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AWPE: Lanciati primi CDS cinesi denominati in yuan

Cina – Francia. La visita del presidente cinese Hu Jintao in Francia ha permesso di stipulare contratti e accordi commerciali per 20 miliardi di euro. La Cina ha inoltre promesso di raddoppiare il valore delle importazioni francesi a 80 miliardi di dollari l’anno per i prossimi 5 anni, permettendo così un’ulteriore…

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 diversificazione delle esportazioni tanto cara a Nicolas Sarkozy. Ma l’incontro tra Hu Jintao e il premier francese ha avuto anche una connotazione politica di rilievo. Gli accordi contrattuali concessi dalla Cina sono infatti finalizzati all’appoggio francese per il rafforzamento delle relazioni con l’Europa e per discutere in merito alla presidenza francese del prossimo G20. L’incontro tra i 20, e soprattutto l’appoggio cinese, interessa anche a Sarkozy per far approvare la riforma del FMI proposta dalla Francia e la creazione di un meccanismo volto a ridurre la volatilità dei prezzi delle materie prime. Airbus, Areva, Total e Alcatel-Lucent sono state tra le società francesi che hanno ottenuto nuove commesse dai partner cinesi. La visita è stata un punto di svolta nelle relazioni franco-cinesi, dopo le tensioni di due anni fa, quando Pechino ha congelato una serie di trattative riguardanti eventuali accordi commerciali dopo che Sarkozy aveva stretto la mano al Dalai Lama.

Cina. Sono stati lanciati venerdì scorso i primi CDS cinesi denominati in yuan. Si tratta di 20 contratti relativi a 1,84 miliardi di yuan di bond. Nove gli istituti finanziari abilitati alle contrattazioni, tra cui Industrial & Commercial Bank of China, Deutsche Bank e Cina Bond Insurance. Gli swap saranno negoziati attraverso lo Shanghai interbank clearing system e possono essere venduti solo a investitori titolari delle attività sottostanti e non possono essere utilizzati per la copertura di bond speculative grade. Il valore degli strumenti non può essere superiore a cinque volte quella dei bond sottostanti. La maggior parte dei contratti scambiati nei primi giorni hanno riguardato la scadenza ad un anno.

Apec. I ministri delle Finanze dell’Apec, il forum di cooperazione di 21 Paesi e regioni (tra cui Usa, Giappone e Cina) dell’area Asia – Pacifico, hanno concordato sulla necessità di astenersi dalle svalutazioni competitive delle rispettive monete, mentre i tassi di cambio devono essere determinati dal mercato e riflettere i fondamentali economici. La dichiarazione finale, in altri termini, ha usato lo stesso linguaggio del G20 di fine ottobre a Gyeongju (Corea del Sud) per disinnescare la currency war e per i controlli sui capitali. Geithner ha smentito (o forse optato per un passo indietro) le indiscrezioni sull’obiettivo degli Stati Uniti, maturato di fronte alle resistenze della Cina per rivalutare più rapidamente lo yuan e dopo la batosta del voto di midterm dei Democratici, di voler far approvare al summit G20 di Seul la proposta di contenere entro il 2015 i surplus/deficit delle partite correnti sotto il 4% del Pil dei singoli Paesi per ridurre gli squilibri globali. L’ipotesi sulla quale gli Usa continuano a lavorare è il riequilibrio commerciale in vista di una crescita sostenibile: il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble ha definito inaccettabile il target Usa. La Germania vanta un rapporto del 4,7%, mentre la Cina è addirittura al 6,1%. Al vertice non sono mancate le critiche per il QE2 degli Usa. Il viceministro delle Finanze cinese, Wang Jun, ha osservato che Pechino sta seguendo con grande attenzione la politica monetaria americana evidenziando timori sui flussi di capitali di grandi dimensioni.

