BondWorld.it

Flash: BCE. I dati pubblicati fino ad oggi suggeriscono che la ripresa del ciclo area euro prosegue

Area Euro Germania. Gli ordini all’industria potrebbero aumentare dello 0,8% m/m da -0,5% di dicembre. Le indagini sono coerenti con un’accelerazione del trend positivo nei prossimi mesi……


Se vuoi ricevere le principali notizie pubblicate da BONDWorld iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita. Clicca qui per iscriverti gratuitamente.


BCE. I dati pubblicati fino ad oggi suggeriscono che la ripresa del ciclo area euro prosegue, sia pure a ritmo modesto, e vanno nella direzione di tassi BCE invariati anche se continuiamo ad assegnare ad un taglio del refi, ma non del tasso sui depositi, una probabilità vicina al 50%. La BCE per la prima volta renderà note le stime di crescita e inflazione due anni in avanti. Si tratta di una novità rilevante che potrebbe avere un effetto sui tassi di mercato più potente di una limatura del refi. Con stime di inflazione 2016 molto probabilmente intorno all’1,5%, la BCE segnalerà che i tassi rimarranno sui livelli pari o inferiori agli attuali fino a inizio 2016, e quindi più a lungo di Fed e BoE. È inoltre possibile che la BCE annunci la sospensione della sterilizzazione del SMP. La BCE confermerà anche di essere pronta ad utilizzare tutti gli strumenti disponibili in caso di rischio di deflazione per l’Eurozona.

Stati Uniti

La crescita della produttività nel 4° trimestre 2013 dovrebbe essere rivista verso il basso a 2,6% t/t da 3,2% t/t, per via di una crescita dell’output meno sostenuta rispetto a quanto visto nella stima preliminare. Il costo del lavoro per unità di prodotto dovrebbe essere in calo di -1% t/t (stima prel., -1,6% t/t).

La Fed pubblica i Flussi Finanziari del 4° trimestre 2013. I dati dovrebbero mostrare un ulteriore aumento della ricchezza netta delle famiglie, pur in presenza di un modesto aumento del debito: la ricchezza finanziaria e quella immobiliare dovrebbero avere segnato ampi rialzi a fine 2013.

Ieri sui mercati

I mercati sono in attesa della riunione della BCE: anche se lo scenario centrale, alla luce dei dati recenti, è di tassi fermi, la conferenza stampa e le proiezioni macro forniranno nuove informazioni rilevanti per il sentiero della politica monetaria. I dati macroeconomici europei hanno sorpreso verso l’alto, quelli americani verso il basso: le borse hanno chiuso in modesto calo sia in USA sia in Europa, con l’eccezione di Spagna (+0,8%) e Italia (+1,38%), spinte dai comparti bancari, grazie agli spread in calo.     

Il tono positivo dei dati macro pubblicati in Europa e le schiarite viste sul fronte dello scontro tra Ucraina e Russia hanno sostenuto ieri la performance dei BTP e, più in generale, dei titoli di stato periferici che intercettano importanti flussi in acquisto anche da investitori esteri. Si registrano dunque da un lato nuovi rialzi per i rendimenti dei paesi core, (+1pb in media per i Bund) e dall’altro importanti flessioni dei tassi per i periferici, con i tassi sui BTP che mettono a segno cali di 7-8pb per sul tratto breve e medio della curva, mentre il decennale (-6pb) torna a scambiare addirittura al di sotto della soglia del 3,35% avvicinandosi sempre di più al minimo storico dall’introduzione dell’euro (3,2%). Ampio restringimento anche per lo spread rispetto ai titoli tedeschi che, con un calo di circa 7pb, torna in area 175pb, su livelli visti l’ultima volta nel giugno 2011.

Area euro

Area euro. Il PMI composito è stato rivisto significativamente al rialzo a 53,3 a febbraio da una stima preliminare di 52,7, si tratta di un massimo da giugno del 2011. La revisione è spiegata da una lettura più forte dell’indice per i servizi, 52,6 rispetto alla stima preliminare di 51,7 su scia di Francia e Germania ma anche di una prima lettura più forte del previsto dell’indice PMI servizi Italia. In media nei primi due mesi di quest’anno l’indice composito si è aggirato a 53,1 dal 51,9 di fine 2013 e suggerisce quindi che la ripresa della zona euro si consolida molto gradualmente. Per i primi mesi del 2014 manteniamo una stima di crescita del PIL area euro di 0,3% t/t invariata rispetto al 4° trimestre dello scorso anno.

