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BondWorld : Evergrande, capro espiatorio per la correzione

BondWorld : Evergrande, capro espiatorio per la correzione, settimana decisiva per le banche centrali

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A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente


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Evergrande, il colosso immobiliare cinese sull’orlo del default, catalizza l’attenzione degli investitori nella settimana delle banche centrali. Oltre 300 miliardi di dollari di debiti potrebbero creare un effetto domino sugli altri player del settore immobiliare e sulle banche.

Spettro di una “Lehman cinese” immobiliare.

L’implosione di Evergrande sembra alle battute finali, con una capitalizzazione crollata di oltre il 90% dai massimi di luglio 2020, quando il titolo a Hong Kong quotava 25, oggi a 2.28. Capitalizzazione ridotta a 30.2 miliardi di dollari di Hong Kong (circa 3.8 miliardi di dollari USA).

Il vortice discendente di Evergrande ha accelerato negli ultimi giorni.  La società sembra non riuscirà a onorare il pagamento degli interessi su due bond: 83.5 milioni di dollari di interessi il 23 settembre sul bond 8.25% marzo 2022 e 47.5 milioni di interessi il 29 settembre per il bond 9.50% scadenza 2024.

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Dopo un anno di lotta per ridurre le passività visto il calo delle vendite immobiliari, Evergrande ha dichiarato pubblicamente che potrebbe non essere in grado di ripagare i suoi debiti. Le principali agenzie di rating hanno declassato Evergrande a livelli vicini al default.

Si vedrà se e come la banca centrale e lo Stato cinese interverranno per tamponare la situazione, tenendo conto del “periodo di grazia” di 30 giorni dalla data di pagamento degli interessi sui bond.

Il sell-off su Evergrande si verifica in una settimana cruciale per le banche centrali.

FED e Bank of England al centro dell’attenzione, ma altre banche centrali studiano come affrontare il tema dell’inflazione in salita, senza spaventare i mercati.

Banca Centrale Svedese 20-21 Settembre , tassi a 0%, inflazione 2.1%, target inflazione 2%.   

Banca Centrale Giappone 21-22 settembre tassi -0.1%, inflazione -.3%, target inflazione 2%, 

Banca Centrale Brasile 21-22 settembre, tassi 5.25%, inflazione 9.68%, target inflazione 4.5% -+2% 

Federal Reserve 21-22 settembre, 0-0.25%, target inflazione 2%, inflazione 5.3%   

Banca Centrale Svizzera 23 settembre, tassi -0.75%, inflazione 0.9%, target inflazione <=% 2%

Banca Centrale Norvegese 23 settembre, tassi 0%, inflazione 3.4%, target inflazione 2.5% 

Banca Centrale Turchia 23 settembre, tassi al 19%, inflazione 19.25%, target inflazione 5% 

Banca Centrale Inglese 23 settembre, tassi allo 0.1%, inflazione 3.2%, target inflazione 2%

Gli ultimi dati sull’inflazione USA vengono incontro alla FED, che sostiene la tesi dell’inflazione “temporanea”. Al netto delle componenti più volatili di alimentari ed energia, l’inflazione USA è salita dello 0.1% nel mese di agosto rispetto al mese precedente, meno delle attese dello 0.3%, attestandosi al 4% (core inflation) e al 5.3% (headline inflation) su base annua.

L’incertezza della vicenda Evergrande, che già pesa sul sentiment, potrebbe dare un’ulteriore ragione alle banche centrali per non aver fretta di ridurre la liquidità.

Dopo la prima gamba di correzione sui mercati azionari, la comunicazione delle banche centrali determinerà l’inizio di un rimbalzo o l’accelerazione della correzione.

I top di mercato richiedono tempo per essere confermati, soprattutto quando il rally è sostenuto da forti utili aziendali, oltre che dalla liquidità. Dopo il rally quasi ininterrotto, iniziato a marzo 2020, una correzione sull’azionario era fisiologica. Prima, Cina e banche centrali, poi la prossima stagione di trimestrali aziendali faranno capire se si tratta di una correzione o l’inizio di qualcosa di più serio.

Per ora è risk-off. Dollaro in rafforzamento. Vix in salita. Flight to quality, con T-Note e Bund in denaro.

Aspettiamo con calma.

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Fonte: BondWorld.it

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