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AWFI:“Welcome To G20. The first in Asia, The First in a non – G7 country”

Sherpa sotto pressione per il G20 tra squilibri commerciali e valutari…

Questo materiale è destinato unicamente ad Investitori Professionali

Claudia Segre – Abax Bank – Fixed Income Area & OFP


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Sherpa sotto pressione per arrivare ad un coordinamento commerciale e valutario che eviti le peggiori conseguenze della “trappola della liquidità” che Bernanke sta sfidando nell’intento di riequilibrare crescita ed inflazione ridando tono alla Borsa, e quindi a quella parte di reddito disponibile delle famiglie canalizzato verso l’investimento azionario .

Come le famose guide nepalesi che supportano gli arditi scalatori dei picchi dell’Himalaya, sono gli Sherpa a sobbarcarsi il grosso del lavoro del G20 per permettere ai Presidenti dei Governi, ivi rappresentati, di finalizzare il comunicato ufficiale con il quale si deciderà del successo o meno dei lavori che iniziano domani sera.

NEW: Fiscal Monitor FMI.

Carlo Cottarelli guida il Team che si è già reso protagonista di una pubblicazione cruciale sul rischio default (Default in Today’s Advanced Economies: Unnecessary, Undesirable and Unlikely, Settembre 2010) ed ha pubblicato il 4 novembre la nuova versione del Fiscal Monitor.

Se da un lato la presa di coscienza dei Governi sulla necessità dell’aggiustamento fiscale è incoraggiante, tanto quanto l’enfasi ai tagli alla spesa pubblica, dall’altro mancano obiettivi chiari di medio-lungo termine e soprattutto progressi tangibili nella revisione del trend di spesa che permangano sul lungo termine a garantire un effetto tangibile anche sul debito. In sostanza la mappa geografica che riguarda la messa in atto di piani di riforma sulle pensioni e sulla gestione efficiente della salute pubblica da parte dei Governi è desolatamente vuota. Unica consolazione, l’elogio all’Italia per la lotta all’evasione fiscale…

Riforma del FMI

Emerging Markets alla riscossa e impegnati a gestire il trade off tra gestione dei crescenti flussi di capitale e l’apprezzamento delle loro divise indotto dalla svalutazione del dollaro Usa, che ha subito una battuta d’arresto dopo l’euforica accoglienza del QE2 da parte dei mercati azionari. Già da questo G20 faranno uso del loro peso per enfatizzare la necessità di evitare manipolazioni sui cambi coerentemente con la loro battaglia sul passaggio dai cambi fissi alla libera fluttuazione delle divise (vedi Meeting Apec nelle News della settimana). Dopo Stati Uniti (17%) e Giappone, il maggior peso va alla Cina con 6.39%. Si può capire come Usa, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia e i paesi Bric (Brasile, Russia, India e Cina) guideranno il Board, che sarà di 24 seggi dai precedenti 20, con la rinuncia di due seggi da parte dell’Europa (da 9 a 7). Quindi a conti fatti al G7 vanno il 55% dei voti ed il restante ai Paesi Emergenti e PVS.

Escono dalla top-ten Arabia Saudita e Canada (in precedenza all’8° e 9° posto per quote), mentre la maggioranza qualificata resta all’85% dei diritti di voto. Altro punto di grande impatto è l’aumento delle quote dei membri (a partire effettivamente dal 2014) in modo da raddoppiare il capitale del Fondo a 755,7 miliardi di dollari. L’Italia rimane il settimo contribuente, con una quota che scende dal 3,31 al 3,16 del totale. Resta da vedersi ancora quali saranno i Paesi europei che dovranno subire la riduzione di rappresentatività a favore delle economie emergenti.

Geithner alle prese con le polemiche post elettorali sulle Volcker rules e gli effetti a pre- Basilea3.

Altro argomento che ha scosso i nervi degli operatori sui mercati internazionali la scorsa settimana è l’impatto (e l’interpretazione!) delle 4.631 parole riguardanti le Volcker rules inserite nella nuova legge Dodd-Franck Wall Street Reform and Consumer Ptotection Act approvata da Obama. I regulators Usa son stati inondati da oltre 8.000 lettere di richiesta di chiarimenti e le tre agenzie federali lavorano giorno e notte coadiuvati da Top Manager di società finanziarie e non e con eminenti studi di avvocati.

In un meeting ufficiale un rappresentante del Governo ha dichiarato che occorre entrare forse nella testa di Volcker per comprendere esattamente i confini dell’applicazione delle regole tra trading proprietario e trading di terzi. I Repubblicani dopo le elezioni premono per arrivare in tempi brevi ad un’interpretazione della norma onde minimizzarne i costi e gli effetti discorsivi sul mercato, anche alla luce delle fughe e delocalizzazioni di attività di trading da parte delle major Usa in UE e Paesi emergenti più accomodanti.

