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BondWorld : Falchi all’attacco, Powell accomodante

BondWorld : Falchi all’attacco, Powell accomodante. Una correzione è nell’aria, ma il contesto rimane favorevole all’azionario

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A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente


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Un’eccezionale stagione di utili aziendali e rendimenti dei bond governativi sui minimi hanno sostenuto il mercato.

D’altro canto, la fiammata inflattiva ha diminuito il potere d’acquisto dei consumatori e mette sotto pressione le banche centrali che stanno discutendo una diminuzione degli stimoli monetari.

Negli USA l’inflazione al 5.4% ha toccato livelli che non si vedevano dal 2008. Allora, i Treasury decennali USA rendevano oltre il 4%, oggi l’1.30%.

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La fiammata inflattiva non ha risparmiato l’Europa dove l’indice dei prezzi al consumo è balzato al 3%, oltre le attese del 2.7% e oltre il target del 2% della BCE. In Germania, l’inflazione, al 3.9%, (3.4% armonizzata), è tornata su livelli che non si vedevano dal 1994. Allora il Bund decennale rendeva il 6%, oggi -0.38%.

Potere assoluto delle banche centrali. Ciò spiega perché i tedeschi comprano oro e il Bitcoin sale.

In Italia, l’inflazione è salita del 2.6%, livello che non si vedeva dal dicembre 2012,  e il rendimento del BTP decennale è a 0.70%. Nel dicembre 2012, con lo stesso livello di inflazione il BTP decennale rendeva il 4.2%. Grazie, Draghi!

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Il PIL Europeo nel secondo trimestre si è espanso al passo del 17.3% rispetto all’anno scorso.

A fronte della ripresa e del balzo inflattivo, il 60% (25/42) degli economisti intervistati da Refinitiv si aspetta un annuncio di una riduzione degli acquisti PEPP da parte della BCE, da 80 a 70 miliardi al mese a partire dal prossimo trimestre. La BCE si riunirà il 9 settembre. Il 70% degli intervistati si aspetta prudente gradualità della BCE nel portare a termine il tapering.

Il 22 settembre sarà il turno della FED, tassi a zero e 120 miliardi di acquisti di titoli al mese.

Jerome Powell, nel simposio di Jackson Hole il 27 agosto, ha rassicurato i mercati, anticipando il tapering, ma senza fretta. “Potrebbe essere appropriato iniziare a ridurre gli acquisti quest’anno”, ha detto Powell, sottolineando che l’inizio del tapering non sarà un segnale di rialzo dei tassi d’interesse”. Altri membri della Fed sono decisamente meno accomodanti. Fra questi, Bullard, Fed di St. Louis, vorrebbe iniziare subito il tapering e concluderlo nel primo trimestre 2022. Bostic, Fed di Atlanta, ha detto che è “ragionevole iniziare il tapering in ottobre se il recupero dei posti di lavoro rimane forte”, ipotizzando i primi rialzi dei tassi d’interesse nel 2022. Harker, Fed di Philadelphia, “tapering più prima che dopo”. Rosengren, Fed di Boston, “un altro report forte sul lavoro supporterebbe un annuncio di tapering già in settembre”. Loretta Mester, Fed di Cleveland, ipotizza un inizio di tapering quest’anno, da concludere a metà 2022 “l’economia ha fatto grandi progressi ed è tempo di ridurre le misure straordinarie introdotte con la pandemia”. Vedremo.   

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Sul fronte macroeconomico, segnali di rallentamento da metà agosto, con vendite al dettaglio sotto le attese negli USA, in Europa e in Cina.

La ripresa dei contagi con la variante Delta e l’inflazione hanno impattato sul sentiment del consumatore. Il sondaggio del 27 agosto dell’Università del Michigan, a 70.3, ha confermato la debolezza del Sentiment del Consumatore registrata a metà agosto, uno dei maggiori cali degli ultimi 50 anni.

L’occupazione USA rallenta il passo, solo 235.000 nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo nel mese di agosto, a fronte di 750.000 attesi, in calo rispetto a luglio, 1.100.000, e giugno, 962.000.