La stima dettagliata del PIL area euro a fine 2013 conferma una crescita di 0,3% t/t su base congiunturale dopo il +0,1% t/t dei mesi estivi. Lo spaccato rivela un contributo delle esportazioni nette di +0,4% t/t grazie all’attesa accelerazione delle esportazioni, +1,2% t/t (dopo lo stallo dei mesi estivi) e al rallentamento dell’import: +0,4% t/t, dopo +1,0% t/t. La domanda interna ha contribuito per +0,2% t/t grazie ad un recupero degli investimenti, +1,1% t/t dopo +0,6% t/t, sembra quindi che sia in atto un ciclo di sostituzione sia pure ancora cauto degli impianti esistenti. Delude in parte la dinamica dei consumi in aumento di solo 0,1% t/t. Le scorte hanno sottratto ben tre decimi alla crescita azzerando il contributo positivo del trimestre precedente. Per l’anno in corso ci aspettiamo un recupero più deciso di investimenti e consumi. In media annua il PIL dovrebbe avanzare di 1,1%.

La Commissione Europea giudica come eccessivi gli squilibri macroeconomici italiani, la Germania è promossa, in Spagna gli squilibri persistono ma non sono eccessivi. L’Italia è entrata nel braccio di sorveglianza speciale, dato l’elevato debito pubblico e la debole competitività e richiedono ormai interventi decisi per evitare che il gap di crescita con la zona euro persista. La Commissione si pronuncerà a giugno sulle azioni da adottare. Sul fronte dei conti pubblici la Commissione nota che, l’aggiustamento del bilancio strutturale nel 2014, previsto dalla legge di stabilità, appare insufficiente al raggiungimento degli obiettivi di medio termine OMT e alla riduzione dell’elevato rapporto debito / PIL. Le stime invernali della Commissione indicavano un deficit strutturale in calo di due decimi nel 2014 a 0,6% del PIL e in aumento a 0,8% nel 2015. Le nostre stime sono per una stabilizzazione del deficit strutturale nel 2014 e di lieve aumento nel 2015 a 0,9%.

Stati Uniti

La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati a febbraio registra una variazione di 139 mila posti, dopo +127 mila di gennaio (rivisto da +175 mila). I dati sono ancora deludenti, con una dinamica occupazionale inferiore a quella del 2013, per ora però ancora attribuibile al clima avverso di inizio 2014. 

L’ISM del settore non manifatturiero a febbraio cala a 51,6 da 54 di gennaio. Lo spaccato dell’indagine è misto, ma molto negativo sul fronte dell’occupazione. La componente attività cala a 54,6 (da 56,3), restando su livelli elevati; i nuovi ordini sono in aumento a 51,3 da 50,7. Il punto cruciale è però il crollo della componente occupazione a 47,5 da 56,4, minimo da marzo 2010. I dati sono un segnale di rischio per l’employment report di febbraio, in uscita venerdì 7.

Beige Book riporta ancora espansione dell’attività nella maggior parte dei distretti. In diverse aree si rileva accelerazione, ma in generale il ritmo di crescita è “da modesto a moderato”. Le imprese riportano che il clima rigido ha frenato le vendite al dettaglio e di auto e la produzione e le consegne nel settore manifatturiero in molte aree. Nelle aree più colpite da freddo e precipitazioni si riporta che l’attività persa dovrebbe essere recuperata quando l’ondata di maltempo sarà conclusa.


Certificazione degli analisti

Gli analisti finanziari che hanno predisposto la presente ricerca,  dichiarano che: Le opinioni espresse sulle società citate nel documento riflettono accuratamente l’opinione personale, indipendente, equa ed equilibrata degli analisti; Non è stato e non verrà ricevuto alcun compenso diretto o indiretto in cambio delle opinioni espresse.

Comunicazioni importanti

La presente pubblicazione è stata redatta da Intesa Sanpaolo S.p.A. Le informazioni qui contenute sono state ricavate da fonti ritenute da Intesa Sanpaolo S.p.A. affidabili, ma non sono necessariamente complete, e l’accuratezza delle stesse non può essere in alcun modo garantita. La presente pubblicazione viene a Voi fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, ed a titolo meramente indicativo, non costituendo pertanto la stessa in alcun modo una proposta di conclusione di contratto o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il documento può essere riprodotto in tutto o in parte solo citando il nome Intesa Sanpaolo S.p.A.

La presente pubblicazione non si propone di sostituire il giudizio personale dei soggetti ai quali si rivolge. Intesa Sanpaolo S.p.A. E le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato hanno la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi materiale sopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della clientela. Intesa Sanpaolo S.p.A. e le rispettive controllate e/o qualsiasi altro soggetto ad esse collegato possono occasionalmente assumere posizioni lunghe o corte nei summenzionati prodotti finanziari.

Articoli Simili

Intesa Sanpaolo: Area euro calendario dei dati ridotto

Falco64

Intesa Sanpaolo: Area euro stima flash HICP

Falco64

Intesa Sanpaolo: Area euro stima PIL senza variazioni

Falco64