BondWorld.it

BCE: Riunione del consiglio direttivo del 6 giugno

bce

BCE : La riunione del consiglio direttivo  del 6 giugno potrebbe essere più interessante della precedente. Il consiglio dovrebbe infatti discutere le condizioni del programma TLTRO III, anche se non è ancora sicuro che sia pronto ad annunciarle subito. ……

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostre Newsletters gratuite. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Data l’incertezza delle prospettive, potrebbe aumentare la probabilità che sia adottato un sistema premiante più generoso. Siamo invece scettici riguardo alla possibilità di modifiche al trattamento delle riserve in eccesso.

Per quanto riguarda lo scenario, ci aspettiamo che i toni restino molto cauti. I dati fanno sperare in una stabilizzazione della crescita, ma il quadro resta molto incerto e i segnali di svolta sono ancora deboli.

La BCE si riunisce dopo una lunga pausa. Nell’ultimo mese e mezzo le sorprese negative dai dati si sono ridotte sensibilmente.

Nel bimestre aprile-maggio, il PMI composito si è aggirato in media sugli stessi livelli del 1° trimestre; l’indice ESI di fiducia economica della Commissione ha recuperato a maggio dopo mesi di cali continui. Il quadro, però, rimane incerto: servizi e commercio al dettaglio restano in espansione moderata ma non sono ancora emersi segnali di accelerazione nel manifatturiero. I dati di commercio internazionale segnalano un recupero nei primi mesi dell’anno. Tuttavia, il dettaglio del PMI per l’industria e dell’indagine della Commissione non fa certo sperare in un rimbalzo della domanda di export rivolta alla zona euro.

Il livello recente degli indici di fiducia compositi indica un tasso di crescita tra 0,2% t/t e 0,4% t/t, più debole rispetto ai ritmi dei primi mesi dell’anno, quando si è visto un rimbalzo della dinamica congiunturale grazie alla normalizzazione della crescita, in particolare in Germania e Italia, dopo la debolezza di fine 2018 dovuta a fattori temporanei. Confermiamo per il momento le nostre stime di crescita del PIL a 1,2% nel 2019 e a 1,4% nel 2020, ma tali stime si basano su di una stabilizzazione della dinamica congiunturale a 0,3-0,4% t/t dal terzo trimestre in poi.

Per quanto riguarda la dinamica inflazionistica, riteniamo che il rialzo di aprile si rivelerà effimero perché in larga misura spiegato dai prezzi di pacchetti vacanze e servizi ricreativi. La dinamica dei prezzi core è attesa aumentare ancora lentamente verso l’1,6%, in caso di stabilizzazione della crescita poco sopra l’1,0%. Il rischio è che l’inflazione core non muova stabilmente dai livelli recenti. Molto dipenderà dalla dinamica del mercato del lavoro e dalla tenuta dei salari, che a fine 2018 sono rallentati al 2,0% a/a da un precedente 2,2% a/a. È pressoché scontato che il Consiglio manterrà la valutazione dei rischi verso il basso, alla luce degli sviluppi delle politiche commerciali americane, di Brexit e delle possibili tensioni sul debito italiano.

Escluse per il momento modifiche alla guidance sui tassi o altre modifiche alle misure di politica monetaria, incluso un tiering del tasso sui depositi, il focus sarà sui dettagli operativi delle TLTRO III.

La BCE ha ribadito ad aprile che le aste sono un’assicurazione contro l’elevato grado di incertezza che circonda lo scenario e che pertanto nel definire le condizioni d’asta il Consiglio

1) terrà conto delle prospettive cicliche;

2) cercherà di garantire condizioni finanziarie ancora ampiamente accomodanti e una corretta trasmissione dell’impulso di politica monetaria all’economia reale.

Inoltre, le condizioni d’asta cercheranno di ridurre la dipendenza di parti del sistema dall’approvvigionamento presso la Banca centrale, per limitare l’uso dei fondi per carry trades sui titoli governativi.

Non è scontato che la BCE comunichi tutti i dettagli già la prossima settimana.

I dati recenti non consentono una valutazione certa del ciclo e tra giugno e fine luglio si avranno maggiori indicazioni sulla dinamica dell’export, produzione industriale, crescita del PIL nel 2° trimestre, nonché sulla dinamica occupazionale e del ciclo internazionale.

La BCE potrebbe, quindi, voler raccogliere maggiori informazioni dai dati e attendere la riunione di fine luglio per una decisione sul tasso a cui verranno condotte le aste e sui meccanismi incentivanti. Le condizioni di prezzo potrebbero essere utilizzate come backstop o come uno strumento per modulare la stance di politica monetaria.

Le condizioni d’asta determineranno quanta della liquidità presa a prestito con le TLTRO II verrà rinnovata e/o spostata sulle nuove operazioni. Ricordiamo che nel complesso le banche dell’euro-sistema hanno preso 739 mld di euro nelle TLTRO II, pari al 49% del limite teorico previsto (30% dei prestiti alle imprese e dei crediti alle famiglie esclusi i mutui al 31.01.2016); di questi fondi, 719 mld di euro non sono stati ancora rimborsati. In teoria, le banche dell’eurosistema potrebbero aumentare il ricorso a fondi BCE fino a 1 trilione di euro, ma è assai improbabile che questo si verifichi.

Circa il 60% dei fondi delle TLTRO II è detenuto da Spagna e Italia, che hanno preso circa il 100% del limite. Dovrebbero essere le banche dei paesi core ad aumentare il ricorso al finanziamento in BCE, uno scenario da escludere dal momento che queste ultime godono di condizioni di accesso al mercato molto favorevoli e convivono già con ampi eccessi di riserve.

Il nostro scenario centrale è ancora che il Refi verrà fissato come costo massimo per le banche che prenderanno a prestito nelle nuove TLTRO e che gli incentivi prevedranno riduzioni di tasso in negativo. Però non si possono ancora escludere scenari alternativi in cui il Refi sia indicato come tasso centrale o tasso minimo.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

Il Punto : Draghi – colpo di scena a Sintra

Falco64

Il Punto : Italia e la procedura di infrazione

Falco64

FOMC meeting e la svolta sui tassi

Falco64