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Fed, BCE e Brexit non fermano Messico, Australia e Corea

Owens Adrien GAM - FED

La recente debolezza dei dati economici sembra giustificare la decisione della FED di interrompere il programma di rialzo dei tassi di interesse e riteniamo che questa posizione possa essere ulteriormente giustificata nel breve termine….

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Commento a cura di Adrian Owens Investment Director obbligazioni e valute di GAM Investments


da un andamento al ribasso dell’inflazione primaria negli Stati Uniti, che potrebbe scendere all’1% entro la metà dell’anno.

Tuttavia, analizzando più nel dettaglio ci scontriamo con una realtà diversa. Il mercato del lavoro nel Paese appare ora molto rigido, e stanno emergendo pressioni salariali.

A meno che i tassi più elevati non siano compensati da una ripresa nella crescita della produttività, la redditività delle imprese dovrebbe subire un impatto negativo.

Questo ci suggerisce che, anche se la crescita dovrebbe rimanere ragionevolmente solida nel breve termine, l’inflazione potrebbe riemergere più avanti nel corso dell’anno e spingere la Fed a riconsiderare la decisione di sospendere la strategia del rialzo prima di quanto il mercato non stia attualmente prezzando.

A nostro avviso, una risoluzione dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina rafforzerà questa tesi.

Da un punto di vista macro riteniamo che la crescita vada a confermare con probabilità il trend, ma chiaramente alcuni rischi al ribasso derivanti dalla Cina stanno già avendo un impatto sull’attività degli Stati Uniti, in particolare nel manifatturiero.

Con queste premesse, siamo del parere che una alpha-generating strategy possa efficacemente entrare in gioco in quanto avrebbe il potenziale per generare valore indipendentemente dalla performance dei tradizionali mercati di rischio.

Abbiamo identificato una serie di particolari opportunità che presumibilmente genereranno rendimenti scarsamente correlati alla più ampia attività del mercato.

Qualsiasi opportunità nei mercati del Regno Unito, al momento, è chiaramente vincolata alle modalità secondo cui la Brexit infine andrà in scena.

Tuttavia, a nostro avviso, il reddito fisso in Gran Bretagna è attualmente sopravvalutato rispetto ad altri mercati – in particolare Europa e Canada – e crediamo che ci siano buone possibilità di sfruttare questa errata valutazione a prescindere da ciò che accadrà con la Brexit.

Guardando all’Europa, in primo luogo, i tassi di interesse ufficiali sono 115 punti base al di sotto di quelli del Regno Unito, nonostante swap a più lunga scadenza prezzino una significativa convergenza dei tassi.

Alla luce della nostra lettura sulle prospettive economiche nel Regno Unito e nell’area dell’euro, nonché sull’inflazione relativa, riteniamo che tale convergenza sia improbabile.

La situazione è analoga in merito al caso del Regno Unito rispetto al Canada – il mercato appare pessimista riguardo alla prospettiva del raggiungimento di un accordo soddisfacente sulla Brexit e quindi non prevede una gran ripresa.

La nostra ipotesi centrale è che una qualche forma di intesa sia la conclusione più probabile ma, anche se ciò non dovesse accadere, ci aspettiamo che la conseguente pressione sulla sterlina possa causare un aumento dell’inflazione.

Secondo noi, nessuno di questi scenari è positivo per il reddito fisso nel Regno Unito.

Il Messico presenta una storia interessante con attualmente uno dei più elevati livelli di tassi di interesse al mondo, e swap selettivi che rendono circa il 9%.

Tuttavia, da un punto di vista macroeconomico, la valuta è rimasta stabile nonostante un leggero rallentamento dell’economia e le continue tensioni statunitensi sotto il profilo dell’immigrazione e del commercio, mentre l’inflazione sembra essere in calo, implicando che la banca centrale potrebbe trovarsi nelle condizioni per iniziare ad allentare la politica verso la fine dell’anno.

Non siamo i primi a osservare che la curva dei rendimenti Usa è risultata eccessivamente piatta e si è posizionata in modo da sfruttare una qualsiasi impennata. Il fenomeno ha avuto inizio nel mese di dicembre 2018, ma prevediamo di registrare un ulteriore progresso nei prossimi mesi, con la Fed in pausa, e forti aumenti dell’offerta di titoli obbligazionari e pressioni derivanti da segnali di inflazione sottostante.

Australia e Corea sono buoni esempi di operazioni per lo più non correlate alle tendenze del mercato globale.

I mercati si sono fatti piuttosto ribassisti nei confronti dell’economia australiana e gli investitori stanno ora scontando un taglio dei tassi di circa 35 punti base nei prossimi due anni.

Al contrario, per quanto l’economia coreana sembri altrettanto debole, il mercato non è così pessimista nelle sue prospettive e quindi siamo nella posizione per capitalizzare potenzialmente qualsiasi mossa.

Fonte: BONDWorld.it

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