BondWorld.it
Image default

Flash: – Area euro. Previsto aumento prezzi consumo

– Area euro. La stima finale dovrebbe confermare un aumento dei prezzi al consumo di 0,25 m/m ad agosto. Anche i prezzi interni sono saliti di 0,2% m/m…..

Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.

L’inflazione complessiva è tornata indietro di un decimo al 2,0%, l’inflazione core , al netto di energia e alimentari freschi, si è assestata all’1,2% da un precedente 1,3%.

Sulla misura al netto di energia, alimentari e tabacchi, l’inflazione è calata all’1,0% da un precedente 1,1%.

Nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe rimanere sui livelli recenti, per poi salire verso l’1,5% nei primi mesi del 2019, in parte su di un effetto base positivo.

– Stati Uniti. L’indice Empire della NY Fed a settembre è previsto a 23 da 25,6 di agosto, quando l’indagine aveva toccato il massimo da inizio anno e mostrato diffusi rialzi delle principali componenti di attività.

A settembre, l’indice dovrebbe ritracciare modestamente, mantenendo indicazioni espansive per il settore.

I market mover della settimana

Nella zona euro, il focus sarà sui PMI di settembre.

L’indice ZEW sulle attese sia per la Germania che per l’Eurozona è aumentato e fa sperare in una stabilizzazione o in un lieve miglioramento del PMI composito dal 54,5 di agosto.

L’indice per i servizi è visto a 54,5 da 54,4 mentre l’indice per il manifatturiero potrebbe cedere un paio di decimi a 54,4.

La seconda stima dovrebbe confermare l’inflazione Eurozona in calo di un decimo ad agosto al 2,0% e la dinamica sottostante in rallentamento all’1,2% da un precedente 1,3%.

In Italia, i conti nazionali del 2017 forniranno la base di partenza per le stime di finanza pubblica che verranno inserite nella Nota di Aggiornamento al DEF attesa entro il 27 settembre.

Da segnalare anche il consiglio europeo del 19-20 settembre, che si occuperà di Brexit, oltre che di immigrazione e sicurezza.

I dati in uscita la prossima settimana negli Stati Uniti riguardano l’attività nel settore immobiliare residenziale ad agosto e nel settore manifatturiero a settembre.

Le prime indagini di settembre dovrebbero dare indicazioni positive per il settore manifatturiero.

Ad agosto, i nuovi cantieri residenziali dovrebbero risalire, restando però su un trend negativo, e le vendite di case esistenti sono previste in calo.

L’edilizia residenziale è in fase di correzione e dovrebbe contribuire negativamente alla crescita complessiva anche nel 3° trimestre.

Venerdì sui mercati

Italia. La seconda stima dell’inflazione di agosto ha visto una revisione al ribasso di un decimo per le variazioni sia congiunturali che tendenziali dei prezzi, sia secondo l’indice NIC che l’armonizzato Ue.

I prezzi sono saliti di quattro decimi nel mese sull’indice nazionale, per un’inflazione annua in aumento di un decimo a 1,6%.

Sulla misura armonizzata, i listini sono calati di due decimi, per una tendenza annua sempre a 1,6% ma in questo caso in calo da 1,9% di luglio.

Sull’indice nazionale, i maggiori rincari sono confermati per trasporti (+2,3% m/m) e spese per il tempo libero (+0,9% m/m).

La revisione al ribasso è dovuta soprattutto agli alimentari (stabili dopo una prima stima a +0,2% m/m), oltre che a bevande alcoliche e tabacchi e mobili e articoli per la casa.

Anche l’inflazione di fondo è stata rivista al ribasso di un decimo a 0,8% a/a (comunque in aumento dallo 0,7% di luglio).

Permane ma si attenua la tendenza al rialzo dei prezzi sui beni a più alta frequenza di acquisto, nonché sul cosiddetto “carrello della spesa”.

In prospettiva, vediamo il CPI in salita ancora di qualche decimo da qui a fine anno.

È possibile che si superi di uno-due decimi la soglia del 2%, sull’effetto statistico dall’energia.

