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BondWorld : Move Index. La volatilità sui bond rischia di contagiare l’azionario

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A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente


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La BCE ha mantenuto tassi e programma di acquisti invariati il 28 ottobre 2021, ma non è riuscita a placare la turbolenza sull’obbligazionario.

Nonostante i toni accomodanti di Christine Lagarde, il sell-off sui Titoli di Stato si è intensificato,  soprattutto sui governativi “periferici”.

Il rendimento sul BTP è salito oltre l’1.2% sulla scadenza decennale, dallo 0.90% pre-conferenza BCE.

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Il mercato sta anticipando prossimi rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, a fronte di un’inflazione galoppante. Eurostat stima un’inflazione al 4.1% su base annua in ottobre 2021 (2.1% al netto di alimentari ed energia).

Negli USA, l’inflazione si è attestata al 5.4% nel mese di settembre.

Il rialzo dei rendimenti sui governativi a scadenza due anni è stato particolarmente vistoso in Canada, dopo che, il 27 ottobre, la Banca Centrale del Canada ha annunciato la fine del quantitative easing.

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La banca centrale canadese ha mantenuto i tassi d’interesse invariati allo 0.25% e manterrà le holding in portafoglio, rinnovandole alla scadenza, ma non le incrementerà. Crescita del Pil al passo del 5% annuo e inflazione al 4.4%.

La tensione sull’obbligazionario governativo è confermata dal MOVE Index che misura la volatilità sulle opzioni sui Treasury USA. A dispetto della calma placida che si vede sull’azionario, con il VIX sceso in area 15 settimana scorsa, il MOVE Index è salito da area 50 di settembre a 78 di oggi, massimi dell’anno. 

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I Titoli di Stato a lunga scadenza, saliti di prezzo con conseguente discesa dei rendimenti, stanno prezzando un rallentamento della crescita economica, già emerso nel Pil USA del terzo trimestre, al passo del 2%, in forte calo dal 6.7% del trimestre precedente.

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Un terremoto sui governativi a 2-3 anni si è visto nelle scorse ore dopo che la banca centrale australiana ha annunciato di abbandonare il target di 10 punti base sul Titolo di Stato Australia scadenza 2024. I rendimenti si sono immediatamente impennati.

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OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

Inflazione in salita e tassi ancora prossimi allo zero, lo scenario resta più favorevole all’azionario che all’obbligazionario.

Tuttavia, la turbolenza sull’obbligazionario in corrispondenza di nuovi massimi sull’azionario suggerisce l’opportunità di nuove graduali prese di profitto/coperture  sull’azionario per consolidare le performance realizzate.

L’obbligazionario di solito precede l’azionario e ci sta indicando rialzi dei tassi e rallentamento della crescita all’orizzonte. Un’accoppiata che non è mai piaciuta.

Dopo l’annuncio FED di domani, i dati sull’occupazione USA di venerdì 5 daranno nuove indicazioni per aggiustare il tiro.

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Fonte: Eurostat. 

Fonte: BondWorld.it

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