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AWPE: Il trattato di Lisbona

Patto di Stabilità. I leader dei 27 Paesi dell’Unione europea hanno trovato un accordo in merito alla nascita di una sorta di un Fondo monetario di sostegno permanente per gli Stati europei in difficoltà, la cui istituzione sarebbe prevista per la metà del 2013 quando scadrà l’attuale Fondo di solidarietà creato in occasione della crisi greca a garanzia..

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della stabilità dell’euro. I leader europei hanno dato un mandato congiunto al presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, e alla Commissione Ue per esplorare le possibili modalità di modifiche limitate del Trattato di Lisbona. Il vertice Ue ha poi approvato la bozza di rafforzamento del patto di stabilità anti-deficit e debito pubblico, preparato dalla task force guidata da Van Rompuy. Secondo quanto dichiarato dal presidente del Consiglio europeo, rispetto al presente, le sanzioni partiranno prima e in modo progressivo, il debito pubblico verrà tenuto maggiormente in considerazione, insieme ai criteri del debito, mentre le sanzioni saranno possibili prima che venga superata la soglia del deficit del 3% se non saranno prese azioni preventive sufficienti e potranno essere decise più facilmente. Nulla di fatto, invece, sulla proposta avanzata dal cancelliere tedesco Merkel, e avallata dal presidente francese Sarkozy, relativa alla sospensione dei diritti di voto in Consiglio in caso di mancato rispetto delle regole comunitarie sui conti pubblici. Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha definito la proposta inaccettabile, irrealistica e contraria allo spirito dei Trattati.

Usa – India. Il prossimo 5 novembre, Obama partirà per un viaggio di 10 giorni nel continente asiatico, visitando India, Indonesia, Corea del Sud e Giappone. In India il presidente Usa ci resterà per tre giorni e mezzo, il più lungo soggiorno in un Paese straniero dai quando si è insediato alla Casa Bianca. Scontato che uno dei motivi della visita sia il consolidamento dei rapporti commerciali tra i due Paesi, con gli Usa che decidono di scendere a patti e trovare accordi con gli Emergenti. Una nuova strategia, dopo il fallimento della linea dura adottata nei confronti della Cina in merito alla Currency War.

Cina – Portogallo. Proseguono le intese tra la Cina e i Paesi periferici dell’Ue. Dopo gli accordi stipulati con la Grecia, ora è la volta del Portogallo. La Cina si è infatti detta disponibile a prendere in considerazione l’acquisto di titoli di Stato portoghese. Tale eventualità sarà probabilmente discussa la prossima settimana durante la visita del presidente cinese Hu Jintao in Portogallo. L’eventuale acquisto di titoli portoghesi permetterà una riduzione del rendimento degli stessi, ancora sotto pressione a causa dello stallo dei colloqui tra il primo ministro Jose Socrates e il principale partito di opposizione del Paese in merito al piano d’austerity necessario per sanare i conti pubblici. Attualmente, il Governo portoghese non ha la maggioranza in parlamento. Il viceministro degli esteri cinese Fu Ying, ha giudicato positivamente le misure proposte dal governo.

Santander. Nonostante siano in parte rientrati i timori relativi alla tenuta dei conti pubblici spagnoli, i risultati pubblicati dal Banco Santander sono deludenti. La banca spagnola ha chiuso i primi 9 mesi del 2010 registrando un utile netto di 6,08 miliardi di euro con un calo del 26% su base annua. Il gruppo bancario iberico ha inoltre comunicato che non sarà in grado di centrare l’obiettivo sull’utile netto fissato per il 2010. Sul terzo trimestre ha pesato soprattutto l’onere di 472 milioni di euro per perdite accumulate in Spagna. Il profitto nel trimestre appena terminato si è attestato a 1,64 miliardi di euro contro i 2,22 miliardi di euro dello stesso periodo del 2009. Il margine netto d’interesse è cresciuto dell’8,4% su base annua a 7,4 miliardi di euro grazie all’aumento dei prestiti concessi in Brasile e nel Regno Unito. Nel terzo trimestre Santander ha accantonato 2,94 miliardi per far fronte a eventuali perdite su crediti. L’istituto di credito ha confermato che pagherà ai suoi azionisti un dividendo di 0,6 euro per azione, una somma che si attesta sugli stessi livelli dello scorso anno.

Trimestrali. La scorsa settimana ha riservato ancora sorprese positive sul fronte delle trimestrali. Exxon Mobil ha chiuso il terzo trimestre con un risultato netto di 7,35 miliardi di dollari, in crescita del 55% rispetto ai 4,73 miliardi dell’anno prima. I ricavi hanno segnato un aumento del 16% a 95,3 miliardi di dollari, superando il consensus di 82,3 miliardi, grazie all’aumento della produzione ed alla crescita del prezzo del greggio. Per quanto riguarda il settore petrolifero, bene anche Royal Dutch Shell che ha chiuso il trimestre con un utile netto di 3,46 miliardi di dollari, in aumento del 7% rispetto ai 3,25 miliardi dello stesso periodo di un anno fa. Togliendo l’impatto delle valute sulle scorte della compagnia e altre poste non operative, il risultato segnerebbe un aumento dell’88% a 4,93 miliardi battendo le attese degli analisti. I ricavi sono balzati del 21% a 90,71 miliardi di dollari, mentre la produzione di gas e petrolio ha mostrato un incremento del 5%. Per quanto riguarda il settore tecnologico, Microsoft ha chiuso i tre mesi facendo segnare un di fatturato 16,2 miliardi di dollari, in aumento del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre l’utile netto è stato di 5,41 miliardi di dollari, in aumento del 51% e l’utile operativo pari a 7,12 miliardi, in crescita del 59%. Profitti record anche per Samsung, la quale ha riportato un utile netto pari a 4.860 miliardi di won (3,11 miliardi di euro) rispetto ai 4.220 miliardi di un anno fa.

Argentina. La morte dell’ex presidente argentino Nestor Kirchner, marito dell’attuale presidente Cristina Fernandez, ha portato ad una discesa record del CDS del Paese sudamericano dai 699,39 bp del 26 ottobre sino ai 613 bp del 28/10. Negli ultimi due giorni lo spread ha tuttavia perso parte del restringimento record, tornando ad allargare e chiudendo lunedì 1 novembre a 630,12. La morte dell’ex-presidente, che probabilmente si sarebbe ricandidato per le elezioni del 2011, è stata vista positivamente dal mercato per la riduzione di rischi di tipo politico, considerando che la sua personalità dura e poco disposta al dialogo non è mai stata amata dagli investitori, e per la possibilità di un ricompattamento del Partito Peronista dopo le divisioni avvenute all’interno, mai rimarginate, anche a causa di Kirchner. Inoltre, il mercato scommette sulla possibilità che per l’Argentina sia ora più semplice ricucire i rapporti con il FMI.


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