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BCE: rendez-vous a dicembre

Nel corso del meeting odierno tenutosi a Francoforte, con la partecipazione del Commissario Rehn, il Governing Council della BCE ha deciso di mantenere i tassi invariati all’1.0%. I tassi correnti continuano ad essere appropriati. Considerando le informazioni e le analisi che si sono rese …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


disponibili dopo il meeting di ottobre, la dinamica dei prezzi dovrebbe rimanere moderata nell’orizzonte temporale rilevante per la politica monetaria. Gli ultimi dati economici per l’Area Euro sono in linea con uno scenario in cui il momentum sottostante alla ripresa rimane positivo. Nello stesso momento, permane molta incertezza. L’analisi monetaria conferma che le pressioni inflazionistiche nel medio termine rimangono contenute. Quindi vengono confermate le attese di stabilità dei prezzi nel medio termine, supportando il potere di acquisto delle famiglie nell’area euro. Le aspettative di inflazione rimangono saldamente ancorate in linea con l’obiettivo del Governing Council di mantenere i tassi di inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. Il solido ancoraggio delle aspettative di inflazione rimane di essenziale importanza.

Nel complesso la stance di politica monetaria corrente rimane accomodante. Tutte le misure di politica monetaria non standard attuate sono in linea con il mandato della BCE e, per costruzione, di natura temporanea. Il Governing Council continuerà a “monitor very closely” tutti gli sviluppi dei prossimi mesi.

Per quanto riguarda l’analisi economica, gli ultimi dati e le evidenze delle survey confermano le attese di un momentum sottostante positivo alla ripresa economica nella seconda metà dell’anno. Questo implica il proseguimento della crescita del GDP reale nella seconda metà dell’anno. La ripresa globale dovrebbe proseguire e questo dovrebbe implicare un continuo impatto positivo sulla domanda di esportazioni dall’area Euro. Nello stesso momento, la domanda domestica del settore privato dovrebbe contribuire alla crescita, supportata dalla politica monetaria accomodante e dalle misure adottate per restaurare il funzionamento del sistema finanziario. La ripresa dell’attività economica dovrebbe comunque essere frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci nei vari settori dell’economia e dalle prospettive del mercato del lavoro. Nel complesso i rischi sull’outlook di crescita rimangono leggermente sbilanciati verso il basso, anche se in uno scenario di alta incertezza. I rischi al rialzo sono dati dalla possibilità che l’economia globale e il commercio estero possano continuare a crescere più velocemente di quanto atteso, supportando quindi le esportazioni dall’area Euro. Dall’altro lato, però, ci sono preoccupazioni legate a nuove possibili tensioni in alcuni segmenti dei mercati finanziari, nuovi incrementi nei prezzi di petrolio ed altre commodities, l’intensificazione delle pressioni protezionistiche ed una correzione fuori degli squilibri globali potrebbero pesare sul downside.

Per quanto riguarda l’andamento dei prezzi, il flash estimate di ottobre ha registrato 1.9% yoy, in modesta accelerazione dall’1.8% yoy di settembre. Nei prossimi mesi il CPI dovrebbe registrare dei valori attorno a quello attuale prima di registrare una moderazione nel corso del prossimo anno. Nel complesso nel 2011 la dinamica dell’inflazione dovrebbe rimanere moderata. Le aspettative di inflazione nel medio-lungo periodo continuano a rimanere fermamente ancorate in linea con l’obiettivo del Consiglio direttivo di mantenere l’inflazione su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio periodo. I rischi all’outlook di inflazione sono leggermente spostati sull’upside. In particolare, i rischi al rialzo sono connessi all’evoluzione dei prezzi delle materie prime. Inoltre, gli incrementi di imposte indirette e dei prezzi amministrati potrebbero superare le aspettative correnti, data la necessità di risanare i conti pubblici nei prossimi anni. Contemporaneamente, i rischi per gli sviluppi domestici dei prezzi sono contenuti.