Seguirà poi una moderazione nel corso del 2019.

Stati Uniti. Trump ha detto che verranno annunciati nei primi giorni della settimana dazi su altri 200 mld di importazioni dalla Cina, con l’intenzione di renderli operativi entro poche settimane.

Al momento, sembra che il livello dei dazi sarà fissato al 10%, anche sulla scia delle preoccupazioni delle imprese, ma non si esclude che il presidente cambi opinione, e li porti al 25% in un secondo tempo.

La lista dettagliata dei beni su cui verranno imposti i nuovi dazi verrà pubblicata a breve, ma sarà basata sull’elenco già diffuso un paio di mesi fa e colpirà prevalentemente beni di consumo, fra cui pesce, carne, prodotti per la cura della persona, detersivi, abbigliamento, arredamento, pneumatici, oltre a prodotti chimici e varie altre tipologie di beni intermedi (v. https://ustr.gov/sites/default/files/301/2018-0026%20China%20FRN%20710-2018_0.pdf).

Il nuovo round di dazi mostra la profonda spaccatura all’interno dell’amministrazione sulla politica commerciale e mette a rischio l’incontro fra il segretario del Tesoro Mnuchin e la delegazione cinese guidata dal vice-premier Liu He, che sembra fosse fissato a Washington per il 27-28 settembre.

Secondo fonti di stampa, la Cina cancellerà l’incontro se i dazi saranno operativi prima di fine settembre e potrebbe comunque rinviarlo anche in base al solo annuncio. Il governo cinese è dubbioso sull’opportunità di negoziare con Mnuchin, che sembra non avere il pieno mandato dal presidente.

Una settimana fa, Trump aveva anche minacciato di imporre dazi su altri 267 mld di dollari di importazioni dalla Cina, esaurendo così il totale delle importazioni del 2017.

La strategia del presidente è quella di aumentare il più possibile i dazi nell’attuale fase di debolezza dell’economia cinese, per avere maggiore potere contrattuale nei negoziati.

La Cina ha difficoltà a rispondere con altri dazi alle nuove misure americane, avendo importazioni dagli USA pari a meno della metà delle esportazioni verso gli Stati Uniti e potrebbe invece considerare vincoli alle esportazioni di beni intermedi cruciali per la produzione manifatturiera americana.

Stati Uniti. Sul fronte politico, si profila una battuta d’arresto nel processo di conferma di Kavanaugh come giudice della Corte Suprema. D. Feinstein, rappresentante democratica alla Camera e un articolo del Washington Post hanno fatto emergere un’accusa di comportamento illecito di Kavanaugh, che lui ha per ora negato.

Tuttavia, Flake, senatore repubblicano che fa parte della Commissione giustizia, ha detto che non voterà a favore della nomina fino a quando non si sarà sentita la versione della vittima presunta, bloccando così l’invio della nomina al voto in aula.

Un paio di altri senatori repubblicani riservano ora il loro voto su Kavanaugh. Trump e i repubblicani intendevano accelerare la nomina per avere un risultato pre-elettorale, e per non correre rischi in caso di perdita della maggioranza in Senato.

Stati Uniti. Kaplan (Dallas Fed) ha detto che gli obiettivi di pieno impiego e stabilità dei prezzi sono raggiunti e la Fed dovrebbe alzare i tassi fino a raggiungere la neutralità, che a suo avviso richiederebbe tassi fra 2,5 e 2,75%. Evans (Chicago Fed) ha affermato che l’economia sta crescendo a pieno ritmo, intorno al 3%, ma rallenterà nel 2019-20, verso tassi di crescita vicini al 2%.

Secondo Evans sarà opportuno probabilmente alzare i tassi gradualmente, portandoli in territorio modestamente restrittivo.

Stati Uniti. I prezzi all’import ad agosto sorprendono verso il basso, con un calo di -0,6% m/m, e una revisione verso il basso di un decimo a luglio a -0,1% m/m.

Al netto del petrolio, i prezzi correggono di -0,2% m/m. La contrazione dei prezzi è diffusa a gran parte delle tipologie di beni e a tutti i paesi di origine, ed è particolarmente marcata per i beni canadesi.

