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Flash: Area Euro A dicembre il PMI manifatturiero dovrebbe migliorare

Da seguire: Mentre il Tankan giapponese è stato migliore del previsto, mostrando un incremento generalizzato della fiducia, la stima flash per PMI manifatturiero in Cina è calata da 50,8 a 50,5, pur confermando la ripresa rispetto alla media del terzo trimestre 2013…..


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Area Euro

A dicembre il PMI manifatturiero dovrebbe migliorare a 52,1 da un precedente 51,6. L’indice per i servizi è atteso a 51,8 da un precedente 51,2, ancora al di sotto del livello di ottobre. Di riflesso il PMI composito dovrebbe salire a 52,4 da un precedente 51,7, si tratterebbe di un massimo da giugno 2011, ma un livello coerente con una ripresa ancora moderata dell’economia area euro. Vi è il rischio che la Francia deluda anche questo mese.

Stati Uniti

L’indice Empire della NY Fed a dicembre è previsto in aumento a 9 da -2,2 di novembre. L’Empire, come il Philly Fed, nei mesi della crisi fiscale ha avuto forte volatilità e si è discostato dalle indicazioni dell’ISM, forse per una prevalenza (anche per motivi geografici) di imprese collegate all’attività del governo federale e del Dipartimento della Difesa. Nell’indagine di novembre i nuovi ordini erano negativi e dovrebbero rimbalzare a dicembre, contribuendo a riportare l’indagine in territorio espansivo.

La produzione industriale a novembre dovrebbe aumentare di 0,8% m/m. L’employment report riporta aumento delle ore lavorate nel manifatturiero che fanno prevedere una variazione dell’output nel settore di 0,5% m/m. Anche le indicazioni dell’ISM sono in linea con accelerazione della dinamica della produzione manifatturiera. Al risultato solido del manifatturiero si dovrebbe aggiungere un ampio rimbalzo delle utility e dell’estrattivo, dopo la contrazione di ottobre.

I market mover della settimana

Nell’area euro le indagini di dicembre dovrebbero confermare lo scenario di graduale ripresa. Il PMI composito è visto a 52,4 (da 51,7), grazie a un recupero del manifatturiero a 52,1 e dei servizi a 51,8. L’indice ZEW potrebbe salire marginalmente a 58 da 54,6, si tratterebbe di un massimo dal 2009. Dopo il forte aumento registrato a novembre, l’indice IFO dovrebbe salire di quattro decimi a dicembre a 109,7 da 109,3, un massimo da inizio 2012. Nell’ultimo mese dell’anno la fiducia delle imprese manifatturiere in Francia è attesa migliorare marginalmente (99), così come la fiducia dei consumatori dell’Eurozona (-15,0).

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. Il focus sarà sulla riunione del FOMC, che dovrebbe annunciare la riduzione degli acquisti e accentuare la forward guidance sui tassi, segnalando tassi fermi molto a lungo. I dati dovrebbero essere omogeneamente positivi. Le prime indagini del manifatturiero (Empire e Philly Fed) a dicembre dovrebbero essere positive. Per novembre, la produzione industriale dovrebbe essere in ampio aumento diffuso a tutti i settori; le vendite di case esistenti dovrebbero correggere dopo gli ampi aumenti precedenti, ma rimanere su livelli elevati. I dati dei cantieri saranno pubblicati per i mesi di settembre, ottobre e novembre e dovrebbero mostrare variazioni positive solide, in linea con le informazioni delle licenze. Il CPI a novembre è atteso in aumento di 0,1% m/m sia per il core sia per l’indice headline.

Venerdì sui mercati

Variazioni soltanto marginali sui mercati dei titoli di stato. Quadro pressoché immutato anche per i cambi, con l’euro sotto quota 1,3750 dollari per tutta la giornata ma in lieve ripresa questa notte. Lo yen registra un modesto recupero dai minimi di giovedì/venerdì notte, e risulta ora sotto quota 103 contro dollaro. Mercati azionari europei ed americani contrastati, mentre il Nikkei ha chiuso questa mattina in netta flessione.

Area Euro

BCE. Coeuré da Parigi ha indicato che la micro e macro supervisione del settore finanziario dovrebbero “liberare spazio per la politica monetaria”. La Banca centrale nel fornire liquidità non deve preoccuparsi del fatto che sia destinata ad usi che in qualche modo compromettano la stabilità finanziaria, dal momento che questo dovrebbe essere il ruolo delle autorità di supervisione. Le dichiarazioni di Coeuré in un certo senso chiarificano anche le affermazioni di Praet che aveva indicato che “paradossalmente il modo in cui l’AQR tratterà i titoli di stato detenuti dalle banche, tenendo conto del rischio che questi comportano per il capitale, aiuterà la trasmissione della politica monetaria”. Praet, sulla falsariga delle dichiarazioni rilasciate al Financial Times il 12 dicembre, ha indicato che la ricapitalizzazione delle banche dovrebbe contribuire a riportare fiducia nel sistema ma si tratta di un esercizio difficile da un punto di vista logistico. La BCE rimane pronta a intervenire in caso di necessità ma Praet ha specificato che la BCE non intende indicare quali sono gli strumenti che rimangono fortemente dipendenti dalle circostanze.

Irlanda. Il Ministro delle Finanze irlandese ha confermato che il Paese il 15 dicembre prossimo concluderà con successo il programma di salvataggio iniziato a dicembre 2010. Nel comunicato ufficiale si precisa che i tre principali obiettivi raggiunti sono stati il controllo della spesa pubblica, la rimessa in ordine dei conti dello Stato, la ristrutturazione del settore bancario e la messa in atto di provvedimenti per la crescita e l’occupazione. Dall’anno prossimo si aggiungerà anche il ritorno completo al finanziamento sui mercati a tassi pre-crisi (il decennale era attorno al 4,0% nel 2008, l’ultima emissione di obbligazioni decennali attorno al 3,5%).

Stati Uniti

Il PPI a novembre cala di -0,1% m/m, l’indice core aumenta di 0,1% m/m.

Ryan, presidente della Commissione Bilancio della Camera, ha detto che i repubblicani faranno delle proposte riguardo al limite del debito a inizio 2014, e non lo alzeranno se i democratici non faranno delle concessioni. L’annuncio di Ryan è un’indicazione che non tutta l’incertezza fiscale è stata risolta con l’accordo sul budget. Il limite del debito tornerà ad essere vincolante a inizio febbraio 2014.


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