Interviste

BondWorld: Intervista a Grant Peterkin di Manulife Asset Management

Peterkin Grant Manulife

Manulife Asset Management: Absolute Return Fixed Income. Un approccio dinamico per un mondo che cambia…..

Grant Peterkin, Senior Managing Director e responsabile del team Absolute Return Rates di Manulife Asset Management

09 Novembre 2018  BondWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


BondWorld: Quale é il vantaggio di una strategia a ritorno assoluto nell’attuale contesto di mercato caratterizzato da una maggiore volatilità, minore liquidità e dall’incertezza politica?

Grant Peterkin: Il 2018 é stato caratterizzato da una maggiore volatilità alimentata dall’instabilità geopolitica, dall’aumento dei tassi di interesse statunitensi e dal graduale ritiro delle politiche di quantitative easing.

Riteniamo che la volatilità dei mercati continui considerando il vicino raggiungimento del picco dei cicli aziendali e finanziari e la conseguente correzione dei prezzi delle attività, che sono stati aiutati da un contesto di tassi di interesse ridotti.

Sembra probabile che anche l’incertezza politica continui, mentre le tensioni della guerra commerciale non si sono ancora arrestate.

In questo contesto di mercato sempre più fluido e volatile, riteniamo che una strategia absolute return long/short e un approccio agli investimenti pragmatico e agnostico al ciclo del mercato, sia l’ideale per sfruttare le opportunità di investimento.

BondWorld: Quale è il ruolo di un fondo absolute return nel portafoglio di un’investitore?

Grant Peterkin: Ci sarà sempre un ruolo per le strategie obbligazionarie tradizionali nei portafogli degli investitori.

Tuttavia, riteniamo che gli investitori potrebbero trarre vantaggio da un investimento complementare focalizzato sull’ottenimento di alpha legato esclusivamente alle decisioni di investimento del gestore, rimuovendo quindi l’impatto del mercato (beta) dai risultati di performance.

Una strategia absolute return si prefigge di raggiungere questo obiettivo non utilizzando un indice di mercato tradizionale come benchmark, evitando così di prendere posizioni in linea con il mercato di riferimento, ma attraverso l’espansione delle opportunità di investimento come posizioni long/short su tassi di interesse, valute e inflazione.

Questo approccio quindi si traduce in performance che sono espressione esclusiva delle competenze del gestore e non dalla performance di mercato.

BondWorld: Come può una strategia absolute return attenuare il rischio di rialzo dei tassi?

Grant Peterkin: Con la strada segnata dalla Federal Reserve degli Stati Uniti, le banche centrali di diversi paesi stanno iniziando una normalizzazione delle politiche monetarie con un graduale aumento dei tassi.

L’inasprimento dei tassi è l’anatema degli investitori obbligazionari, poiché l’aumento dei tassi può avere un impatto negativo sulle attività tradizionali a reddito fisso.

Tuttavia, una strategia absolute return non legata a un benchmark specifico offre una serie di opportunità più diversificate in grado di adeguarsi dinamicamente al posizionamento del portafoglio per massimizzare la performance e al contempo ridurre i rischi.

A causa della natura unconstrained del portafoglio di investimento absolute return, il rischio tassi può essere tatticamente posizionato sia in caso di calo che aumento dei tassi di interesse.

Inoltre, i rendimenti delle strategie obbligazionarie con rendimenti assoluti tendono ad essere molto meno dipendenti dalla direzione complessiva dei mercati obbligazionari e molto più dipendenti dall’abilità del gestore di produrre alpha.

BondWorld: I temi economici ‘top down’ sono fondamentali per il processo di investimento, come vengono identificati questi temi?

Grant Peterkin: La flessibilità fornita dagli strumenti di investimento a disposizione in una strategia absolute return ci consente di esprimere sia temi di investimento a lungo termine che trades di breve termine, consentendoci di essere attivi in tutti i mercati e di non essere soggetti ai problemi di “buy and hold” tipici dei gestori long-only.

La visione top-down del team sul contesto macro economico globale e l’identificazione di 3 a 5 temi di lungo termine sui tassi G10 e sulle valute servono come base di costruzione del portafoglio.

La ricerca fondamentale, il dialogo formale e informale all’interno del team su base giornaliera/settimanale, insieme alla ricerca prodotta da terze parti e dalle più ampie risorse della nostra società sono alla base della formazione dei temi di investimento di lungo periodo.

I temi chiave del 2018 includono: la desincronizzazione della crescita globale, il ritiro delle politiche di quantitative easing e l’aumento del fenomeno del populismo.

Per l’espressione di questi temi il Team utilizza una combinazione di analisi fondamentale, valutazione, analisi tecnica e sentiment di mercato per strutturare da 3 a 5 strategie di investimento distinte a supporto di ciascun tema.

BondWorld: Quali sono i downside risk e come vengono gestiti?

Grant Peterkin: Nell’attuale contesto sempre più complesso, gli investitori affrontano la sfida dell’aumento dei tassi e di volatilità, che si è ancora presentata perché i mercati hanno difficoltà a navigare in un clima geopolitico sempre più imprevedibile.

Riteniamo che il monitoraggio del rischio sia particolarmente importante quando si gestisce una strategia di rendimento assoluto, la cui ampia gamma di opportunità e parametri di investimento possono aumentare i rischi se non adeguatamente gestiti.

I tratti distintivi del nostro processo di gestione del rischio includono l’analisi della diversificazione delle fonti alpha utilizzate per ogni tema di investimento, la definizione di rigorosi livelli di stop-loss e di profitto per ogni trade e una supervisione attiva dei parametri di rischio come il massimo drawdown, la volatilità e il contributo alla duration.

Riteniamo che la gestione del rischio debba essere effettuata su diversi livelli: singole posizioni, portafoglio complessivo e a livello societario.

Abbiamo una profonda comprensione dell’importanza della gestione del rischio e siamo supportati da un solido processo di controllo dei rischi e da un approccio attivo alla gestione del rischio.

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