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AWPE: Sotto pressione il costo del debito per il Portogallo

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Portogallo. I dati relativi alle finanze pubbliche portoghesi e l’incertezza politica nel Paese potrebbero mettere ancora una volta sotto pressione il costo del debito per il Portogallo. Gli ultimi dati pubblicati dal Paese mostrano un aumento del..

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deficit di 200 milioni di euro nei primi nove mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009, dovuto ad una diminuzione delle entrate fiscali del 7,6% e all’aumento della spesa sociale e per la sicurezza del 6%. Risulta quindi improbabile che il Portogallo riuscirà a centrare l’obiettivo di abbassare il deficit dal 9,4% dello scorso anno al 7,3%. Inoltre, il nuovo piano di austerity rischia di non superare il voto in Parlamento, dove il governo è in minoranza, se non verranno accettate le modifiche proposte dall’opposizione.

Russia. Il governo russo ha approvato un programma di privatizzazioni di cinque anni attraverso il quale conta di incassare 42 miliardi di euro. Nell’elenco delle società in vendita figurano colossi come la società petrolifera Rosneft, le banche Sberbank e Vneshtorbank, le ferrovie russe e Aeroflot. L’approccio generale delle vendite è graduale, con l’immissione sul mercato di quote inizialmente tra il 10 e il 25%. Il governo russo si riserva la scelta di rinunciare al controllo in un secondo momento.

Fannie Mae & Freddie Mac. Secondo la Federal Housing Finance Agency, i due istituti finanziari erogatori di mutui, potrebbero aver bisogno nei prossimi tre anni di ulteriori aiuti statali tra 73 e 215 miliardi di dollari. Ciò vuol dire che nel peggiore degli scenari disegnati dalla FHFA, Fannie Mae e Freddie Mac potrebbero costare ai contribuenti statunitensi 363 miliardi di doillari. Fannie Mae e Freddie Mac hanno infatti già ricevuto fondi statali per 148 miliardi dopo il salvataggio nel settembre del 2008. L’importo complessivo dipenderà dall’andamento del settore real estate degli Usa dei prossimi anni.

AIG. American International Group ha raccolto 17,8 miliardi di dollari dall’ipo sulla borsa di Hong Kong della divisone asiatica AIA. La quotazione ha riguardato 7,03 miliardi di azioni, il 58% della partecipazione, ad un prezzo di 19,68 HK$ l’una. La quotazione è stata decisa in seconda battuta, dopo che nel mese di giugno è fallito il tentativo di cedere AIA a Prudential ad un prezzo di 35,5 miliardi di dollari. L’ipo è stata la seconda più grande della storia della borsa di Hong Kong, dopo quella dell’Agricultural Bank of China da 22,1 miliardi di dollari.

Trimestrali. L’ultimo trimestre ha mostrato tendenzialmente risultati sopra le attese. La più grande sorpresa è probabilmente Fiat che ha registrato un utile di 113 milioni di euro, superiore ai 90 milioni attesi dal mercato e contro una perdita da 179 milioni nello stesso periodo del 2009. Per quanto riguarda il settore tecnologico, Nokia ha chiuso il trimestre con un utile netto di 529 milioni di euro contro una perdita 559 milioni dello stesso periodo 2009. Il risultato supera ampiamente le attese degli analisti che prevedano un utile di 182,5. Bene anche Ericsson che ha riportato nel terzo trimestre un utile netto quadruplicato da 810 milioni a 3,68 miliardi di corone (pari a circa 553 milioni di dollari), contro stime di 3,52 miliardi. Luci e ombre invece per il settore finanziario con Citigroup che ha registrato un utile di 2,2 miliardi di euro, pari a 7 cent per azione, in netto miglioramento dal rosso di 3,2 miliardi di un anno prima. Le stime si fermavano a 5 cent per azione. Ha deluso invece Credit Suisse che ha riportato un utile netto di 609 milioni di franchi, in flessione del 74% dai 2,35 miliardi di franchi svizzeri dello stesso periodo dello scorso anno. Il risultato è inferiore alle previsioni degli analisti che indicavano un utile di 856 milioni. Anglo Irish Bank. La banca irlandese ha proposto di scambiare 1,6 miliardi di euro di obbligazioni subordinate con nuovi bond garantiti dallo stato irlandese in scadenza nel 2011. L’attuale emissione Lower Tier 2 dovrebbe essere valutata 20 centesimi. Nel caso l’investitore decidesse di non accettare l’offerta, Anglo Irish Bank pagherà 1 euro per ogni 1.000 euro di nominale per le emissioni LT2 del 2014,2016 e 2017. Secondo le stime, tale scambio permetterà allo stato irlandese di recuperare circa 1,7 miliardi di euro dei 50 miliardi spesi per il salvataggio della banca.

Chevron. La compagnia petrolifera statunitense ha approvato un piano di trivellazione in due campi petroliferi off-shore nel Golfo del Messico, con un progetto che richiederà investimenti per 7,5 miliardi di dollari. Si tratta dell’investimento più grande da quando l’amministrazione Obama ha messo fine al divieto di trivellazione nell’area dopo l’esplosione della piattaforma di BP. L’estrazione avverrà a 450 km dalla costa di New Orleans mentre i due campi petroliferi dovrebbero contenere, secondo le stime della compagnia, 500 milioni di barili.

Bahrein. L’opposizione sciita ha vinto le elezioni in Bahrein conquistando 18 seggi su 40 disponibili alla Camera dei Deputati. Con il voto di sabato l’opposizione sciita ha riconfermato il successo avuto nella precedente legislatura quando aveva ottenuto 17 seggi. L’Associazione dell’Intesa nazionale islamica, o al-Wefaq, si è così attestato primo partito in un Paese in cui il 60% della popolazione è sciita, mentre la casa reale degli al-Khalifa è sunnita. Nelle settimane precedenti il voto in Bahrein si è assistito ad una ondata di arresti e intimidazioni iniziata il 13 agosto.

Singapore & Australia. Singapore Exchange (SGX) ha lanciato un’offerta amichevole da 8,4 miliardi di dollari australiani (5,9 miliardi di euro) sull’operatore di Borsa australiano ASX, un’operazione che darà vita alla quarta maggiore società mercato asiatica. La fusione fra SGX e ASX è il primo significativo consolidamento fra borse dell’Asia-Pacifico ed è in particolare finalizzata a contrastare l’ascesa della piattaforma di trading cinese Chi-X Global, che prevede in entrare nel mercato australiano a marzo e che aveva già stretto accordi commerciali con SGX. La transazione deve ottenere il semaforo verde delle autorità australiane, in particolare del Parlamento australiano che deve abrogare una norma che fissa nel 15% il tetto massimo per qualsiasi partecipazione in ASX. L’organismo australiano che esamina gli investimenti esteri (Foreign Investment Review Board o FIRB) potrebbe inoltre non vedere di buon occhio il fatto che il Financial Sector Development Fund, il fondo sovrano del Singapore, abbia una quota significativa in SGX. L’organismo controllato dalla banca centrale di Singapore ha, infatti, il 23% della borsa di Singapore. SGX offre 22 dollari australiani in contanti e 3,473 azioni, valorizzando ogni azione ASX 48 dollari australiani, pari ad un premio del 37% sul prezzo di chiusura di venerdì. Insieme, i due operatori di borsa avranno una capitalizzazione nell’ordine di 12 miliardi di dollari. La nuova entità sarà la terza società asiatica attiva nella regolamentazione dei mercati borsistici, dopo la borsa di Tokio e Singapore.


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