Corea del Sud. La corea sta valutando la reintroduzione di un’imposta ad hoc sugli interessi che vengono corrisposti agli investitori stranieri ed altre misure volte a stabilizzare i flussi finanziari provenienti dall’estero che minano la stabilità macroeconomica del Paese. L’imposta, che comprendeva aliquote dal 10% al 14%, è stata abolita nell’aprile 2009 per favorire gli investimenti stranieri. Ora tuttavia, il Governo di Seoul teme che un eccesso di flussi finanziari che potrebbero arrivare a causa del QE2 degli Stati Uniti possano rivalutare in modo significativo il won coreano e quindi penalizzare le esportazioni.

Vertice di Visegrad. I Presidenti di Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia si sono incontrati per discutere in merito alle questione delle minoranze Rom in Europa e di sicurezza energetica. Per quanto riguarda la questione-Rom, hanno convenuto l’importanza di una politica comune Ue, senza la presa di decisioni da parte di singoli Stati membri (esplicito il riferimento alla Francia). Sul fronte energetico è stato invece confermato l’impegno comune per una diversificazione delle fonti. Tuttavia, il vero motivo dell’incontro sembra essere stato quello di rafforzare le relazioni tra i 4 Paesi in vista della presidenza ungherese della Commissione Ue per i primi 6 mesi del 2011, subito seguita dalla Polonia: un’occasione per i Paesi dell’Est Europa il cui peso politico nell’Ue è ancora relativo.

Brasile. È calata dello 0,2% la produzione industriale brasiliana del mese di settembre. Si tratta del quinto dato negativo consecutivo e che sottoperforma le attese di un +0,1%. Su base annuale, la crescita è stata del 6,3%. La discesa della produzione industriale è probabilmente stata causata dall’apprezzamento del real che ha toccato il livello più alto contro il dollaro lo scorso 13 ottobre a 1,6530 e che dall’inizio del 2009 si è apprezzata contro la moneta Usa del 37%. Con il QE2 degli Usa l’apprezzamento potrebbe risultare ancora più marcato entro fine anno. A causa della situazione poco rosea per l’industria brasiliana, il mercato stima una crescita del PIL pari a zero nel terzo trimestre 2010 rispetto al precedente. La crescita prevista per il 2010 è del 7%, mentre per il 2011 sarà del 4,5%.

Romania. La banca centrale della Romania (BCR) ha rivisto al rialzo le previsioni relative all’inflazione per quest’anno e il prossimo a causa degli effetti concernenti l’incremento dell’IVA che è passata dal 19% al 25%. Per il 2010 si prevede un aumento generalizzato dei prezzi dell’8,2% (+0,4% rispetto alle precedenti previsioni del mese di agosto) mentre per il 2011 sarà del 3,4%. La banca centrale ha inoltre dichiarato di non modificare i target per i prossimi anni, ovvero del 2,5% con un campo di oscillazione dell’1% a partire dal 2013, in vista dell’ingresso nell’area Euro, moneta che il Paese spera di adottare dal gennaio 2015. La BCR ha inoltre lasciato invariata il tasso del 6,25%.

Grecia. Il primo ministro greco George Papandreou ha escluso il ricorso alle elezioni anticipate dopo aver ottenuto abbastanza consensi dalle elezioni locali. Si allentano quindi i pericoli riguardanti l’eventuale interruzione delle misure di austerity e vengono quindi a meno le incertezze nel breve termine. Le prime stime ufficiali vedono il partito socialista di Papandreou (Pasok) in testa in sette delle tredici regioni, col centrodestra di Nuova Democrazia in vantaggio nelle altre, anche se alcune sfide sono molto incerte e quasi tutte si decideranno domenica prossima al ballottaggio. Papandreou aveva minacciato di sciogliere il Parlamento, circa un anno dopo essere salito al potere, se il primo turno delle elezioni regionali non gli avesse riconosciuto il mandato per proseguire nei tagli al bilancio e nelle riforme concordate in maggio, in base al prestito da 110 miliardi di euro concesso da Ue e FMI.


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