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De Gaetano Andrea Analista indipendente

BondWorld : Tre spunti sulla Cina. Azionario, Treasury e Renminbi

BondWorld : Luglio ha visto il peggior sell-off sulle Borse cinese dal 2008. I listini cinesi hanno iniziato a correggere nel mese di febbraio, spaventati da un giro di vite di Pechino sulla regolamentazione delle società high-tech cinesi.

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A cura di Andrea De Gaetano, Analista Indipendente


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Dopo anni di boom incontrollato, Pechino sta privilegiando la stabilità rispetto alla crescita.

Arginando il fenomeno dello shadow banking e riducendo la leva del settore privato, nello scorso  decennio la Cina ha evitato lo scoppio di una bolla sub-prime sul mercato immobiliare.  D’altro canto, investendo in infrastrutture ha continuato a sostenere la crescita.

In gennaio, la banca centrale cinese ha iniziato a regolamentare il settore dei pagamenti on-line, con l’obiettivo dichiarato di contrastarlo, in linea con le direttive governative.

Jack Ma, il Jeff Besos cinese fondatore di Alibaba, è stato costretto a una “pensione forzata” per aver osato criticare Pechino. Il divieto alla quotazione in Borsa della sua nuova creatura Ant Group, gigante dei pagamenti on-line, ha segnato l’inizio di una stretta da parte del regime al monopolio dei colossi high tech che Xi Xinping, preoccupato della stabilità del sistema finanziario, vuole ridimensionare.

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Il centenario del Partito Comunista cinese, l’1 luglio 2021, ha catalizzato una riaffermazione del potere del regime.

Tensioni crescenti con gli USA, gli strali del regime si sono scagliati sulle nuove IPO di società cinesi a New York, un mercato che ha raggiunto i due trilioni di dollari capitalizzazione. A pochi giorni dalla quotazione a NY, la Cyberspace Administration of China, ha imposto a Didi, la Uber cinese, una revisione della propria sicurezza informatica, con conseguente crollo del titolo azionario.

Poi è stato il turno delle società di tutoring quotate in Borsa. Per ridurre le disparità sociali, le autorità cinesi vogliono che le lezioni private agli studenti di scuole elementari e secondarie andranno condotte su base “non profit”, stravolgendo le prospettive delle società del settore.

Panico su società come la New Oriental Education Technology Group la cui capitalizzazione di Borsa si è disintegrata in poche sedute, dopo la notizia.

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Nelle ultime ore, nuova stretta sul settore dei giochi on-line. Tencent ha annunciato nuove restrizioni sul tempo che i minorenni possono passare sui suoi giochi on-line dopo le pressioni dei media di Stato che hanno etichettato l’industria del gioco un “oppio spirituale”. Il business dei giochi on line ha generato a Tencent l’equivalente di 6 miliardi di dollari nel primo trimestre, pari al 30% dei sui ricavi. Il titolo ha perso oltre il 10% intraday per poi chiudere a -6% nella seduta di oggi.

La tensione del momento ha acceso i riflettori su un tema che dormiva in un limbo, quello delle strutture legali sottostanti le IPO di società cinesi quotate a New York. Comprando un titolo cinese quotato a New York, come Alibaba, Didi o Nio, l’investitore non diventa azionista della società come normalmente avviene, ma titolare di un diritto legale che simula l’andamento del titolo azionario, tramite variable interest entities (VIE), veicoli societari off-shore destinati a questo. Ciò per aggirare normative cinesi che renderebbero inaccessibile l’investimento. Finora, crescita economica col vento in poppa, il regime cinese ha chiuso un occhio sul tema VIE, non dichiarandolo né legale, né illegale. I recenti sviluppi sollevano il punto di domanda.

OPERATIVAMENTE

Il sell-off sull’azionario ha spinto al rialzo le quotazioni dei Titoli Governativi, rifugio degli investitori. Il rendimento del decennale cinese è calato dal 3.30% al 2.80% da inizio anno a oggi.

Il Renmimbi cinese si è rafforzato nel corso dell’ultimo anno, beneficiando dell’uscita veloce della Cina dalla prima fase della pandemia, del crescente peso della Cina nel portafoglio degli investitori e di un carry trade favorevole, in rapporto a valute come euro e dollaro con tassi a zero. Il cambio EUR/CNY è sceso da area 8.30 di agosto 2020 ad area 7.60 di oggi, un calo di circa l’8% in meno di un anno.

La combinazione Renmimbi e Treasury cinesi sui massimi dell’ultimo anno suggerisce una presa di profitto, nell’ottica di un pull-back, dove tornare compratori.

D’altra parte, il recente sell-off sull’azionario cinese ha riportato le valutazioni su multipli attraenti. Il rapporto prezzo/utili dell’indice Hang Seng a 13.69 è circa la metà di quello dello S&P500, si compra a sconto.

Mark Mobius, guru dei Paesi Emergenti, in una recente intervista con Bloomberg, considera positiva la stretta regolamentare di Pechino, perché aumenterà la stabilità del sistema.

Il differenziale di performance fra mercati occidentali saliti a doppia cifra da inizio anno e i listini cinesi in rosso nel 2021 suggerisce un alleggerimento di azionario USA ed Europa a favore della Cina. In questa fase, meglio l’Hang Seng in dollari di Hong Kong, a sconto rispetto al Renmimbi.

Dopo la scossa emotiva delle scorse settimane, da Pechino arrivano le prime rassicurazioni ai mercati.

A nessuno piace spararsi nei piedi da solo. Tantomeno ai cinesi. Non sarà la mano governativa a prevalere sui big del web.

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Fonte: BondWorld.it

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