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Euro Sell-off? Opportunità di presa profitto su altre valute

Euro Sell-off? Opportunità di presa di profitto su altre valute. I due principali appuntamenti del primo trimestre, accordo commerciale USA-CINA e Brexit, sono stati rimandati….

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Andrea De Gaetano – Analista Senior AAg Wealth Management


I mercati, che si nutrono di speranze e avidità, vivono con trepidazione l’attesa di un accordo commerciale fra le due principali economie del globo, come se fosse panacea di tutti i mali.

Il prolungarsi delle trattative aumenta le aspettative e sostiene il rally del mercato.

Nelle ultime ore, Trump ha detto che si aspetta di chiudere l’accordo commerciale entro maggio.

Brexit, posticipata di sei mesi, rinvia i timori a un futuro che ai mercati pare lontano, quindi trascurabile. Altro motivo di distensione.

Dai verbali della Federal Reserve, comunicati settimana scorsa, la banca centrale appare accomodante, ma pronta ad agire sui tassi “in entrambe le direzioni” in base ai prossimi dati economici.

I tassi d’interesse negli USA sono al 2.25%-2.50%.

Il PIL americano è cresciuto al passo del 2.9% nel 2018 e del 2.2% nel quarto trimestre 2018, in leggero rallentamento. L’inflazione è moderata, all’1.9%.

Ottimi i dati sul mercato del lavoro USA, con un livello di disoccupazione sui minimi degli ultimi 20 anni, al 3.8% in marzo.

I 196.000 nuovi occupati nel settore non agricolo controbilanciano in positivo il dato dei 20.000 nuovi occupati che aveva sorpreso nel mese di febbraio.

I salari orari medi del settore privato non agricolo, 27.70$, restano sui massimi degli ultimi anni.

Le vendite al dettaglio USA, salite dell’1.6% in marzo dal mese precedente e del 3.5% su base annua, hanno fatto il maggior balzo dal 2017.

Situazione meno luminosa in Europa. I dati emersi questa mattina dal sondaggio Markit PMI confermano il rallentamento economico dell’eurozona che si trova nel peggior momento di crescita dal 2014.

Il settore dei servizi, solido in Germania, controbilancia il netto declino dell’attività manifatturiera. L’indice composito PMI, nonostante il calo da 51.6 di marzo a 51.3 di aprile, si trova ancora sopra 50, livello spartiacque tra un’economia in espansione o contrazione.

Il PIL dell’area euro, che si è espanso al passo dell’1.8% nel 2018 e dell’1.1% nel quarto trimestre 2018, riflette il quadro di un’economia che sta facendo più fatica a riprendersi.

Stessa considerazione per l’inflazione, all’1.4% in marzo, e per il livello di disoccupazione del Vecchio Continente, al 7.8% in febbraio 2019. Il costo del lavoro è salito invece anche in Europa.

Nel 2018 il costo medio orario del lavoro (escludendo agricoltura e pubblica amministrazione) è di 30.6 euro nell’area euro.

In Cina, i dati sull’espansione economica, comunicati ieri, sono molto confortanti: il PIL al 6.4%, cresciuto oltre le attese (6.3%) nel primo trimestre 2019, e la produzione industriale cresciuta all’8.5%, al passo più veloce dal 2014.

Per quanto risalito negli ultimi anni, il costo del lavoro in Cina è poco più che un decimo che in Europa e negli USA e questo dice tutto.

OPERATIVAMENTE E PER CONCLUDERE

Espansione economica e tassi d’interesse ancora bassi sono favorevoli ai mercati, ma una correzione potrebbe essere dietro l’angolo.

Cambi e rendimenti dei bond quasi invariati rispetto a un mese fa, il mercato azionario è tornato vicino ai massimi di sempre negli USA, con il VIX, indice della paura, a 12, livello che segnala massima compiacenza e l’oro continua a scendere.

Nella chiusura di un accordo, gli ultimi dettagli sono quelli che rischiano di far saltare l’affare.

Basta un commento sul colore della facciata di un immobile per desistere dall’acquisto, figuriamoci in una trattativa complessa come quella sul commercio fra Stati Uniti e Cina.

Gli accordi bilaterali suggeriti dal Segretario del Tesoro Steven Mnuchin contrastano con gli accordi multilaterali regolati dal WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio).

I commenti di Mnuchin sul funzionamento degli accordi bilaterali fra Cina e USA stanno facendo alzare molte sopracciglia, dai legali di diritto internazionale, alla business community, al Congresso, così riferisce Bloomberg.

https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-04-16/concerns-grow-trump-is-about-to-give-china-a-new-trade-weapon?srnd=premium-europe

Economia in ripresa in Cina e prezzi in salita su petrolio, importazioni e costo del lavoro, sia negli USA che in Europa, suggeriscono una risalita dei rendimenti obbligazionari che riproporrebbe lo scenario di dicembre, quando tutti erano terrorizzati con i rendimenti del decennale USA e i BTP al 3%.

Questa volta, però, non sarà come a dicembre: le banche centrali sono già pronte a intervenire.

Per questo crediamo che, almeno in prima battuta, una correzione sarà da comprare.

L’economia europea appare fra le più deboli nel panorama mondiale e la BCE più accomodante della FED: ciò aumenta le probabilità di un sell-off finale sull’euro, già sceso molto nel confronti del dollaro nel corso dell’ultimo anno.

La fasi di debolezza dell’euro saranno opportunità di presa di profitto su dollaro, sterlina, corona norvegese e svedese, in vista di un recupero dell’euro nella seconda fase dell’anno: il tiering, il rialzo sui tassi di deposito BCE che la banca centrale sta iniziando a valutare, sarà il primo passo verso una normalizzazione dei tassi anche in Europa.

Ciò ridarà vigore all’euro.

Sul cambio euro/dollaro 1.10-1.11 importante supporto d’acquisto di euro/vendita di dollari e 1.1350-1.14 livello di vendita di euro/acquisto di dollari.

Difficile indovinare se le sorprese arriveranno da Trump, dal Regno Unito o dalla digestione del nostro DEF. Di sicuro non mancheranno. Almeno nell’uovo di Pasqua!

Auguri di buona Pasqua e buone feste a tutti

Fonte: BondWorld.it

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