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BondWorld : Italia col vento in poppa

BondWorld : Italia col vento in poppa. La correzione autunnale mette in luce nuovi equilibri.

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A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente


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L’azionario, dopo la tradizionale correzione di settembre, sta rimbalzando.

In settembre, l’indice S&P500 è sceso del 4.76%, l’Eurostoxx600 del 3.41%, il DAX del 3.63%.

L’indice italiano FTMIB è calato solo dell’1.25%, dando segnale di forza relativa.

Italia col vento in poppa. Da inizio anno, l’indice azionario italiano FTMIB è uno dei migliori al mondo, con una performance del 18.11% (19.5% considerando i dividendi), superiore a quella dello S&P500, +17.15%.

Il Recovery Fund, di cui l’Italia è il maggior beneficiario, e la stabilità politica portata da Draghi hanno cambiato faccia al  Paese, riconquistando la fiducia degli investitori. Rendimenti dei BTP, allo 0.90%,  nonostante la salita dell’inflazione al passo del 2.6% nel mese di settembre e performance dell’azionario italiano superiore di circa 6% rispetto all’azionario tedesco.

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Cina in rosso da inizio anno, travolta dalla turbolenza immobiliare generata da Evergrande e dalla crisi energetica. PIL sotto le attese, al passo del 4.9% nel terzo trimestre, ma dati economici in ripresa nel mese di settembre, come emerge dall’indice Caixin sulla business activity, a 53.4, in salita dal 46.7% del mese precedente.

La Germania, maggiore esportatore europeo verso la Cina, è penalizzata dal rallentamento del gigante asiatico, dall’incertezza elettorale e dall’inflazione, al 4.1% su base annua nel mese di settembre. Ordini industriali in calo del 7.7% in agosto rispetto al mese precedente.

L’azionario USA ha rallentato con la correzione dei Big Tech, più sensibili al rialzo dei rendimenti sull’obbligazionario che si è verificato dall’inizio di agosto, col decennale salito dall’1.20% all’1.6%.

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L’economia europea, toccato il ritmo di crescita più elevato degli ultimi 15 anni in luglio, ha dato segnali di rallentamento in agosto e settembre.

Pur in fase espansiva, calo dell’indice finale della produzione dell’Eurozona, a 56.2, e dell’attività terziarie, 56.4. Nuovi ordini e occupazione in frenata.

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L’area euro è cresciuta del 2% nel secondo trimestre 2021, rispetto al trimestre precedente e del 13.7% rispetto al secondo trimestre 2020. I dati sul terzo trimestre saranno comunicati il 29 ottobre.

La carenza di beni ostacola la produzione manifatturiera e terziaria.

La crisi cinese acuisce il problema dei colli di bottiglia nell’offerta e i prezzi dell’energia fanno schizzare verso l’alto l’inflazione, al 3.4% in settembre, oltre le attese. 

Rally sugli energetici.

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Negli USA l’economia viaggia a passo spedito, 6.7% su base annua nel secondo trimestre, trainata dalla spesa dei consumatori. Le vendite al dettaglio sono salite dello 0.7% nel mese di settembre, del 13.9% rispetto al settembre 2020. Gli economisti si aspettavano un calo dello 0.2% e, dopo il robusto balzo al passo del 12% annualizzato nel secondo trimestre, prevedono una spesa dei consumatori in rallentamento nel terzo trimestre. L’inflazione USA al 5.4% mette sotto pressione i consumatori e la carenza globale di microchip forza le case automobilistiche a tagliare la produzione. C’è carenza di altri beni, con congestione nei porti dovuta alla mancanza di lavoratori. La Federal Reserve di Atlanta, prevede che l’economia USA crescerà più lentamente nel quarto trimestre, al passo dell’1.3% su base annua.

Delusione dei dati sull’occupazione USA in settembre. Solo 194.000 nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo USA, ben al di sotto dei 500.000 attesi. L’aumento dei posti di lavoro nel settore privato, + 317.000, è stata controbilanciato dalla perdita di posti di lavoro nel settore pubblico, in particolare nelle scuole. Tasso di disoccupazione in calo, al 4.8%.

Il ribasso dell’azionario in settembre è da attribuire a tre fattori 1) Timore di una diminuzione degli stimoli monetari da parte delle banche centrali con alta inflazione e rialzo dei rendimenti dei Titoli di Stato. T-Note USA dall’1.25% di agosto all’1.6% di settembre. 2) rallentamento economico 3) previsioni più conservative sugli utili aziendali.

Il rimbalzo in corso ha coinciso con il rinvio a fine anno dell’innalzamento del tetto del debito USA. Un altro elemento a favore del mercato è la ripresa del dialogo fra Cina e USA, dopo mesi di tensioni. Poi, le iniezioni di liquidità della banca centrale cinese per tamponare la crisi Evergrande. Infine, l’inizio della stagione delle trimestrali USA, partite col piede giusto, con utili oltre le attese per le principali banche USA.

Il settore tecnologico rimane trainante, nonostante la correzione che si è vista negli ultimi mesi, dovuta in parte alla rotazione settoriale dai titoli tecnologici “Stay at home” (es. Amazon, Netflix) ai titoli ciclici (petroliferi, banche).

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Titoli energetici e banche ancora in denaro, la rotazione settoriale sta portando gli investitori su titoli più difensivi, come i consumer staples

L’inizio del tapering, atteso nelle prossime riunioni della FED, il 3 novembre e 15 dicembre, e la conseguente reazione del mercato, saranno il prossimo banco di prova del mercato.

Fonte: BondWorld.it

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