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Federated Hermes: nessuna nuova buona nuova?

Federated Hermes: La riunione di ieri poneva una sfida comunicativa per la Fed, che si trovava a dover riconoscere il recente miglioramento delle prospettive economiche, con il rischio di suscitare una reazione eccessiva da parte del mercato, tale da condurre ad un ingiustificato restringimento delle condizioni finanziarie.

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A cura di Silvia Dall’Angelo, Senior Economist per la divisione internazionale di Federated Hermes


La Fed ha deciso dunque di adottare una retorica molto prudente, riaffermando la propria determinazione a conservare condizioni monetarie molto accomodanti nel prossimo futuro. In particolare, l’attesissimo dot plot ha mostrato che la maggioranza – anche se esigua – dei membri del FOMC si aspetta ancora tassi di interesse invariati agli attuali livelli molto bassi (0-0.25%) fino alla fine del 2023. Le indicazioni relative all’evoluzione del programma di acquisti, inoltre, non sono cambiate, facendo intuire come il tapering (la riduzione degli acquisti mensili che al momento procedono al ritmo di 120 miliardi di dollari al mese) sarà probabilmente una storia con cui fare i conti non prima dell’anno prossimo. In questo contesto l’aggressiva revisione al rialzo delle previsioni di crescita a breve termine, dettata dall’impatto dell’ultima iniezione fiscale da 1.900 miliardi di dollari e dai progressi significativi della campagna vaccinale, è passata in secondo piano.

In futuro la Fed dovrà affrontare tensioni crescenti e di natura opposta. Da un lato, il cammino di ripresa continuerà ad avere bisogno del sostegno di politiche accomodanti, mentre il mercato del lavoro si ristabilirà gradualmente e l’inflazione tornerà in linea con la soglia-obiettivo in modo sostenibile. Dall’altro lato, c’è una preoccupazione sotto traccia che il massiccio stimolo fiscale iniettato finora conduca ad un surriscaldamento dell’economia e ad un’inflazione fuori controllo. La prima forza prevarrà per ora, sostenuta anche da considerazioni legate alla gestione del rischio – in questa fase è considerato più rischioso intervenire meno che troppo.

Qualora poi si concretizzasse un’inflazione fuori controllo, la Fed è convinta di avere a disposizione molti strumenti in grado di contenerla con successo. Sempre che riesca a conservare la propria indipendenza in questo scenario.

Fonte: BondWorld.it

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