Analisi Giornaliere

Flash: Area Euro: La dinamica del costo del lavoro dovrebbe essere rimasta invariata

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Da seguire: Area Euro: La dinamica del costo del lavoro dovrebbe essere rimasta invariata a +0,9% a/a rispetto ai mesi primaverili. Il rallentamento in alcuni Paesi della periferia, Spagna e Portogallo,…


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potrebbe essere stato controbilanciato da una lieve accelerazione in Germania. La BCE nelle stime di dicembre stimava la dinamica del costo del lavoro in media a +0,9% nel 2014.

La stima definitiva per il mese di novembre dovrebbe confermare l’inflazione area euro a 0,9% da un precedente 0,7% a/a. Sul mese i prezzi al consumo dovrebbero essere calati di 0,1% m/m. L’inflazione dovrebbe essere confermata a +1,0%. Nel corso dei prossimi mesi ci aspettiamo che l’inflazione headline rimanga vicino all’1,0% mentre la dinamica core potrebbe frenare ancora fino alla primavera e toccare 0,6%a/a. I rischi per la dinamica dei prezzi al consumo rimangono verso il basso.Germania. L’indice ZEW potrebbe salire marginalmente anche a dicembre a 58 da un precedente 54,6, grazie anche alla conclusione dell’accordo tra CDU e SPD, si tratterebbe di un massimo dal 2009. L’indice sulla situazione corrente potrebbe ritracciare parte dei continui miglioramenti degli ultimi mesi e tornare a 25, ancora ampiamente al di sopra della media di lungo termine.

La riunione odierna dell’Eurogruppo dovrebbe discutere della nuova tranche di prestiti alla Grecia (originariamente prevista in dicembre, ma ora è probabile che 4,9 mld su 5,9 siano pagati in gennaio) e di unione bancaria (SRM). Ieri la BCE ha inviato un nuovo monito al Consiglio, perché introduca procedure decisionali e finanziarie agili per il SRM (v. sotto).

Stati Uniti

Il CPI a novembre è previsto in aumento di 0,1% m/m (1,3% a/a), dopo -0,1% m/m di ottobre. Anche l’indice core è atteso in aumento di 0,1% m/m (+1,7% a/a, come nei due mesi precedenti). A ottobre l’energia aveva segnato un ampio calo (-1,7% m/m), ma anche diverse voci core avevano registrato variazioni dei prezzi al di sotto del trend. A novembre si dovrebbe registrare un modesto calo del prezzo della benzina, in parte dovuto a correzione stagionale. Per quanto riguarda il core, ci dovrebbe essere una moderata riaccelerazione dell’abitazione (da 0,1% m/m a 0,2% m/m), della sanità (a 0,2% m/m da 0) e dell’abbigliamento (0,4% m/m da -0,5% m/m). 

Ieri sui mercati

Rialzi modesti per i rendimenti sugli UST, mentre la curva tedesca ha chiuso pressoché invariata. Positivo l’andamento dei periferici: sia Spagna, sia Italia hanno registrato cali dei premi al rischio, che si è tradotta in tassi invariati sulle scadenze corte e in una flessione di quasi 5pb sul decennale (4,05%). La performance dell’Italia è relativamente migliore di quella spagnola, anche per l’offerta netta fortemente negativa di questo mese. Nettamente positiva la chiusura dei mercati azionari, dopo una settimana molto debole. Massimo infragiornaliero a 1,3787 USD per l’euro dopo i dati europei, con successiva discesa a 1,375.

Area Euro

Nell’audizione davanti al Parlamento Europeo, Draghi si è detto preoccupato che “il processo decisionale del SRM sia eccessivamente complicato e le procedure di finanziamento possano non essere adeguate“ e quindi ha invitato il Parlamento europeo e il Consiglio “a costituire rapidamente un SRM robusto, per il quale sono necessari tre elementi: un sistema unico, un’autorità unica e un fondo unico”. Nessuna comunicazione di rilievo sul fronte della politica monetaria.

La lettura preliminare del PMI manifatturiero area euro di dicembre migliora più delle attese a 52,7 da 51,6 di novembre. Continua ad ampliarsi il divario tra Germania (a 54,1 da 52,7) e Francia (47,1 da 48,4). Il PMI servizi dell’Eurozona invece cala a sorpresa a 51,0 da 51,2, confermando la maggior debolezza rispetto al comparto manifatturiero con Germania (a 54,0 da 55,7) e Francia (47,4 da 48,0) entrambe in diminuzione. Infine, il PMI composito nella prima lettura di dicembre mostra un miglioramento a 52,1 da 51,7 salendo così ai massimi da giugno 2011. Il livello dei PMI è coerente con una ripresa moderata dell’economia dell’Eurozona.

