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BondWorld: Mercati da “Wild West”, con Fed e BCE accomodanti

BondWorld: In un’intervista a CNBC, Robert Shiller, premio Nobel che nel 2000 anticipò lo scoppio della bolla internet, ora ha detto che “una mentalità da Wild West sta prendendo immobiliare, azionario e cripto”.

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A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente


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Shiller è preoccupato per la bolla che si sta formando.

Ma non è l’unico a essere preoccupato. Anche le banche centrali lo sono e lo fanno capire in punta di piedi.

Nei verbali della riunione della FED del 27-28 aprile, la banca centrale USA segnala il “premio al rischio diminuito sull’equity e sul credito, con rischi potenziali per il sistema finanziario, visto l’elevato leverage di molti investitori.”

Nella Stability Review della BCE del 19 maggio si legge: “l’impatto economico impari della pandemia implica rischi concentrati in specifici settori e Paesi.

L’asset quality delle banche tiene, ma la profittabilità si indebolisce col peggioramento del rischio di credito.

Correzioni disordinate nei mercati possono colpire “istituzioni non bancarie” che hanno ampie esposizioni ad aziende con fondamentali deboli.

L’ottimismo dei mercati finanziari contrasta con fondamentali economici più deboli e i recenti scoppi di volatilità sottolineano il rischio di un repricing”.

Nel primo trimestre 2021 il PIL nell’area euro è sceso del -0.6% rispetto al trimestre precedente dopo il calo del -0.7% nel quarto trimestre 2020.

Bene invece il PIL USA, che cresce al passo del 6.4% su base annua.

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Indici PMI manifatturieri e dei servizi in espansione sia in Europa che negli USA.

In Europa, si ravviva l’economia dell’eurozona con la domanda in crescita al tasso più rapido degli ultimi 15 anni.

Negli USA, emerge dal Flash US Services Business Activity Index che le aziende del settore privato segnalano un’espansione del business senza precedenti, in Maggio. L’aumento di nuovi ordini ha accelerato per il quinto mese di fila. La crescita della domanda di beni e servizi con la riapertura dell’economia ha contribuito alla fiammata dell’inflazione.

Inflazione al passo del 4.2% negli USA e dell’1.6% in Europa stonano con tassi ancora a zero sulle due sponde dell’Atlantico.

Rendimenti sotto zero sui bond governativi europei e poco sopra lo zero sui governativi USA fino alla scadenza due anni hanno dirottato gli investitori sugli HY, i cui rendimenti sono tornati a livelli pre-pandemici.

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FED e BCE attribuiscono un carattere “temporaneo” alla salita dell’inflazione e si appellano all’incertezza dell’evoluzione della pandemia, al livello di disoccupazione ancora lontano dagli obiettivi e ai potenziali rischi al ribasso per l’evoluzione dell’economia per mantenere i tassi a zero e tranquillizzare i mercati. L’ultima cosa che vorrebbero è una turbolenza finanziaria che metta a repentaglio la ripresa economica.

Il Vice Presidente della Fed Richard Clarida, il 12 maggio al National Association for Business Economics International Symposium:

“Nonostante il recente flusso di dati macro incoraggianti, l’economia rimane molto lontana dai nostri obiettivi ed è probabile che ci voglia un po’ di tempo perché ulteriori progressi vengano fatti. L’occupazione rimane 8.2 milioni sotto i livelli del picco prepandemico e la disoccupazione aggiustata per la partecipazione è più vicina al 8.9% che al 6.1%. Ci impegneremo a usare tutti i nostri strumenti per supportare l’economia per il tempo necessario”. 

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Klaas Knot, noto falco nel consiglio direttivo della BCE e governatore della banca centrale olandese, l’11 maggio ha detto che la BCE continuerà a fornire supporto all’economia colpita dalla recessione, anche dopo la fine del programma di acquisti da 1.85 trilioni. “l’unica cosa di cui stiamo parlando è la rotazione dal supporto di emergenza ad altre forme di supporto non convenzionali”.

Il 19 maggio, Luis De Guindos, Vice presidente BCE ha detto che “il ritiro degli stimoli monetari dovrà essere graduale, molto prudente e parallelo all’evoluzione della ripresa dell’economia.”

Il 21 maggio, Christine Lagarde ha detto:

“è troppo presto per discutere la diminuzione del piano di acquisti di 1.85 trilioni. BCE impegnata a mantenere favorevoli condizioni di finanziamento usando il PEPP fino almeno a marzo 2022”. 

Tutto ciò ha creato un circolo che si autoalimenta in cui i mercati azionari continuano a salire spinti da dati in miglioramento e mancanza di alternativa, mentre i bond hanno rendimenti reali negativi, non proteggendo dall’inflazione e non salgono di rendimento grazie agli acquisti delle banche centrali.

In questo scenario, la fortissima risalita dei rendimenti governativi, negli USA in particolare, ha già scontato gran parte della prima fiammata di inflazione e offre spunti tattici nell’ottica di una pausa del movimento.

Come ogni bolla, si capirà che è una bolla quando scoppia.

Per ora, si naviga a vista, godendo del vento in poppa, ma consapevoli che il vento può cambiare da un momento all’altro e c’è una costa piena di scogli sottovento.

Shiller avrà ragione, ma l’importante, come sempre, è il timing. 

Fonte: BondWorld.it

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