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Flash: BCE. La riunione del consiglio direttivo BCE dovrebbe concludersi con la conferma dello status quo

Da seguire: Area Euro: BCE. La riunione del consiglio direttivo BCE dovrebbe concludersi con la conferma dello status quo. Il focus sarà sulle nuove stime di cresciate in particolare di inflazione a fine 2016, che pensiamo per il…

 


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momento saranno limate solo di un paio di decimi all’1,3%. La BCE potrebbe fornire indicazioni sul possibile impatto del calo del prezzo del greggio su crescita e inflazione.

Stimiamo che le misure in essere possano generare un‘espansione del bilancio BCE in due anni di 450 miliardi di euro. Se i dati si confermeranno deboli, la BCE potrebbe annunciare acquisti di titoli governativi unitamente ad acquisti di titoli corporate e sovranazionali. A tale riguardo, ci aspettiamo sia ribadito l’impegno unanime del Consiglio ad adottare altre misure in caso di necessità.

Ieri sui mercati

  • Il dollaro ha esteso i progressi su yen ed euro, scambiati rispettivamente a 119,9 e 1,2297 questa mattina, marcando nuovi massimi in termini di cambio effettivo. La forza del dollaro si esprime ad ampio raggio, coinvolgendo anche le commodity currencies e le monete dei paesi emergenti.
  • Giornata positiva per i BTP, che vedono tassi e spread in discesa. Cala la pendenza della curva sul tratto 10-30 anni.
  • L’attesa per la riunione BCE di oggi ha sostenuto anche i listini azionari europei.
  • Petrolio in rialzo oltre quota USD 70 (Brent Crude).

Area Euro

  • La seconda stima rivede il PMI composito area euro a 51,1 da un precedente 51,4. Il PMI servizi è stato rivisto al ribasso a di due decimi a 51,1, per effetto di una lettura più debole dell’indice francese (47,9 da una stima preliminare a 48,8). Il PMI composito è a 51,7 da 52,1 in Germania, è sceso in Francia a 47,9 da 48,4. In Italia la prima lettura mostra il PMI servizi in miglioramento a 51,8 da un precedente 50,8 e di riflesso il PMI composito è salito a 51,2 da un precedente 50,4.  In Spagna, il PMI composito è calato a 53,8 da 55,5 per effetto di una brusca correzione del clima nei servizi ( 52,7 da 55,9).
  • Il PMI composito suggerisce che la ripresa della zona euro a cavallo del nuovo anno è a rischio. Le indagini di fiducia suggerirebbero una revisione al ribasso di 0,3% alle stime di crescita del Pil area euro, per effetto dell’uscita più debole del previsto dall’anno in corso e della probabile stagnazione a inizio 2015. Manteniamo tuttavia una stima di crescita del PIL dell’1,0% dal momento che il calo del prezzo del greggio e  condizioni finanziarie più accomodanti dovrebbero contribuire per lo 0,3% alla crescita 2015.

Stati Uniti

  • La stima ADP dei nuovi occupati non agricoli privati cala a +208mila da 233mila di ottobre. La stima per il settore dei servizi è di +176mila posti, per l’industria +32mila, contro +187mila e +46mila della stima ADP di ottobre, rispettivamente.
  • La crescita della produttività nel 3° trimestre è rivista al rialzo a 2,3% t/t da 2% della stima advance, sulla scia di una revisione verso l’alto dell’output. Il costo del lavoro per unità di prodotto cala di -1% t/t da una stima precedente di +0,3% t/t.
  • L’ISM del settore non manifatturiero a novembre sorprende verso l’alto con un aumento a 59,3 da 57,1 di ottobre. L’indagine è omogeneamente forte: l’indice di attività sale a 64,4 da 60, gli ordini a 61,4 da 59,1, gli ordini inevasi a 55,5 da 51,5. L’occupazione corregge a 56,7 da 59,6 di ottobre. Il PMI dei servizi Markit si stabilizza su livelli elevati a novembre, a 56,2 da 56,3 di ottobre. I dati, insieme a quelli del manifatturiero, puntano a una crescita solida nel 4° trimestre, almeno intorno al 3% t/t ann.  
  • Il Beige Book, preparato per la riunione del FOMC del 17 dicembre, riporta che l’attività ha continuato a espandersi a ottobre e novembre e le imprese sono ottimiste sulle prospettive future.
  • Secondo Fisher (Dallas Fed) la frase relativa al “tempo considerevole” nel comunicato del FOMC non ha significato e andrebbe modificata. Inoltre Fisher ha indicato che sarebbe opportuno lasciare scadere gradualmente i titoli nel portafoglio della Fed, anziché proseguire con l’attuale politica di reinvestimento delle scadenze. Secondo Fisher, la Fed è più vicina al momento del rialzo dei tassi di quanto previsto dal consenso dei mercati. Fisher, che ha dissentito molto spesso sulle decisioni del FOMC, terminerà il suo mandato di presidente della Fed a marzo 2015.

Fonte: BONDWorld.it

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