un QE2 europeo crescono! Onde evitare poi che Basilea 3 diventi un ulteriore catalizzatore di questa fase di instabilità, occorre prima di tutto risolvere il nodo cruciale dell’impegno delle banche centrali alla stabilizzazione finanziaria per non ricadere nella trappola irlandese di una sovraesposizione debitoria incontrollata verso l’estero, aggravata dalla fuga di capitali/depositi.

Nuove tensioni Usa /Cina.

La Cina continua a fare importanti dichiarazioni a sostegno dell’euro mentre l’Amministrazione Obama sotto scacco tra un’imbarazzante fuga di files, che secondo gli ultimi rumours coinvolgerebbero anche le banche Usa, e le manovre nel Mar Giallo. Come se non bastassero le pressioni Usa sullo yuan rembimbi, ora ci voleva anche la portaerei George Washington a cercare di mettere sotto stress le già difficili relazioni Usa/Cina. La richiesta cinese di una nuova riunione del Sestetto per la ripresa dei colloqui sul nucleare cade inizialmente nel vuoto ma dimostra la volontà di Pechino di supportare l’unificazione delle due Coree, sin qui osteggiata .

Dai file Wikileaks la Cina appare coerente e consapevole della minaccia rappresentata da Kim Jong e più distaccata e ferma in una linea intransigente di quanto si poteva pensare. La Corea del Sud non ha fatto in tempo a ritirare le passerelle del G20 che si è trovata coinvolta in una ripresa delle provocazioni nordcoreane che per un soffio non hanno provocato un’escalation ben più grave del conflitto. Ma soprattutto ha messo sotto pressione il CDS sovrano e quelli delle principali Corps del Paese. Ma il giudizio degli operatori su Banche e Corps, nonché sul Paese, resta fortemente positivo.

L’inviato nordcoreano è atterrato in Cina e potrebbe aprirsi uno spiraglio di dialogo per il Sestetto. Obama dal canto suo si può solo consolare con il buon andamento delle vendite al dettaglio seguite al Black Friday (vedi News of the week) mentre restano molte di domande sul timing e chi ci sia dietro alle copiose rivelazioni pervenute a Wikileaks.

L’asse Merkel-Sarkozy è sempre più forte ma il differenziale sui CDS rimane, quelli francesi restano il doppio di quelli tedeschi, e gli hedge funds si gettano a capofitto in un’ondata speculativa che vede al centro proprio quei CDS sovrani non ancora regolamentati e che permettono facili guadagni data questa fase di crisi. Le dichiarazioni pubblicate con timing eccezionale sull’esaltazione dell’effetto contagio e nel cercare di risucchiare Spagna e Italia nel vortice di un evidente attacco speculativo, che ha fatto scattare stop loss importanti e messo sulla difensiva i market maker, è chiaro, come pure il relativo effetto boomerang… In un mondo ormai globalmente correlato.


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