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Flash: Area euro. La seconda stima dovrebbe mostrare il PMI composito

– Area euro. La seconda stima dovrebbe mostrare il PMI composito in calo a luglio a 54,3 da un precedente 54,9 l’indice rimane leggermente più elevato….

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– Area euro. La seconda stima dovrebbe mostrare il PMI composito in calo a luglio a 54,3 da un precedente 54,9 l’indice rimane leggermente più elevato che a maggio scorso (54,1) ed in ogni caso è su di un livello coerente con un’espansione ancora solida dell’economia area euro. Il PMI servizi dovrebbe essere confermato in calo a 54,4 da 55,2, su scia del peggioramento dell’indice francese a 55,3 da 55,9, mentre l’indice per la Germania dovrebbe essere circa stabile a 54,4 da 54,5, come da stima preliminare.

– Italia. La produzione industriale è attesa ancora in crescita a giugno, stimiamo di 0,5% m/m dopo lo 0,7% di maggio. Il contributo dell’energia dovrebbe risultare circa nullo. L’aumento non è sufficiente a determinare una crescita nel trimestre primaverile, ma crea un effetto statistico positivo sul trimestre estivo. Su base annua, l’output riaccelererebbe moderatamente a 2,4% da 2,1% (sarebbe il 23° mese consecutivo di crescita). Le indagini segnalano che l’industria resta in espansione, sia pure su ritmi meno vivaci che nel 2017.

– Stati Uniti. L’ employment report di luglio dovrebbe dare conferma del continuo miglioramento del mercato del lavoro. Gli occupati non agricoli sono previsti in rialzo di 195 mila, dopo +213 mila di giugno. I nuovi sussidi di disoccupazione nella settimana di rilevazione del rapporto sono scesi sui minimi da metà 1969 e segnalano continua, forte crescita della domanda di lavoro; tuttavia le indagini, il Beige Book e i dati sui flussi mensili indicano freni alle assunzioni dal lato dell’offerta che potrebbero impedire una crescita occupazionale sui livelli della media recente (215 mila nei primi 6 mesi dell’anno). Gli occupati dovrebbero essere in rialzo diffuso a tutti i settori, con un possibile rallentamento nel manifatturiero che aveva segnato +39 mila a giugno e una modesta ripresa nel commercio al dettaglio (-22 mila a giugno). La forza lavoro dovrebbe essere poco variata, dopo il forte aumento di giugno (+603 mila), con una limatura del tasso di partecipazione a 62,8% da 62,9% di giugno. La stabilizzazione della partecipazione, dovuta al rientro nella forza lavoro della coorte 25-54 anni, è stata determinante per rallentare il trend verso il basso delle misure di disoccupazione. Il tasso di disoccupazione è previsto in calo a 3,9%, da 4% di giugno. I salari orari sono attesi in rialzo di 0,3% m/m, dopo +0,2% m/m di giugno. La dinamica salariale rimane solo modestamente positiva, nonostante l’evidente eccesso di domanda. Alcuni fattori probabilmente stanno contribuendo a frenare la crescita dei salari: l’uscita degli occupati della coorte dei baby boomer con salari elevati, sostituiti da lavoratori giovani con salari più bassi; la persistente bassa crescita della produttività e la concorrenza internazionale. Pertanto, continuiamo a prevedere un’accelerazione contenuta dei salari orari, anche se la forte dinamica occupazionale mantiene solida l’espansione del reddito da lavoro. Il rapporto di luglio non dovrebbe modificare il quadro di domanda forte, offerta positiva ma più limitata e di salari reali in aumento moderato. Le informazioni sono in linea con la prosecuzione del sentiero di rialzi dei tassi graduali previsto dal FOMC.

– L’ISM non manifatturiero a luglio è previsto in modesta flessione, a 58,5 da 59,1 di giugno. Le indagini regionali del settore non manifatturiero a luglio (NY Fed e Philly Fed) hanno registrato modeste correzioni, pur restando in territorio espansivo e il Beige Book riporta prospettive moderatamente positive. L’indagine della NY Fed riporta aspettative positive per la crescita del fatturato delle imprese non manifatturiere sia per il secondo semestre 2018, sia per il prossimo anno.  

Ieri sui mercati

La Bank of England ha alzato il bank rate di 25pb a 0,75%, come largamente scontato dai mercati. Il comunicato prospetta che ulteriori rialzi saranno necessari in futuro per mantenere l’inflazione al 2%. Secondo il governatore Carney, il rischio Brexit non sarebbe un motivo per tenere i tassi fermi, in quanto in diversi scenari i tassi dovrebbero essere anche più alti che nello scenario base. Tuttavia, pochi si attendono che i tassi ufficiali siano alzati ancora prima di fine anno.

Negli Stati Uniti, le nuove richieste di sussidio sono state quasi invariate rispetto a una settimana fa. In rialzo gli ordinativi industriali.

In Cina, il PMI dei servizi rilevato da Caixin Markit è sceso di poco più di un punto a luglio portandosi a 52,8, poco al di sotto dei livelli di aprile e maggio. Il calo ha riguardato tutte le componenti e in particolare quella delle aspettative, che è scesa a 55,2 da 58,9 in giugno arrivando vicino ai minimi di ottobre 2015. Il calo delle aspettative nel settore dei servizi ha riguardato anche l’indice PMI rilevato dal NBS, anche se è stato molto più contenuto. La componente delle aspettative, che era stata sempre al di sopra di 60 negli ultimi 13 mesi, è scesa infatti da 60,3 in giugno a 59.5 in luglio. La rilevazione di luglio dei PMI ha registrato il primo calo nel settore dei servizi da febbraio, indicando che il rallentamento dell’economia sta cominciando a farsi sentire anche in questo comparto la cui performance è stata finora positiva e migliore di quella del manifatturiero.  

Fonte: BONDWorld.it

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