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Flash: Aumenta il nervosismo per la brutta piega che hanno preso le discussioni sul budget irlandese.

Da seguire: – Oggi iniziano i lavori del G20. L’Unione Europea ha preannunciato che non appoggerà target numerici per i saldi di partite correnti, pur condividendo il principio generale che i membri del G20 non ….


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devono perseguire la crescita a discapito degli altri; i cambi dovrebbero riflettere i fondamentali. Opposizione a limiti per i saldi di parte corrente è arrivata anche da Russia e Cina. L’India ha indicato che la bozza di comunicato per ora è il “minimo comune denominatore” delle varie proposte, e non contiene né numeri, né grosse sorprese. Il ministro delle finanze francese vorrebbe discutere sia dello stimolo quantitativo americano, sia della politica valutaria cinese. Obama ha affermato che nel contenimento del debito e del deficit l’amministrazione privilegia la strategia della crescita.

Area Euro

– Spagna. La stima preliminare sul PIL nel 3° trimestre potrebbe mostrare una lieve contrazione dopo due trimestri sostanzialmente stagnanti (+0,2% t/t nel 2° trimestre e +0,1% t/t nel 1° trimestre). La crescita annua tornerebbe in territorio lievemente positivo per la prima volta da due anni, a +0,1% da -0,1% a/a.

Ieri sui mercati

Aumenta il nervosismo per la brutta piega che hanno preso le discussioni sul budget irlandese. Il gotha politico europeo non risparmia esortazioni ad appoggiare le misure di austerità, ma si trova di fronte un quadro politico ormai poco ricettivo; UE e FMI si affannano a smentire richieste di aiuto finanziario da parte dell’Irlanda (che peraltro sarebbe strano, in questa fase della crisi e con le prossime emissioni previste a gennaio). Per la prima volta da maggio, ieri il mercato è tornato a incorporare nei premi al rischio uno scenario di ristrutturazione del debito irlandese: il premio al rischio sul biennale è balzato a 659pb, 9pb sopra quello del titolo decennale. Le tensioni sono tracimate anche ieri sugli altri emittenti: spread Btp-bund a 160pb. L’asta BOT ha attratto domanda per 11,5 miliardi di euro, consentendo al Tesoro di allocare tutti i 5,5 miliardi previsti a un tasso lordo di 1,778%, 23pb sopra l’Euribor annuale. In Portogallo, assegnati 0,56 miliardi dello OT 4,2% 10/2016 e 0,69 miliardi dello OT 4,8% 06/2020, con rendimenti rispettivamente di 6,156% e 6,806%; circa il 70% è stato assorbito da investitori esteri.

Eonia a 0,805%, con Euribor 3 mesi in marginale flessione a 1,048%. Fluttuazioni dell’euro sul dollaro contenute, con valori di fine giornata appena sotto 1,38. Lo yen ha toccato un massimo di 82,79, ma attualmente viene scambiato poco sopra 82. Petrolio in rialzo, nonostante il rafforzamento del dollaro avvenuto negli ultimi giorni.

Area Euro

Gonzàlez-Pàramo, membro del comitato esecutivo BCE, ha dichiarato in un’intervista al periodico Expansion che la BCE potrebbe decidere di alzare i tassi ufficiali prima di avere interamente rimosso le misure straordinarie sulla liquidità. Tuttavia, al momento non ci sono pressioni inflazionistiche e perciò i tassi rimangono appropriati.

Francia. A ottobre i prezzi al consumo sono aumentati di 0,1% m/m e l’inflazione è stabile a 1,8% a/a. L’aumento è dovuto principalmente ai rincari dei prezzi energetici. L’inflazione core è rimasta ferma a 0,8% a/a. Per i prossimi mesi ci aspettiamo un graduale calo dell’inflazione headline sulla misura nazionale, fino a toccare l’1,2% a/a nella primavera del 2011.

Francia. La produzione industriale è aumentata di appena 0,1% m/m in settembre; è il secondo mese di sostanziale stagnazione. In calo la produzione manifatturiera (-0,1% m/m). La produzione industriale su base annua accelera comunque a 5,1% da 4,1% a/a (il picco era stato toccato all’8,5% a/a a maggio). Da notare il -0,6% m/m dell’auto, dopo due mesi di forte incremento (2,2% ad agosto e 4,7% m/m a luglio).

Italia. La produzione industriale è calata ben oltre le attese a settembre, di -2,1% m/m (la flessione mensile più accentuata da un anno e mezzo). Peraltro, si tratta di un rientro dopo il balzo di agosto (+1,6% m/m). Su base annua, la produzione rallenta a 4,1% (sia grezzo che corretto per i giorni lavorativi). In sintesi, la flessione non è a nostro avviso drammatica in quanto rientra nella volatilità mensile tipica dei dati di agosto/settembre. Una moderazione del trend di crescita annua era “fisiologica” dopo i recenti massimi e, probabilmente, tale trend si accentuerà nei prossimi mesi. Tuttavia, stante un contesto internazionale favorevole e il permanere di un “gap produttivo” da colmare, la produzione industriale manterrà tassi di crescita positivi e non è in vista nel breve termine un’inversione del ciclo nell’industria.

Irlanda. Due deputati indipendenti che sostengono la maggioranza hanno dichiarato che non voteranno la manovra 2011 se conterrà tagli alle pensioni. Il ministro della sicurezza sociale aveva segnalato che le rendite pensionistiche alte sarebbero state interessate dalle misure di austerità.

Stati Uniti

La bilancia commerciale di settembre registra un deficit in chiusura a 44 miliardi di dollari da 46,5 miliardi di agosto (rivisto da 46,3 miliardi): la riduzione deriva essenzialmente da un calo delle importazioni, che non è da attribuire al petrolio. Al netto del petrolio, il deficit si riduce a 22,4 miliardi da 24,5 miliardi. Su base trimestrale, il deficit reale si riduce di circa 6 miliardi di dollari nel 3° trimestre. Questi dati fanno prevedere un rallentamento dell’accumulo di scorte: il maggiore contributo alla crescita atteso dal canale estero dovrebbe essere controbilanciato da un calo del contributo delle scorte.

I prezzi all’import aumentano di 0,9% m/m a ottobre, dopo -0,1% m/m a settembre (rivisto da -0,3% m/m). Al netto del petrolio, i prezzi aumentano di 0,4% m/m. Il petrolio registra un aumento di 3,3% m/m, gli alimentari crescono di 1,1% m/m, le materie prime industriali di +2,5% m/m. I prezzi di importazioni di manufatti (sia beni capitali che beni di consumo) invece vedono prezzi stabili o in calo. In accelerazione i prezzi all’import dalla Cina (+0,4% m/m dopo due mesi di prezzi invariati). I dati non modificano il quadro generale di aumento dei prezzi degli input e stabilità dei prezzi dei beni di consumo.

I nuovi sussidi di disoccupazione, relativi alla settimana conclusa il 6 novembre, sono stati pubblicati mercoledì 10 (anziché di giovedì, come di consueto) per via della chiusura degli uffici federali l’11 novembre per Veterans’ Day. I nuovi sussidi calano a 435 mila da 459 mila della settimana precedente (rivisto da 457 mila). I sussidi sono coerenti con un graduale miglioramento del mercato del lavoro.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.

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