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Dexia Crediop : Non sembra preoccupare i mercati l’avvicendamento tra Letta e Renzi a capo del governo italiano

MONDO 1

Non sembra preoccupare i mercati l’avvicendamento tra Letta e Renzi a capo del governo italiano. Nello stesso giorno in cui l’attuale Presidente del Consiglio ha annunciato le proprie dimissioni, l’agenzia Moody’s ha migliorato l’outlook a lungo termine sull’Italia…….

passandolo da negativo a stabile e confermando il rating Baa2. Nel corso della settimana ha inoltre migliorato l’outlook da negativo a stabile su 19 tra città, province e regioni e su 6 banche italiane. Era dal 2011 che non si avevano segnali di miglioramento per il rating dell’Italia.

Fitch conferma l’outlook negativo.

Sul mercato secondario governativo, la settimana si apre bene con il rendimento del Btp decennale in deciso calo che arriva a quotare in area 3,53% ovvero sui minimi dal 2006. Anche lo spread btp/bund tocca i livelli minimi dal 2011 in area 186 bps, così come il rendimento del Btp a 2 anni tocca il suo nuovo minimo storico a 0,7552%.

La settimana si chiude giovedì sera con il decennale a quota 3,653% e lo spread btp/bund a quota 196 bps.

In realtà però l’entusiasmo dei mercati non ha riguardato solo i titoli italiani ma l’intero comparto dei periferici europei che hanno beneficiato dei disinvestimenti provenienti dai mercati emergenti. il Portogallo ha concluso con successo l’asta da 1 miliardo di euro di bond a 12 mesi con tassi ai minimi da quattro anni. Buona performance anche per le aste della settimana dello stato spagnolo che segna tassi in deciso calo sulla scadenza a 10 anni. Lo spread bonos/bund ha toccato inoltre quota 181 bps con il rendimento del decennale che ha quotato sui minimi dal 2006 in area 3,48%.

A conferma del fatto che l’attenzione degli investitori si è concentrata sugli alti rendimenti, lo scarso interesse suscitato dall’asta del nuovo bund tedesco che non ha raggiunto l’importo massimo collocabile di 5 miliardi di euro.

Sul mercato domestico si segnala l’operazione di concambio riservata però agli specialisti che ha visto il Tesoro piazzare 2,5 miliardi del Btp giugno 2018 e cedola al 3,50% contro un ritiro dei tre Btp con scadenza febbraio, giugno e agosto 2015 e due CCteu con scadenza rispettivamente dicembre 2015 e giugno 2017. Come preannunciato nelle linee guida per il 2014, il Tesoro procede dunque all’alleggerimento delle scadenze più impegnative del 2015 e del 2017.

Se il mercato obbligazionario ha beneficiato della nuova ondata risk on sui titoli periferici a discapito degli investimenti nei mercati emergenti, le borse sembrano invece avere un andamento più cauto. I listini europei sono stati infatti frenati da molteplici fattori: prima la pubblicazione di dati macroeconomici deludenti, poi il monito del Fmi che ha auspicato nuovi interventi espansivi per la politica monetaria della Bce ed infine la pubblicazione delle minutes dell’ultima riunione della Fed dalle quali si evince che un rialzo dei tassi da parte della banca centrale americana potrebbe arrivare prima rispetto a quanto atteso dagli operatori.

Per quanto riguarda il Ftse Mib la settimana è iniziata in rialzo ma senza slanci. L’indice è poi passato in territorio negativo dopo la pubblicazione del dato sulla fiducia degli investitori tedeschi Zew uscito largamente sotto le attese, per poi riportarsi in territorio positivo.

In ribasso Fiat dopo il dato sulle vendite che ha mostrato un calo di 1,8% e Tenaris a seguito della decisione Usa di introdurre misure anti dumping sull’importazione di tubi d’acciaio.

Cresce invece Saipem a seguito dei rumors d’acquisto di una quota da parte di una società norvegese.

Sembra invece non impattare le quotazioni del settore bancario il miglioramento dell’outlook di sei banche italiane da parte dell’agenzia Moody’s. Decisamente in calo Banco Popolare dopo il downgrading da parte di S&P e Mediobanca.

La settimana si chiude a +1,63% per Milano, +0,09% per Francoforte, +2,12% per Londra, +0,79% per Parigi e -0,44% per Madrid.

Rafforzamento dell’Euro sul dollaro che quota giovedì sera a quota 1,3704 contro 1,3668 di giovedì scorso.

Per quanto riguarda il mercato primario del debito, Credito Emiliano ha portato sul mercato un nuovo Covered Bond da 750 milioni di euro e cedola a 1,875%.

Il titolo ha ricevuto un’ottima accoglienza da parte degli investitori, in maggioranza stranieri, con il book che ha registrato interessi per circa 2,6 miliardi di euro. L’operazione ha inoltre chiuso ad un livello di mid swap + 88 bps contro una guidance iniziale a mid swap + 95 bps.

E’ di mercoledì poi l’increase del bond di Veneto Banca emesso ad inizio gennaio con scadenza 2017 e cedola al 4%. Il titolo ha riscosso un discreto interesse con i book che hanno raggiunto quota 200 milioni di euro a fronte di un’emissione da 150 milioni. L’operazione è stata chiusa ad un livello di mid swap + 295 bps contro una guidance iniziale di 305 bps.

Issuer Coupon (%) Maturity Seniority Crncy
VENETO BANCA SCPA 4 42755   EUR
CREDITO EMILIANO SPA 1,875 43523 Guaranteed EUR
         
Issuer Amount (€) Issue Price Yield at start date (%) Reoffer Spread (bp)
VENETO BANCA SCPA 150000000 101,341 3,503 MS+295
CREDITO EMILIANO SPA 750000000 99,858 1,905 MS+88

Fonte: BondWorld.it – Dexia Crediop

 

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