In parte la debolezza dei prezzi riflette l’apprezzamento del dollaro, mentre non è ancora contrastata dagli effetti dei nuovi dazi.

Stati Uniti. Anche le vendite al dettaglio ad agosto risultano più deboli delle attese, con una variazione di 0,1% m/m (consenso: +0,4% m/m), ma il dato di luglio è rivisto verso l’alto a +0,7% m/m, da +0,5% m/m.

Al netto delle auto, le vendite sono in rialzo di 0,3% m/m, dopo +0,9% m/m (rivisto da +0,6% m/m).

L’aggregato “control” (al netto di benzina, alimentari, auto e materiali da costruzione), che entra direttamente nella definizione dei consumi, aumenta di 0,1% m/m ad agosto, dopo +0,8% m/m (rivisto da 0,5% m/m).

Pertanto, con le revisioni di luglio, le vendite sul bimestre restano solide e in linea con la previsione di una dinamica forte dei consumi in estate.

I capitoli che hanno contribuito maggiormente alla debolezza complessiva delle vendite totali sono: auto (-0,8% m/m, terza contrazione consecutiva), arredamento (-0,3% m/m, in linea con l’attività in calo nel settore immobiliare residenziale), abbigliamento (-1,7% m/m, in gran parte a causa della correzione dei prezzi vista con il CPI).

Le principali voci positive sono la benzina (+1,7% m/m), la sanità (+0,5% m/m) e le vendite online (+0,7% m/m).

I dati quindi confermano la forza dei consumi che, dopo una crescita di 3,8% t/t ann. in primavera, potrebbero registrare una variazione vicina a 3,5% t/t ann. in estate.

Stati Uniti. La produzione industriale ad agosto aumenta di 0,4% m/m, come a luglio (dato rivisto al rialzo di 3 decimi da +0,1% m/m).

Il manifatturiero registra un’espansione di 0,2% m/m, dopo +0,3% m/m a luglio, grazie al rimbalzo del settore auto (+4% m/m) e dei macchinari (+1,1% m/m); al netto delle auto, l’output nel manifatturiero è invariato.

Le utility registrano un rialzo di 1,2% m/m e l’estrattivo mantiene il trend positivo, ininterrotto da febbraio, con un aumento di 0,7% m/m.

L’output cresce per tutte le tipologie di beni (beni di consumo, +0,3% m/m, macchinari e impianti +1,2% m/, materie prime, +0,5% m/m).

I dati supportano le previsioni di crescita solida del PIL nel 3° trimestre, vicina al 3% t/t ann.

Stati Uniti. La fiducia dei consumatori rilevata dall’Univ. of Michigan a settembre (prel.) sale a 100,8, da 96,2 di agosto, sulla scia di solidi rialzi della componente coincidente (a 116,1 da 110,3) e di quella aspettative (a 91,1 da 87,1).

Il trend positivo della fiducia prosegue, spinto soprattutto dalle condizioni eccellenti del mercato del lavoro, e dà indicazioni forti per il sentiero dei consumi nel 2° semestre.

Le aspettative di inflazione sono in calo sia sull’orizzonte a 12 mesi (a 2,8% da 3%) sia su quello a 5-10 anni (a 2,4% da 2,6%).

Anche se le aspettative a 12 mesi sono state in rialzo per gran parte del 2018, spinte dalla benzina, quelle a 5-10 anni restano all’interno di un intervallo ristretto, fra 2,4% e 2,6%, da inizio 2017 e danno informazioni rassicuranti alla Fed per il proseguimento del sentiero di rialzi graduali.

Fonte: BONDWorld.it

Articoli Simili

Intesa SanPaolo Flash: – Italia. La produzione industriale è attesa correggere

Falco64

Intesa SanPaolo Flash: – Francia. La produzione industriale è attesa in correzione a settembre

Falco64

Intesa SanPaolo Flash: – Germania. La produzione industriale è avanzata meno della nostra previsione.

1admin