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BCE un segnale per un nuovo QE

Diggle Paul Aberdeen Standard Investments BCE

BCE un segnale per un nuovo QE. Mario Draghi durante il suo discorso a Sintra in Portogallo ha mandato un segnale ambiguo riguardo l’intenzione della BCE di rinnovare la propria politica accomodante……..


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Contributo di Paul Diggle, Senior Economist di Aberdeen Standard Investments


Draghi ha detto chiaramente che saranno necessari ulteriori stimoli se le condizioni economiche non miglioreranno e che la BCE ha tutti gli strumenti adatti e valuterà quali siano le misure necessarie da adottare nelle prossime settimane.

Il suo commento è in linea con le comunicazioni che la BCE ha fatto ultimamente e che sottolineano come la BCE abbia le armi necessarie per far fronte a una crescita economica che è in fase di deterioramento e su cui la Banca Centrale ripone la massima attenzione.

Draghi ancora non si è spinto fino al punto di chiarire quale forma potrebbe avere questa politica accomodante, ma ogni azione dovrà utilizzare due strumenti:

    Rilancio del QE  – In questa fase questo è probabilmente lo strumento preferito dalla BCE per dimostrare che è disposta a fare qualcosa di coraggioso.

Il QE è un modo opportuno per affrontare un livello di inflazione deludente ed è stato probabilmente liquidato prematuramente alla fine del 2018.

Il programma di acquisto di obbligazioni è soggetto a restrizioni, ma queste ultime sono autoimposte.

Nulla impedisce alla BCE di modificarle, a condizione che possano essere superate le argomentazioni politiche esistenti tra i diversi paesi europei.

    Riduzione del tasso sui depositi – Sembra essere lo strumento meno preferito dalla BCE in questa fase, con il tasso sui depositi già a -0,4%.

Recenti ricerche della BCE hanno tuttavia suggerito che ulteriori tagli contribuirebbero a stimolare l’economia e che le preoccupazioni sollevate da qualcuno circa l’impatto di tassi più negativi sulle banche possono essere attenuate.

In un contesto in cui la Fed sta tagliando i tassi, la BCE può probabilmente permettersi di arrivare a -0,6%.

Ora si tratta di capire quando ciò avverrà – e la conclusione del discorso di Draghi è che tutto questo si verificherà presto.

Il fatto che stia parlando di “settimane” e non di mesi suggerisce che la BCE potrebbe decidere già a luglio qualche forma di alleggerimento che potrebbe essere annunciata a settembre.

L’Europa non è mai uscita dalla stagnazione economica, nonostante tutti i precedenti sforzi della BCE.

È quindi razionale chiedersi se questa volta ci sarà qualche differenza. Probabilmente no.

Fonte: BONDWorld.it

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