Italia. I dati di ottobre relativi al commercio estero mostrano una flessione per entrambi i flussi commerciali, dopo l’incremento registrato nei mesi precedenti. Le esportazioni sono calate di -0,5% m/m a causa della flessione nei Paesi UE (-1,5% m/m) che ha più che bilanciato l’aumento verso i Paesi extra-UE (+0,8% m/m). Più marcato il calo delle importazioni (il primo dopo quattro mesi di aumento), di -2,6% m/m, anche in questo caso determinato principalmente dal calo degli acquisti dai Paesi UE (-3,6% m/m), più pronunciato di quello dai Paesi extra-UE (-1,3% m/m). L’avanzo commerciale (grezzo) è stato pari nel mese di ottobre a 4,1 mld e nei primi 10 mesi dell’anno a 23,7 mld (69,7 mld al netto dell’energia): +9,5 mld verso i Paesi UE e +14,2 mld verso i Paesi extra-UE.

Spagna. Si è conclusa la quinta ed ultima review del programma di assistenza alle banche spagnole. Lo statement positivo dell’Eurogruppo dello scorso 14 novembre è stato confermato ed il programma si concluderà formalmente il prossimo 23 gennaio senza condizioni aggiuntive ed in pieno rispetto del Memorandum di intenti.

Stati Uniti

L’approvazione dell’accordo sul budget raggiunto la settimana scorsa è in dirittura di arrivo in Senato. Lunedì ci sono state dichiarazioni di voto favorevole da parte di almeno 4 senatori repubblicani. Per evitare l’ostruzionismo, sono necessari 60 voti, e i democratici dispongono di 55. Prevediamo che l’accordo sia approvato prima della chiusura dei lavori del Senato questa settimana.

L’indice Empire della NY Fed a dicembre risale modestamente a 0,98 (consenso: 5) da -2,21 di novembre, segnalando attività stabile nel mese. Lo spaccato dell’indagine mostra correzioni diffuse a gran parte delle componenti, a parte il dato positivo delle consegne. Gli ordini restano in territorio negativo a -3,54 da -5,53 (da luglio in poi la componente ordini era sempre stata positiva), gli occupati restano a 0, la settimana lavorativa cala ancora a -10,8 da -5,3. Le consegne aumentano a 7,7 da -0,5 di novembre. Per quanto riguarda le aspettative a 6 mesi, l’indagine rimane favorevole: l’indice di attività è poco variato a 35,7 da 37,5; quasi tutte le altre componenti restano positive, anche se in modesto calo rispetto a novembre: a 26,7 da 40,3, occupati a 9,6 da 22,4, consegne a 32 da 38. Un elemento rilevante è l’aumento della componente prezzi ricevuti, sia coincidente sia attesa, che indica una riduzione del trend disinflazionistico. Recentemente le indagini regionali sono state molto volatili e non hanno rappresentato in modo efficiente l’andamento del settore manifatturiero a livello nazionale, pertanto occorre valutare con cautela le indicazioni non particolarmente positive dell’Empire nell’autunno, considerando anche i probabili effetti negativi della crisi fiscale sulle imprese del Nord-Est.

La produzione industriale a novembre aumenta di 1,1% m/m, con una variazione solida per il settore manifatturiero (+0,6% m/m). Il settore auto conferma il forte ritmo di espansione, con un incremento dell’output di +3,4% m/m. Al netto delle auto, il manifatturiero si espande di +0,5% m/m. Al rialzo complessivo della produzione industriale contribuiscono le ampie variazioni di utility (+3,9% m/m) ed estrattivo (+1,7% m/m), che seguono le contrazioni del mese di ottobre. L’utilizzo della capacità produttiva sale a 79% (da 78,2%), e nel manifatturiero a 76,8% (da 76,4%). I dati danno segnali positivi per la prevista accelerazione della domanda finale privata nel 4° trimestre. 

La produttività del lavoro nel 3° trimestre aumenta di 3% t/t ann. dopo +1,9% t/t della stima advance. La variazione tendenziale rimane molto contenuta a solo +0,3% a/a. Il costo del lavoro per unità di prodotto cala di -1,4% t/t, su base tendenziale la variazione è di 2,1% a/a.   

La stima flash del PMI manifatturiero Markit di dicembre cala a 54,4 da 54,7 di novembre, segnalando espansione dell’attività anche a dicembre, su ritmi poco variati rispetto a quelli di novembre.


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