Tasso di disoccupazione al 5.2%, dal 5.4% del mese precedente. 

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D’altra parte, settore manifatturiero e dei servizi su entrambe le sponde dell’Atlantico si attestano in su livelli superiori a quelli pre-pandemici. Il dato  Markit PMI Composito dell’Eurozona, a 59.5, ancora vicino ai massimi degli ultimi 15 anni, è stato seguito dai PMI Manifatturieri USA, 59.9 e dei Servizi, 61.7, che hanno segnato il quindicesimo mese consecutivo di espansione, dopo la contrazione di aprile 2020. 

Insieme alla liquidità, gli utili aziendali sono la colonna portante dei rialzi dei mercati azionari USA ed europei. Utili oltre le attese nell’87.7% delle 497 aziende dello S&P 500 e nel 63.9% delle 289 aziende dello Stoxx600 europeo che finora hanno riportato.

Nel panorama di forte ripresa, la stonatura più vistosa è il rendimento dei bond governativi, insostenibile dovesse l’inflazione rimanere sui livelli attuali, al 3% nell’Eurozona, con il rendimento del Bund decennale tedesco a -0.38% e al 5.4% negli USA, con il rendimento del decennale USA all’1.3%.

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L’altra stonatura è il crollo del mercato azionario cinese, accompagnato da dati economici in rallentamento e da una stretta normativa e fiscale decisa dal Governo, che ha fatto tremare le gambe alle Borse. I dati PMI del settore dei servizi hanno registrato un calo a 47.5 nel mese d’agosto, in forte discesa dal 53.3 di luglio e inferiori alle attese (50.2).

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OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

L’azionario avrebbe ancora spazio di salita. Avrebbe, perché il mercato potrebbe incontrare tre ostacoli: nuovi lockdown a causa della variante Delta, rialzi più veloci del previsto dei tassi d’interesse, rialzi delle tasse, tutti fattori che impatterebbero sugli utili aziendali.

Le banche centrali stanno discutendo come gestire inflazione più alta e rischi pandemici, ma non vogliono spaventare il mercato. Lo si è visto a Jackson Hole. Tanto più con la tempesta geopolitica dell’Afghanistan, le prossime elezioni politiche in Germania il 26 settembre e il dato sull’occupazione USA di agosto molto più debole del previsto.

La prospettiva di riduzione di liquidità da parte delle banche centrali è un vento in faccia per i mercati che giustifica prese di profitto sugli indici USA ed Europei saliti di circa il 20% da inizio, vicini a livelli tecnici di vendita e l’ingresso nel mese di settembre, uno dei meno favorevoli azionario.

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Di qui l’opportunità di:

  • Non inseguire il rally, quindi non fare nuovi acquisti prima di una correzione.
  • Coprire gradualmente le posizioni sui singoli titoli tramite vendite sugli indici (opzioni put e/o ETF al ribasso).
  • Alleggerire le posizioni in caso di nuovi allunghi al rialzo.

Le stime degli analisti sugli utili futuri sono così ottimiste che basta poco per deluderle e una forte correzione non stupirebbe. Significativo il caso di Zoom che il 30 agosto ha riportato ricavi e utili sopra le attese, ma ha rivisto al ribasso le stime di crescita. L’effetto è stato un tonfo delle quotazioni di oltre il 15% il giorno successivo. Casi come questo ci inducono a un posizionamento più conservativo, con l’ingresso nel mese di settembre, per difendere la performance realizzata. 

In recupero il settore dei bond dei Paesi Emergenti

Powell accomodante a Jackson Hole ha indebolito il dollaro, con il cambio EUR/USD risalito dal minimo di 1.1662 del 20 agosto alla soglia di 1.19.

Aspettiamo la BCE giovedì 9. Se anche Lagarde sarà accomodante come Powell, potremmo vedere un nuovo allungo del mercato. Oppure, il mercato avrà una scusa per rifiatare.

Aggiusteremo il tiro di conseguenza.

Buona ripresa a tutti

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Fonte: BondWorld.it

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