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Brexit: finalmente coinvolta l’opposizione

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Brexit: finalmente la premier ha coinvolto formalmente l’opposizione nella ricerca di una via di uscita dall’ impasse . Se un accordo sarà raggiunto nei prossimi giorni, sarà nella direzione di prospettare una relazione a regime in cui il Regno Unito partecipa all’unione doganale UE a tempo indeterminato…….

a cura dell’ Ufficio Studi Banca Intesa SanPaolo


Non è ancora certo se nell’accordo entrerà anche il referendum confermativo, che introdurrebbe ulteriore incertezza nel processo.

Possibile ora una lunga proroga, anche se ciò significherebbe di dover organizzare le elezioni degli europarlamentari il 23-26 maggio. Per ora il governo ne ha richiesta una fino al 30 giugno.

Clamorosa svolta nel percorso verso l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea: quando ormai tutti i tentativi di approvare un accordo erano falliti, la premier May ha fatto il passo che, ad avviso di molti, avrebbe dovuto compiere già dopo la sconfitta elettorale: ha rinunciato a perseguire un impossibile accordo con i tories euroscettici e ha avviato colloqui formali con l’opposizione laburista.

– Un breve riepilogo dell’antefatto. Il 21 marzo, il Consiglio Europeo aveva concesso una proroga fino al 22 maggio qualora l’accordo di recesso fosse stato approvato dal Parlamento britannico entro il 29 marzo, e fino al 12 aprile in caso contrario. Il 29 marzo, il Parlamento ha bocciato il trattato concluso con l’UE, in quell’occasione presentato dal Governo separatamente dalla dichiarazione politica.

Nel frattempo, sono falliti anche due tentativi (peraltro osteggiati dal Governo) di verificare se esistessero maggioranze parlamentari a favore di altre soluzioni.

Quest’ultimo sviluppo ha convinto gli euroscettici che potevano puntare a una uscita senza accordo il 12 aprile, e che c’erano ancora meno motivi per dover accettare l’accordo così com’era.

– Messa nell’angolo, e ormai sicura che il suo mandato come primo ministro era comunque agli sgoccioli, Theresa May ha deciso di respingere l’ipotesi di uscita senza accordo e ha avviato negoziati formali con l’opposizione laburista, malgrado l’ampia opposizione interna.

Il negoziato riguarda soltanto la dichiarazione politica, e non il contenuto del Withdrawal Agreement .

Allo stesso tempo, ha annunciato che, in caso di fallimento del negoziato, il Governo avrebbe messo al voto una serie di opzioni alternative con il metodo delle preferenze, richiedendo altresì all’UE una breve estensione per completare il processo.

In seguito, il Parlamento ha approvato una proposta di legge che impone al Governo di chiedere una proroga lunga dell’art. 50.

In pratica, rende ancora meno probabile un’uscita senza accordo, ma al prezzo di dover organizzare le elezioni per scegliere gli eurodeputati britannici.

– L’apertura del dialogo con l’opposizione rappresenta uno sviluppo politico tale da giustificare una richiesta di estensione.

Il primo incontro è stato definito “costruttivo” dalle parti, il che significa che non è stato fatto alcun progresso concreto, ma che per lo meno ci sarà un tentativo di tener vivo il dialogo

. D’altronde, la dichiarazione politica non ha la stessa natura vincolante del trattato ed è plausibile che una nuova maggioranza politica e un nuovo Governo non si sentirebbero obbligati a rispettarla in tutti gli aspetti, quando si negozierà la relazione a regime con l’UE, soprattutto se non sarà approvata da una maggioranza schiacciante, e quindi un compromesso dovrebbe essere più facile da raggiungere.

Pare da indiscrezioni di stampa che la proposta del Governo all’opposizione, che potrebbe essere avanzata formalmente oggi, includa anche l’opzione di tenere un referendum confermativo.

Quest’ultimo, però, introdurrebbe ulteriore incertezza nel processo e ne allungherebbe i tempi, rendendo necessaria una proroga ben oltre il 22 maggio.

Oggi, il governo ha richiesto una proroga fino al 30 giugno, impegnandosi a compiere tutti gli atti formali necessari per indire l’elezione degli europarlamentari ma auspicando di poter formalizzare il recesso prima del 23 maggio e, quindi, di annullare le elezioni.

Fonte: BondWorld.it

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