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Flash: Area Euro:La fiducia delle imprese potrebbe aumentare

BUSSOLA 4

Da seguire: Area Euro:– A ottobre, l’indice di fiducia economica della Commissione Europea potrebbe salire ancora a 103,5 da 103,2 di settembre. La fiducia dei consumatori è rimasta ferma per il terzo mese consecutivo …


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a ottobre, a quota -11. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ancora nel settore manifatturiero, a 0 da -2 precedente, mentre potrebbe peggiorare nei servizi, a 7 da 8 precedente. In sintesi, il livello dell’indicatore è superiore alla media storica calcolata dal 1985 (100,7) e coerente con un proseguimento del trend di crescita per l’area euro.

Ieri sui mercati

La BoJ ha annunciato gran parte dei dettagli operativi del proprio programma di stimolo quantitativo, includendo fra i titoli da acquistare corporate  bonds con rating fino a BBB e carta commerciale con rating fino ad a-2. La banca centrale ha anche anticipato la data della prossima riunione al 4-5 novembre, dal 15-16 novembre, forse per essere pronta a reagire agli effetti dell’atteso annuncio del programma di stimolo della Fed. I mercati sono concentrati sulla discussione del Consiglio Europeo che si apre oggi e si concluderà domani. L’agenda include la discussione del rapporto della Task Force sulla governance economica e il pacchetto di supervisione finanziaria. La Germania porterà al centro della discussione la revisione dei trattati per rendere più stringenti le modifiche al patto di stabilità. In base all’accordo informale siglato da Francia e Germania la scorsa settimana, i due paesi aprirebbero a riforme dei trattati in modo da istituire un fondo permanente per il sostegno di paesi in difficoltà e da permettere la sospensione del diritto di voto dei paesi inadempienti in termini di politica fiscale. 

L’incertezza sulla dimensione dell’intervento della Fed in termini di acquisto di titoli ha determinato chiusure negative per i mercati azionari in Europa, USA e Giappone, un rialzo del dollaro e dei rendimenti governativi, nonostante dati macroeconomici americani generalmente deboli. Rialzo dei rendimenti a 10 anni di 4 pb su Bund (a 2,56%) e T-note ( a 2,68%).

Area Euro

Italia. La fiducia delle imprese secondo l’indagine ISAE è rimbalzata a 99,8 a ottobre dopo l’inatteso calo del mese precedente. Proseguendo nel trend ascendente iniziato 19 mesi fa, l’indice raggiunge un nuovo massimo dal maggio 2008. Pur restando in territorio negativo, è migliorata la valutazione sugli ordini (a -22 da -26), in virtù di una crescita più delle commesse estere (a -23 da -27) che di quelle domestiche (a -26 da -28). Un segnale incoraggiante proviene anche dal miglioramento delle aspettative di produzione (a 9 da 8). Le imprese segnalano un ulteriore aumento dei prezzi di vendita, a 9 da 7. Infine, le scorte si riavvicinano a livelli “normali” (-1 da -2). In sintesi, il dato (superiore alle attese di consenso) segnala il proseguimento della ripresa dell’attività economica nell’industria: almeno per il momento non è in vista alcuna ricaduta recessiva.

A settembre, il tasso di crescita annua di M3 ha rallentato all’1% a/a dopo che ad agosto aveva toccato un massimo dal settembre 2009 a 1,1% a/a. La media mobile a tre mesi è salita a 0,8% da 0,5% a/a. La crescita di M1 ha rallentato per il quinto mese consecutivo a 5,9% da 7,7% a/a, segnalando il minor stimolo dalla politica monetaria. Tra le controparti di M3 i prestiti al settore privato sono rimasti fermi all’1,2% a/a: i prestiti alle famiglie sono cresciuti su base annua del 2,8% a/a (ad agosto: +2,9% a/a) mentre i prestiti alle imprese sono ancora in territorio negativo a -0,6% a/a (da -1,1 % a/a). In particolare, tra i prestiti alle famiglie, il credito al consumo si è contratto di -0,9% a/a da -0,4% a/a, i mutui immobiliari sono rimasti fermi a +3,4% a/a mentre la componente residuale “altri prestiti” è cresciuta al 3% da 2,9%. Il dato mostra che prosegue, sia pure assai lentamente, la ripresa del credito nell’eurozona.

Germania. A ottobre, in base ai dati preliminari dai Lander, i prezzi al consumo sono cresciuti di +0,1% m/m sia sulla misura nazionale che sull’armonizzato (dopo il calo dei prezzi registrato il mese precedente). Su entrambe le misure, l’inflazione annua è rimasta ferma a 1,3% a/a. Il dettaglio dei singoli stati mostra una crescita sul mese dei prezzi dell’energia e un calo dei prezzi per alimentari freschi: nel complesso, energia e dinamica core dovrebbero essere rimaste circa ferme a 4,5% e 0,7% a/a rispettivamente. Già dai prossimi mesi, l’inflazione tedesca potrebbe tornare a calare, sino a un minimo a 0,7% a/a a dicembre.

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli aumentano di 3,3% m/m a settembre, e il dato per agosto è rivisto verso l’alto a -1% m/m da -1,3% m/m. I dati sono sostenuti essenzialmente da aerei e difesa. Al netto dei trasporti, gli ordini calano di -0,8% m/m, dopo +1,9% m/m (rivisto da 2% m/m). Gli ordini per beni capitali al netto della difesa aumentano di +8,6% m/m, ma al netto anche dell’aeronautica civile calano di 0,6% m/m; la media a 3 mesi rimane positiva a +5,5% m/m, ma in rallentamento dai picchi di maggio–giugno (+31% m/m). Le consegne di beni capitali al netto della difesa sono in calo di 0,7% m/m, al netto anche degli aerei aumentano di 0,4% m/m (media a 3 mesi ann., a 9%). In aumento di 5,7% m/m le consegne per beni della difesa, dopo mesi di contrazioni (-16,3% a/a). Le scorte sono in aumento di 0,5% m/m dopo 0,6% m/m ad agosto. Gli ordini inevasi accelerano a +1% m/m, dopo tre mesi circa a zero; gli ordini inevasi per beni capitali al netto della difesa aumentano di 1,5% m/m. Il rapporto scorte/fatturato sale a 1,59 da 1,58 di agosto

Le vendite di case nuove aumentano a settembre a 307 mila (+6,6% m/m) da 288 mila di agosto (+1,1% m/m). Le vendite mostrano un modestissimo trend verso l’alto dal minimo storico di 282 mila toccato a maggio 2010.

Giappone

La riunione della Banca del Giappone si è conclusa con un annuncio dei dettagli operativi del nuovo programma di stimolo quantitativo (e l’inclusione fra i titoli da acquistare di corporate bonds con rating inferiore), una modifica della data della prossima riunione (spostata al 4-5 novembre dal 15-16 novembre), e un segnale di preoccupazione riguardo agli effetti dell’apprezzamento dello yen.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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