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Europa e USA: CDS Trend

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I Corporate CDS 5 anni America ed Europa sotto osservazione
Andamento contrastato per i prezzi dei Corporate CDS americani, con la maggior parte dei cali concentrati in un solo comparto, quello delle …


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Paola Fabretti – Simone Maggi

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Assicurazioni Finanziarie, e consistenti allargamenti che interessano invece diversi settori di attività, primo fra tutti quello delle Società di Prestiti (cfr. dati in tabella). Gli incrementi dell’ultima settimana hanno portato i prezzi di alcuni CDS ai massimi: è il caso del CDS H&R Block Inc (Servizi Commerciali), a 545bps, Fortune Brands (Consumo), a 189bps e JCPenny (Al Dettaglio), a 283bps. Nettamente differente il panorama europeo, con una generale tendenza al ribasso, in linea con quanto segnalato nelle scorse settimane. In ulteriore seppur lieve decremento il CDX americano, a 197bps, più marcata la diminuzione dell’indice iTraxx, -18 a 459bps.
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Banche Europa e USA: CDS Trend
Nel panorama finanziario, colpisce l’andamento dei prezzi dei CDS bancari americani, che subiscono netti rialzi nell’ultima settimana, dopo un periodo di grande stabilità. Su tale dinamica pesano i timori per una maxi inchiesta sulle irregolarità nelle procedure di pignoramento delle case applicate dalle banche Usa, dopo la diffusione dei dati sui pignoramenti stessi, al livello record di 816.000 nei primi nove mesi dell’anno. Segnaliamo in particolare i CDS di Bank of America, che in soli sette giorni si allarga di 39bps, e prezza 196bps, e Merrill Lynch con un aumento di 36bps, che porta il CDS a 210bps. Ancora più netto l’andamento del CDS Wells Fargo, che aumentando di 35bps, tocca 132bps, il prezzo più alto da oltre un anno. Per i CDS delle altre banche sotto osservazione incremento medio di 12bps, con CDS Citigroup a 176bps, Goldman a 150, American Express a 99 e JP Morgan a 95bps. Invariati invece i prezzi dei bancari europei, tutti ancora in calo, a conferma delle buone performance delle ultime due settimane.

Assicurazioni Europa e USA: CDS trend
Stabile negli ultimi sette giorni l’andamento dei CDS Assicurativi europei e americani, che mantengono prezzi sostanzialmente invariati o in ulteriore lieve discesa (-3bps in media) nel confronto con l’ultima rilevazione. L’unico allargamento di rilievo da segnalare è quello del CDS Prudential Financial, che nell’ultima settimana ha subito un incremento di 17bps, portandosi a 226bps, sui livelli di inizio settembre.

 Corporate Italia: CDS Trend
Si conferma la tendenza evidenziata sette giorni fa sui prezzi dei Corporate CDS Italia, tutti in ulteriore restringimento. A guidare i ribassi questa settimana il CDS CIR, con un lieve “rimbalzo” sul finire della settimana: nel confronto con l’ultima rilevazione il calo è di 26bps, il prezzo 554bps. Segue CDS FIAT -16 a 323bps. CDS TELECOM recupera 11bps, scendendo a 209bps. Lieve incremento solo per CDS EDISON, +5 a 110bps: per la compagnia downgrade rating da parte di Moody’s, che ha portato però l´outlook a stabile da negativo.


Le principali rating action dell’ultima settimana:

Settore Finanziario:
− BANCA TERCAS: Rating sotto osservazione (Fitch)
− SETTORE BANCARIO RUSSO: Outlook a stabile da negativo (Moody’s)
− CREDITO EMILIANO: Assegnato rating A2 (Moody’s)

Settore industriale:
− EDISON: Downgrade rating a “Baa3” da “Baa2”; outlook a stabile da negativo (Moody’s)
− KODAK: Confermato rating “B-”; outlook a negativo da stabile (Fitch
− SEVERSTAL: Confermato rating “BB-”; outlook a stabile da negativo (S&P)


Discaimer

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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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