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Crescita globale verso la stabilizzazione

Dwek Esty Natixis crescita globale

Crescita globale verso la stabilizzazione: l’inversione della curva dei rendimenti non fa paura. Stiamo iniziando a vedere i primi segnali di ripresa nell’economia globale….

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A cura di Esty Dwek, Head of Global Market Strategy del team Dynamic Solutions di Natixis Investment Managers


– La corsa dei mercati azionari continua, ma a un ritmo più moderato, sostenuta da migliori aspettative di crescita e l’atteggiamento dovish delle Banche centrali;

– Cerchiamo di diversificare e decorrelare le strategie, come le strategie alternative, per integrare le asset class tradizionali.

Panoramica macroeconomica

–  Anche se i dati continuano ad essere eterogenei, stiamo iniziando a riscontrare alcuni segnali di ripresa nell’economia globale e continuiamo a credere di non essere prossimi ad una fase recessiva.

Ci aspettiamo che la crescita si stabilizzerà nei prossimi trimestri, guidata da una stabilizzazione negli Stati Uniti e in Cina, dove  i dati indicano già dei miglioramenti.

La produzione rimane debole a livello globale, ma i servizi, il mercato del lavoro e i consumi resistono. Inoltre le misure di stimolo mirate in Cina, così come le condizioni finanziarie più favorevoli negli Stati Uniti grazie all’atteggiamento dovish della Fed, si stanno traducendo in un miglioramento delle prospettive.

L’Europa sembra ancora debole, ma anche in questo caso, i servizi rimangono solidi e la produzione potrebbe cambiare marcia in un contesto migliore a livello globale.

La finalizzazione dell’accordo commerciale USA/Cina rimane sulla buona strada, anche se la preoccupazione persistente riguarda la sua applicazione.

Ci aspettiamo si giunga ad un accordo nei prossimi mesi e non ci sorprende il ritardo, poiché gli accordi commerciali richiedono tempo e la fase di ripresa del mercato ha fatto venir meno i caratteri di urgenza.

Quando e se questo risultato sarà raggiunto, Trump allora potrebbe rivolgere la sua attenzione all’Europa e al settore automobilistico, poiché potrebbe desiderare un altro “nemico” sui cui concentrarsi nella fase di avvicinamento alle presidenziali.

Tuttavia, ci si aspetta che gli Stati Uniti e l’Europa diano a breve inizio ai negoziati per un accordo commerciale, il che potrebbe contribuire a ritardare almeno per ora i dazi, rinvio questo molto gradito e necessario per l’Europa.

– La saga sulla Brexit difficilmente abbandonerà i titoli dei giornali, dato che il Regno Unito ha ottenuto una proroga fino alla fine di ottobre, che non sembra essere una scadenza definitiva.

Tuttavia, un appuntamento più ufficioso è quello che coincide con le prossime elezioni europee, alle quali il Regno Unito dovrà partecipare se non raggiungerà un accordo entro il 22 maggio.

Una piccola possibilità che Theresa May riesca a ottenere il suo accordo con il sostegno dei Laburisti per evitare le elezioni europee continua ad esserci. In caso contrario, il risultato più probabile sarà un ritardo molto significativo o praticamente nessuna Brexit.

– Dopo un meeting in cui la Fed è apparsa molto accomodante, i mercati credono che la prossima mossa sarà un taglio dei tassi e che la revisione al ribasso arriverà quest’anno.

Dal nostro punto di vista non siamo d’accordo su questa ipotesi.

Con una stabilizzazione della crescita, un’inflazione destinata a salire tra l’aumento dei prezzi dell’energia e la solidità del mercato del lavoro, l’aspettativa di un taglio sembra prematura.

Tuttavia, mentre una certa pressione dei tassi sui mercati è plausibile in una seconda metà dell’anno più forte, ci aspettiamo che le principali Banche centrali restino ferme per tutto il 2019.

Nella sua ultima riunione, la BCE non ha fatto alcun annuncio, ma il mese di marzo era già stato abbastanza esplicito il suo messaggio.

– I prezzi del petrolio continuano a salire, dato che gli Stati Uniti hanno annunciato che non prorogheranno le deroghe all’Iran oltre maggio.

Insieme alle preoccupazioni per la produzione del Venezuela e della Libia, ciò dovrebbe continuare a sostenere i prezzi nel breve termine.

Tuttavia, l’OPEC (Russia compresa) potrebbe aumentare la produzione a giugno, e una crescita globale più moderata potrebbe comportare probabilmente una domanda più debole, che dovrebbe limitare i prezzi nel medio termine.

Prospettive di mercato

– La ripresa dei mercati azionari continua, anche se a un ritmo più lento rispetto all’inizio dell’anno, come era prevedibile. I mercati si sono orientati verso una prospettiva di crescita più ottimistica, sostenuta da Banche centrali accomodanti e da miglioramenti nei rapporti commerciali USA/Cina.

Ciononostante, sono probabili correzioni a breve termine così come una maggiore volatilità, anche se nei prossimi mesi i mercati ottenessero migliori performance, poiché permangono numerosi rischi (crescita europea, Brexit, tetto massimo del debito USA).

Riteniamo inoltre che un sostegno fondamentale da una crescita dignitosa degli utili sarà necessario per sostenere il rally in corso.

Per ora, tuttavia, gli afflussi sono stati timidi, per cui rimane molta liquidità a margine dopo aver mancato il rally, il che dovrebbe contribuire a mantenere le correzioni relativamente lievi e di breve durata.

– I rendimenti del Treaury si sono stabilizzati intorno al 2,55% dopo l’inversione temporanea della curva dei rendimenti.

Se un’inversione rappresenta in generale un segnale inquietante, non tutte le inversioni della curva dei rendimenti hanno portato a recessioni, e di solito il tempo con cui si concretizzano è di 12-18 mesi.

Inoltre, l’inversione è stata di breve durata, quindi, nonostante vada monitorata, per ora non siamo preoccupati.

Continuiamo ad aspettarci un ampio range-trading, anche se potrebbe verificarsi una certa pressione al rialzo dei rendimenti qualora la crescita migliorasse e l’inflazione aumentasse costantemente in presenza di prezzi dell’energia più elevati.

Anche se la duration non aggiunge molto in termini di rendimento, siamo meno preoccupati di aggiungere gradualmente duration ai portafogli con strategie difensive più fondamentali e difensive in base a come si muoverà più avanti nel ciclo.

– Gli spread di credito continuano a restringersi, dato che la domanda di rendimento persiste in un contesto di rendimenti globali più bassi sulla scia dell’ultimo ritracciamento.

Per quanto riguarda l’Investment Grade statunitense, non ci aspettiamo che i rendimenti torneranno ai minimi del 2018, ma l’High Yield ha un ulteriore potenziale di contrazione a causa del rimbalzo dei prezzi del petrolio e di un graduale miglioramento delle prospettive di crescita.

Continuiamo a cercare strategie absolute return flessibili, in grado di adattarsi all’evoluzione delle condizioni di mercato.

– È poco probabile che la complessità del contesto di investimento venga meno, aspetto che ci fa apprezzare strategie più flessibili absolute return, in grado di diversificare i portafogli.

Infatti, poiché le aspettative di rendimento per le asset class tradizionali sono inferiori alla media, le strategie alternative continuano ad avere spazio per contribuire a colmare il gap.

Ci aspettiamo che gli asset di rischio continuino a rendere meglio (e conserviamo la nostra esposizione).

Potrebbe non essere il momento di aggiungere troppo rischio, ma non pensiamo che sia neanche quello di eliminarlo completamente.

Fonte: BONDWorld.it

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