Come se non bastasse, il Comitato formato da grandi investitori e bond dealers, che supporta il “sempre più cupo” Geithner, ha pubblicato un report dove si evidenziano gli effetti negativi sulla crescita economica e la necessità di ulteriori acquisti di Treasuries per 400 mld $ da parte delle banche commerciali Usa da qui al 2015 (tratto 2-5 anni con rendimenti già ai minimi dopo annuncio QE2!!) per adeguarsi agli standard di liquidità e patrimonializzazione. Tra Novembre 2008 e Marzo 2010 la Fed ha comprato 1.7 trl $ di titoli legati a mortgage incagliati e Treasury. Le Banche Usa hanno comprato 226 mld $ di Treasury o debito similare mentre sul lato lending il segmento commerciale e industriale si riduceva a 367.4 mld di $. Le Banche hanno dichiarato che il calo della richiesta di loans è più che giustificata dal massiccio ricorso delle migliori corporates al rifinanziamento via mercato (equity e bond). Quindi se un credit crunch è stata una delle cause portanti della recessione non è detto che un’estensione del credito ora aiuterà efficacemente se le banche continueranno a concentrarsi, negli Usa e non solo, sui cosiddetti good credit, i quali non sono interessati più di tanto ai prestiti bancari.

Caso UE e Tutta la verità sull’Irlanda.

L’attesa spasmodica per un piano quadriennale credibile e di un’approvazione di un budget 2011, che sarà votato il 7 Dicembre, con 6 mld eur di tagli alla spesa pubblica è certamente giustificata dalle turbolenze di questi ultimi giorni. Occorre far rientrare il deficit ora a due cifre ed è necessario ritrovare un consenso che gli permetta il prossimo anno di tornare sui mercati dopo aver subito i danni dello scoppio di una bolla immobiliare e gli effetti nefasti di una crisi bancaria e fiscale.

L’Irlanda è una realtà economica di 4.5 ml di persone con un PIL di 190 mld di $ ridottisi a 160 ml di $, quindi non povera e ben diversificata. Il reddito procapite era superiore del 19% alla media europea nel 2009 dopo essere rimasto al di sotto del 10% nel 1995.L’età media della popolazione è di 35 anni!, la più bassa nell’UE, con un tasso di crescita e quindi natalità positivo. Questa piccola entità è inserita in un mercato in ripresa di oltre 500 ml di cittadini europei, la bilancia dei pagamenti è tornata in positivo e le oltre 1000 società estere che operano nel Paese sono attive dal settore farmaceutico e chimico sino a quello dei servizi, aumentando nettamente le loro esportazioni. Essere un centro strategicamente ben organizzato ed efficiente ha sempre fatto premio per l’Irlanda ed è da qui che l’Irlanda sta trovando la forza di ripartire e ristrutturare il settore finanziario e bancario. Rispetto a 10 anni fa ed evitando il picco del boom del 2007 la situazione è migliore. L’ulteriore stretta fiscale sarà inevitabile ma lo scenario economico irlandese non è confrontabile con quello islandese o greco ed i margini di efficientamento ci sono tutti per un Governo che deve ritrovare compattezza nell’azione e proporsi ad un buy on dips più che ad un sell on rumours!!

USD/RMB: Cambio in movimento e Cina superattiva mentre Obama balla The Millioner. La Cina si muove a sostegno di Irlanda e Grecia, stringe accordi strategici con la Francia (vedi News della settimana) e diventa netto importatore di diesel con un boom di domanda superiore a quello del periodo delle Olimpiadi 2008. Dall’ultimo report sull’internazionalizzazione dello yuan si calcola che tra 5 anni un terzo del commercio estero cinese sarà regolato in yuan rembimbi.

Morale: le preoccupazioni sul vero ruolo del dollaro Usa aumentano. Il tempo del monopolio come divisa principale per le riserve internazionali, per gli scambi sulle commodities e più in generale per gli scambi internazionali è prossimo ad un radicale cambiamento di pari passo con il rafforzamento del ruolo politico economico dei Paesi emergenti che guardano sempre più alla Cina come potenza economica di riferimento.

Fanta Sherpa.

Tre sherpa, (quello tedesco Franz, quello cinese Weng e quello americano John), si trovano a pranzo. Ad ogni tavolo è stato dato il tema delle tematiche da discutere, sul loro: Esportazioni. Weng e Franz che rappresentano i due maggiori Paesi esportatori al mondo cominciano un’accesa discussione con John. Franz accusa John di gettare fumo millantando una pseudo politica di stabilità del $ per poi fare pressioni su Weng al fine di apprezzare lo yuan e stampare $ per comprare Treasuries. Franz dice che John non è più credibile e che lui è legato alla disciplina della Bce e non può svalutare a piacimento la propria moneta!! E che se va avanti così comprerà meno iPhone. John risponde che comprerà meno BMW, e dai toni la discussione sembra si protrarrà ben oltre questo G20. Weng dal canto suo borbotta che continuare a comprare Us Treasury per finanziare il deficit Usa è un controsenso e forse conviene lasciare John alla sua bisboccia keynesiana… E quando si sarà ripreso dalla sbornia dell’eccesso di “liquidi” forse vedrà un mondo diverso… Meno USA-centrico ormai.


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