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Come difendere il portafoglio con tassi bancari negativi. I consigli di ETHENEA Independent Investors Sa

“Le banche hanno iniziato a introdurre tassi di deposito negativi sui depositi degli investitori istituzionali, ma anche gli investitori privati stanno scontando tassi d’interesse negativi sui propri conti correnti,…..

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Arnoldo Valsangiacomo Membro del Consiglio di Amministrazione di ETHENEA Independent Investors S.A. e Gestore di Portafoglio degli Ethna Funds


   in quanto i rendimenti prossimi allo zero non riescono a compensare i costi fiscali e le spese di gestione del conto: in questa situazione, anche per i portafogli difensivi è indispensabile una gestione attiva dei propri risparmi, se non si vuole subire una continua erosione dei propri depositi”, spiega Arnoldo Valsangiacomo, Membro del Consiglio di Amministrazione di ETHENEA Independent Investors S.A. e Gestore di Portafoglio degli Ethna Funds.

    “La strategia che stiamo seguendo per il fondo bilanciato Ethna-GLOBAL Defensiv, che ha l’obiettivo di preservare il capitale conservando sempre un potenziale di rivalutazione dell’investimento, si basa su tre principi”, continua Arnoldo Valsangiacomo: “mantenere elevata la qualità degli asset, gestire la liquidità in maniera flessibile e, quando possibile, consolidare le plusvalenze”.

    In particolare, nel mese di novembre, proprio a causa dei tassi negativi sui depositi bancari, la liquidità del fondo è stata ridotta di quasi due terzi, portandola a poco più del 10% dell’intero portafoglio. Per mantenere invariato il profilo di rischio e per continuare ad assicurare sufficiente flessibilità, la liquidità è stata investita principalmente in obbligazioni a breve termine estremamente liquide e con rating più elevato. In questo modo il rating medio del fondo si posiziona tra A+ e AA-.

    A fine mese, la componente dei titoli di Stato ha superato il 35%, mentre oltre il 50% del fondo è investito in titoli denominati in dollari americano, per via della divergenza dei rendimenti in euro e in dollari (150 punti base tra i titoli di Stato USA e tedeschi a 10 anni): continuiamo a privilegiare le obbligazioni denominate in dollari, poiché consideriamo molto contenuto il rischio di un innalzamento dei tassi negli Stati Uniti. Il resto delle obbligazioni in portafoglio è costituito da società finanziarie (complessivamente il 28% circa) e da corporate bond con elevata differenziazione settoriale.

    Sul fronte azionario, dopo le prese di beneficio di ottobre, la quota di equity nel fondo è del 4,2 % ed è concentrata su titoli difensivi del settore farmaceutico globale, che risentono solo in misura limitata dell’andamento dell’economia a livello mondiale e costituiscono gli investimenti core del portafoglio.

 

Fonte: BondWorld.it

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