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BCE in cerca di assicurazioni contro l’incertezza

Pensiamo che la BCE la prossima settimana vorrà confermare uno scenario di crescita moderata nel 2019 e di riaccelerazione al potenziale nel 2020…..

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a cura di Intesa San Paolo


Il rallentamento è più pervasivo delle attese e le stime di crescita di dicembre saranno tagliate sia nel 2019 che nel 2020, ma per ora il rischio recessione resta contenuto.

La previsione di salita dell’inflazione core sull’orizzonte di previsione verrà limitata marginalmente.

Il comunicato metterà enfasi sugli accresciuti rischi verso il basso rispetto alla riunione di gennaio. Il Consiglio si riunisce, difatti, all’apice dell’incertezza sulla Gran Bretagna, con i negoziati USA-Cina ancora aperti e la prospettiva di avvio delle trattive USA–UE.

Si avvicina, inoltre l’appuntamento elettorale europeo che sarà comunque un test per i partiti tradizionali anche se non pensiamo che i movimenti populisti e sovranisti riusciranno a compromettere in modo significativo la maggioranza dei popolari.

Riteniamo che la BCE possa prendere ancora tempo e che lo scenario macro e l’incertezza che lo circonda non giustifichino, per ora, nuove misure di politica monetaria.

Il Consiglio non ha un problema di liquidità: le condizioni finanziarie restano, nella media area euro, ancora ampiamente accomodanti.

Serve però un segnale forte per rassicurare i mercati sul fatto che la BCE ha ancora potenza di fuoco adeguata per contrastare gli effetti dell’incertezza prolungata e un’eventuale mancata ri-accelerazione dalla fine del 2° trimestre.

Ci sembra poco probabile che la BCE voglia modificare la guidance sui tassi.

Piuttosto la comunicazione potrebbe voler enfatizzare che la formulazione attuale non esclude tassi fermi anche dopo l’autunno. Sarà da verificare se il Consiglio vorrà inviare un segnale ai mercati sull’adeguatezza di attese di rialzo di tasso così modeste (appena 10 punti base) e così avanti nel tempo (giugno 2020).

Sulle misure di sostegno al credito, pensiamo che la BCE non potrà deludere le attese di mercato di una o più operazioni di rifinanziamento a lungo termine. Un segnale arriverà già la prossima settimana anche se l’annuncio formale potrebbe essere rinviato ad aprile.

Non sarà facile per il Consiglio disegnare le nuove operazioni. Pensiamo che prevarrà l’ottica di normalizzazione delle misure straordinarie e pertanto le nuove operazioni saranno a condizioni meno agevolate rispetto a quelle del 2016.

Sulla gestione del bilancio non ci saranno novità. Non escludiamo che la guidance sui reinvestimenti possa essere alterata più avanti per indicare che in caso di accresciuta incertezza o prolungato rallentamento la BCE continuerà a reinvestire a pieno per un periodo esteso e ben definito dopo l’eventuale inizio di un ciclo di rialzi.

La riapertura del QE o l’avvio di un QE2 è condizionata al riemergere del rischio deflazione nella media area euro.

Fonte: BONDWorld.it

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