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BCE: Draghi prende le ultime precauzioni

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BCE: Draghi prende le ultime precauzioni. Alla riunione di giugno, per far fronte alla crescente incertezza sul quadro globale, il Consiglio BCE ha unanimemente deciso di:…..

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– Far leva sulla forward guidance che è stata modificata rispetto a marzo scorso ed ora indica che i tassi di interesse di riferimento si manterranno su livelli pari a quelli attuali almeno fino alla prima metà del 2020 e non più solo fino a dicembre 2019.

– Mantenere invariata e ancora condizionata al sentiero dei tassi la guidance sui reinvestimenti, confermando che continuerà a mantenere invariato il bilancio riacquistando tutti i titoli in scadenza ben oltre il 1° rialzo dei tassi.

– La BCE ha, inoltre, comunicato i dettagli operativi delle sette TLTRO III, ciascuna della durata di 24 mesi, che saranno condotte a cadenza trimestrale tra settembre prossimo e marzo 2021.

Il tasso massimo sarà il Refi prevalente nella vita dell’operazione più uno spread di 10 punti base.

Gli incentivi prevedono una riduzione del tasso fino a un minimo pari al tasso sui depositi prevalente nella vita dell’operazione più 10 punti base ovvero -0,3%, per le banche che eccederanno del 2,5% il benchmark sugli impieghi.

Come nelle TLTRO II per le banche con una crescita positiva degli impieghi nei 12 mesi fino a marzo 2019 il benchmark è zero ovvero sarà sufficiente mantenere invariato il tasso di crescita dei prestiti per ricevere -0,3%.

Altresì, per le banche che esibiscono una decrescita dei prestiti nei 12 mesi fino a marzo 2019 il benchmark è la dinamica degli impieghi.

Anche per gli istituti che sono in fase di riduzione degli attivi è possibile beneficiare del tasso più vantaggioso posto che non si accentui la decrescita del credito.

A differenza delle precedenti aste, non sarà possibile il rimborso anticipato.

Il limite massimo di richiesta fondi è fissato al 30% dello stock di impieghi (a imprese non finanziarie e famiglie al netto dei mutui) al 28/02/2019 al netto di quanto preso e non rimborsato nelle TLTRO II.

Inoltre, si specifica che la richiesta lorda di fondi in ciascun’asta non può superare il 10% dello stock di prestiti alle imprese non finanziarie e famiglie al netto dei mutui al 28/02/2019.

Il vincolo aggiuntivo risponde alla necessità di limitare la concentrazione delle richieste e quindi delle scadenze, a differenza di quanto si è verificato in passato.

Nel complesso le condizioni d’asta sono ancora vantaggiose e dovrebbero effettivamente funzionare come backstop in caso di difficoltà di rifinanziamento per alcune parti del sistema.

Ricordiamo che nel complesso le banche dell’euro-sistema hanno preso 739 mld di euro nelle TLTRO II, pari al 49% del limite teorico previsto (30% dei prestiti alle imprese e dei crediti alle famiglie esclusi i mutui al 31/01/2016), di questi fondi, 719 mld di euro non sono stati ancora rimborsati.

In teoria, le banche dell’euro-sistema potrebbero aumentare il ricorso a fondi BCE fino 1 trilione di euro ma è assai improbabile che questo si verifichi.

Circa il 60% dei fondi delle TLTRO II è detenuto da Spagna e Italia, che hanno preso circa il 100% del limite.

Dovrebbero essere le banche dei paesi core ad aumentare il ricorso al finanziamento in BCE, uno scenario da escludere dal momento che queste ultime godono di condizioni di accesso al mercato a tassi più competitivi rispetto al minimo, 0,3%, prendibile in BCE.

– Il cambio euro e inizialmente anche i rendimenti governativi hanno corretto al rialzo sull’annuncio che i tassi resteranno fermi fino al 2020, perché nelle ultime settimane avevano cominciato a prezzare un taglio del tasso sui depositi.

La reazione è stata in parte attenuata dal fatto che Draghi, durante la conferenza stampa, ha indicato che la modifica alla guidance sui tassi non indica come più probabile che la prossima mossa sui tassi sarà un rialzo piuttosto che un taglio e che alcuni membri del Consiglio durante la discussione hanno valutato un taglio tassi.

– La decisione di estendere la guidance sui tassi di sette mesi è motivata dalla crescente incertezza sul quadro internazionale, più che dal rallentamento ulteriore dello scenario euro zona le previsioni di giugno mostrano un profilo di crescita e inflazione solo leggermente più debole rispetto a marzo.

La BCE valuta che i rischi per lo scenario siano ancora verso il basso, nonostante la modifica alla guidance sui tassi.

L’altro elemento che ha pesato nelle scelte del Consiglio è il calo delle attese di inflazione di mercato, anche se Draghi ha sottolineato che non vi è indicazione di un disancoraggio delle attese e che il rischio deflazione rimane risibile.

La BCE ha riaffermato la simmetria dell’obiettivo di inflazione e che non si rassegna ad avere una dinamica dei prezzi inferiore al 2%.

– Riguardo l’Italia, Draghi ha sottolineato che se pure il Consiglio Europeo dovesse decidere a favore dell’apertura della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia, come da raccomandazione della Commissione, questo non implicherebbe una riduzione drastica del debito ma soltanto che venga concordato un sentiero credibile di rientro graduale nel medio periodo.

Sui mini-BOT Draghi è stato chiaro: o sono nuova valuta e pertanto illegali, o sono titoli di debito e che pertanto non consentono di aggirare i vincoli.

– Al di là delle decisioni sui tassi e TLTRO III prese alla riunione di giugno riteniamo sia di grande rilevanza che Draghi abbia riportato la “granularità” della discussione interna al Consiglio sugli strumenti di politica monetaria.

È difatti emerso che il Consiglio valuta come possibili ulteriori tagli dei tassi e non escluderebbe un nuovo programma di acquisto titoli, se necessario.

La portata delle misure adottate negli ultimi anni non è confinata alla permanenza di Draghi alla Presidenza della BCE, il lascito resta per le crisi che verranno e che questa BCE potrà gestire con uno set di strumenti ben più ampio di quando Draghi si è insediato a Francoforte.

– Riteniamo che sia poco probabile che la BCE possa dare avvio ad un ciclo di rialzi moderato nel 2020.

L’incertezza sullo scenario è ancora troppo ampia.

Nel contempo, ad oggi, ci sembra non sussistano le condizioni per la riapertura di un programma di acquisto titoli.

Fonte: BondWorld.it

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