BondWorld.it
De Gaetano Andrea Analista indipendente

BondWorld : La FED agita i mercati ma resta accomodante

BondWorld : Powell è inciampato sull’inflazione, balzata  al 5% in maggio, livelli massimi dal 2008.

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostre Newsletter gratuite. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente


BondWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


L’inflazione, termine pronunciato 92 volte in meno di un’ora di conferenza stampa FED, ha rotto l’incantesimo di economia galoppante e tassi a zero all’infinito.

I mercati, che con la BCE avevano inanellato nuovi massimi, hanno iniziato a barcollare con Powell, che ha mantenuto invariata e accomodante la politica monetaria della FED, pur rivedendo al rialzo le proiezioni sull’inflazione, al 3.4% per l’anno in corso.
Il processo di riapertura dell’economia dopo lo shutdown è senza precedenti, la domanda corre e i “colli di bottiglia” rischiano di far salire i prezzi più del previsto.

Ciò che ha fatto tremare le gambe sono i cosiddetti “dot plot”, i pallini, apparentemente innocui come biglie, che rappresentano le proiezioni sui tassi dei 18 membri della Fed.

Abituati da mesi a vedere una fila di 18 pallini allineati a zero, un encefalogramma piatto, gli investitori si sono spaventati vedendo probabili rialzi dei tassi nel 2023, forse prima.

21-06-21 BondWorld De Gaetano

Venerdì, il knock out è arrivato da James Bullard, Presidente della Federal Reserve di Saint Louis, che ha detto che il cambio di direzione della Fed verso una politica più restrittiva è la “risposta naturale” alla crescita economica e all’inflazione più veloce del previsto.

A poco sono servite le rassicurazioni di Neel Kashkari, Presidente della  Federal Reserve di Minneapolis, che vuole i tassi vicino allo zero fino al 2023, per consentire al mercato del lavoro di recuperare la forza del periodo pre-pandemico.

Di fatto, l’azionario ha chiuso la peggiore settimana in quasi 4 mesi.

Il dollaro è uscito vincitore, con un rally che ha portato il cambio eur/usd da area 1.22 a 1.1850 in poche sedute.

Curioso ciò che è successo ai bond. Ignorando l’inflazione, T-Bond e T-Note hanno chiuso la settimana sui massimi di prezzo/minimi di rendimento, corsa alle scialuppe per paura di un calo dell’azionario.
I rendimenti sulla parte breve della curva hanno invece sollevato la testa, iniziando timidamente a scontare prossimi rialzi dei tassi a breve. Risultato, il cosiddetto “appiattimento della curva dei rendimenti”, con il differenziale fra rendimenti a breve e rendimenti a lungo che si è ristretto.

21-06-21 2 BondWorld De Gaetano

Ancora presto per capire se siamo all’inizio di una correzione sull’azionario o se si tratta di una fisiologica presa di profitto dopo mesi di rialzi ininterrotti.

Rialzi dei tassi USA all’orizzonte e un’inflazione che dovrebbe sgonfiarsi già dall’anno prossimo favoriscono il dollaro.

I tassi a breve USA saranno i prossimi a muoversi, con un rialzo dei rendimenti/discesa dei prezzi.

Dopo il recente rally, il decennale USA dovrebbe fermarsi per una pausa di consolidamento.

Azionario in bilico dopo il KO di settimana scorsa. Strategicamente, l’azionario protegge meglio dei bond dall’inflazione in salita, cosa che però non esclude una salutare correzione estiva. Il timing verrà scandito non solo dalla Fed ma anche dalle prossime trimestrali in arrivo in luglio.

La FED è sembrata falco, ma resta di fatto colomba. La ripresa è al galoppo, i tassi ancora a zero e i piani di acquisti titoli continuano a pieno ritmo.

Chi è rimasto tutto investito è ancora in tempo per qualche alleggerimento, nell’ottica di un aumento della volatilità nelle prossime settimane.

Fonte: BondWorld.it

Articoli Simili

BondWorld : Italia col vento in poppa

Redazione

BondWorld : Rally del dollaro, opportunità di take profit

Redazione

BondWorld : Evergrande, capro espiatorio per la correzione

Redazione