Passando all’analisi monetaria, il tasso di crescita tendenziale di M3 è rimasto relativamente invariato a settembre, registrando 1.0% yoy dopo l’1.1% yoy di agosto. Il tasso di crescita di prestiti al settore privato è rimasto invariato a settembre all’1.2% yoy. Andando oltre le dinamiche mensili, la crescita monetaria e quella del credito rimangono ad un livello basso e continuano a supportare lo scenario che il tasso di espansione monetaria sottostante sia moderato e che le pressioni inflazionistiche nel medio periodo siano contenute. Il tasso di crescita di M1 ha continuato a registrare una moderazione, a 5.9% yoy a settembre, mentre il tasso di crescita tendenziale di altri depositi a breve termine è diventato meno negativo. Questo riflette l’allargamento degli spread tra i tassi di interesse pagati sui depositi a breve termine e quelli pagati sui depositi overnight. Il tasso di crescita annuo dei prestiti bancari al settore privato è supportato dal flusso dei prestiti alle società non finanziarie. La crescita annuale di questi prestiti è ancora negativa, ma sviluppi nei mesi recenti suggeriscono che un punto di svolta è stato registrato agli inizi del 2010. Questo potrebbe essere consistente con la risposta ritardata degli sviluppi delle dinamiche dei prestiti nel ciclo economico che è stata osservata anche in altri cicli economici passati. Il tasso di crescita annuo dei prestiti alle famiglie è stato del 2.8% yoy a settembre, rimanendo quindi sui livelli dei mesi precedenti. Le banche hanno continuato ad aumentare gradualmente il peso del credito al settore privato nella dimensione del loro bilancio, ma la sfida rimane quella di espandere la disponibilità di tale credito quando la domanda aumenterà ulteriormente. Quando necessario, le banche dovranno reinvestire gli utili, andare sul mercato per aumentare il loro capitale o sfruttare le misure di supporto governative per la ricapitalizzazione.

In tema di politica fiscale, c’è una chiara necessità di rafforzare la fiducia pubblica sulla capacità dei Governi di tornare a finanze pubbliche sostenibili, riducendo il premio per il rischio nei tassi di interesse e supportando così una crescita sostenibile nel medio termine. A tal fine, è essenziale che i Paesi perseguano piani di consolidamento fiscale della durata di più anni e implementino pienamente le misure di consolidamento pianificate. Nel budget 2011 devono specificare misure di aggiustamento fiscale credibili, focalizzandosi sul lato delle spese. Ogni sviluppo positivo che ne possa emergere, riflettendo fattori quali uno scenario più favorevole di quanto atteso, dovrebbe essere sfruttato per compiere progressi più rapidi con il consolidamento fiscale.

L’implementazione urgente di riforme strutturali è essenziale per rinforzare le prospettive di una crescita sostenibile più forte. Riforme sono particolarmente necessarie in quei Paesi che hanno sperimentato una perdita di competitività nel passato o che stanno soffrendo di deficit fiscali o esterni alti. La rimozione di rigidità del mercato del lavoro e il rafforzamento della crescita della produttività potrebbe supportare ulteriormente il processo di aggiustamento di quelle economie. L’aumento della competitività, particolarmente nei settori dei servizi, dovrebbe anche facilitare la ristrutturazione dell’economia e incoraggiare l’innovazione e l’adozione di nuove tecnologie.

Nel meeting del 28-29 ottobre 2010 i capi di stato e dei Governi hanno preso accordi sulla riforma della governante economica dell’unione europea. Le proposte del Presidente Van Rompuy rappresentano un rafforzamento della cornice esistente per la sorveglianza fiscale e macroeconomica nell’unione europea. Il Governing Council è preoccupato del fatto che ci potrebbe essere un’automazione insufficiente nell’implementazione della sorveglianza fiscale, che potrebbe non esserci alcuna specificazione di regole per ridurre il rapporto debito/GDP e che le sanzioni finanziarie potrebbero non essere mantenute esplicitamente sotto una procedura di sorveglianza macroeconomica. Dovrebbe essere essenziale che l’assessment di squilibri macroeconomici e raccomandazioni di azioni correttive siano date in modo pubblico a tutti i livelli del processo di sorveglianza.

Nel corso del Q&A, ad una domanda in merito al FOMC di ieri sera, Trichet ha dichiarato di non voler commentare le decisioni prese dalla Fed e ha anche aggiunto che non ha motivi per pensare che le autorità americane non vogliano perseguire una politica del dollaro forte. Ha inoltre aggiunto che devono ancora prendere le decisioni sulle misure di liquidità non standard che termineranno a dicembre, che per loro natura sono comunque transitorie, e la decisione verrà comunicata proprio al meeting di dicembre, così come in tale meeting verranno diffuse le nuove previsioni di crescita ed inflazione dello staff. Relativamente al programma di acquisti di bond governativi, Trichet ha ribadito che il programma non è terminato ma rimane in vigore e può essere attivato in caso di necessità.

Complessivamente, il tono della press Conferene odierna è rimasto molto simile a quello del meeting di ottobre. La BCE continuerà a garantire supporto al sistema bancario ed è ben lungi dal pensare ad un tightening di politica monetaria, sia in maniera convenzionale che non convenzionale, cercando di evitare ogni possibile deragliamento della ripresa. Alla luce di quanto annunciato, pare difficile attendersi un rialzo tassi a breve. Le nostre attese sono di conseguenza per il primo rialzo dei tassi ufficiali nella seconda metà del 2011.


 

Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

 

 

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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