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Flash: BCE. La riunione di agosto del consiglio direttivo BCE sarà interlocutoria e senza novità di rilievo

Da seguire: Area Euro: Germania. La produzione industriale è cresciuta soltanto di 0,3% m/m in giugno, per una variazione tendenziale di -0,4% a/a. Invariata la produzione manifatturiera. Il mancato recupero del calo di…


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  • maggio (-1,7% m/m), nonostante il contributo favorevole del calendario, testimonia il drastico peggioramento congiunturale in corso nel settore. Nel secondo trimestre la produzione industriale risulta in calo di -1,5% t/t rispetto al primo, che si era chiuso, invece, con un incremento di 1,1% t/t. Il più forte contributo negativo del settore industriale prospetta un andamento del PIL tedesco decisamente più debole rispetto a quanto precedentemente atteso.
  • Spagna. La produzione industriale, al netto dei fattori stagionali. dovrebbe crescere del 3,0% a/a a giugno dopo il rallentamento al 2,5% a/a del mese precedente. Sul mese, la produzione è vista in crescita di 0,8% dopo il calo di 0,7% t/t del mese precedente. Sul trimestre la produzione dovrebbe essere cresciuta dell’1,3% t/t in accelerazione rispetto ai due trimestri precedenti.
  • BCE. La riunione di agosto del consiglio direttivo BCE sarà interlocutoria e senza novità di rilievo. La retorica comunque dovrebbe mantenersi molto accomodante, e Draghi continuerà a ribadire la possibilità che siano adottate in futuro nuove misure espansive. Nell’ultimo mese, l’economia reale ha fornito indicazioni prevalentemente negative, l’andamento dei prezzi è rimasto debole e la situazione internazionale ha peggiorato il clima di fiducia; tuttavia, l’euro si è significativamente indebolito sui mercati valutari, l’indagine sul credito ha mostrato segnali di allentamento delle condizioni e il sistema finanziario si è dimostrato resiliente di fronte alle notizie negative (crisi di BES, dati economici negativi). Inoltre, la Banca centrale avrà bisogno di tempo per valutare l’effetto delle misure annunciate a giugno e dettagliate a luglio (il programma TLTRO partirà soltanto a settembre). Prima di fine anno, comunque, il quadro delle misure di stimolo potrebbe essere rafforzato da un programma di acquisto di ABS; un programma massiccio di acquisto di titoli governativi resta a nostro avviso condizionato a un’ulteriore evoluzione negativa della congiuntura economica. Da questo punto di vista, si attende dalla BCE una valutazione sulla compatibilità delle recenti tendenze congiunturali con lo scenario di consolidamento della ripresa.

Ieri sui mercati

I segnali di estensione della fase recessiva in Italia, il rallentamento della Germania e un contesto internazionale poco favorevole all’appetito per il rischio hanno spinto al rialzo i differenziali fra Italia e Germania. Il movimento, molto violento, si verificato mediante un netto calo dei tassi sulla curva Bund (oltre 7pb sulle scadenze lunghe) e il rialzo dei rendimenti sui BTP (fino a 6pb). Molto pesante anche la flessione dei corsi azionari italiani (-2,7%), decisamente più ampia rispetto a quella dell’EuroStoxx. I listini americani sono rimasti vicini alla parità.

Per quanto scioccanti, i dati non sono invece bastati all’euro per sfondare i supporti in area 1,33 dollari. Il cambio ha toccato il minimo di giornata a 1,3340, per poi rimbalzare a 1,3380.

Area euro

Italia. La produzione industriale in giugno è rimbalzata di 0,9% m/m. Una forte variazione positiva era prevista per il rientro dell’effetto negativo legato al ponte del 1° maggio, che aveva spiegato gran parte del calo del mese passato (quest’ultimo confermato a -1,2% m/m): alla fine, l’incremento è un po’ più forte del previsto, anche se non basta a riportare in positivo la variazione trimestrale: -0,4% t/t. La variazione tendenziale calcolata sul dato rettificato per i giorni lavorativi risale a +0,4% a/a dal -1,7% di maggio, mentre si ferma a 0,1% per la serie destagionalizzata. La maggioranza dei settori (11 su 15 escludendo l’energia) è in crescita rispetto a un anno fa. Il trascinamento dal secondo trimestre al terzo questa volta è positivo (+0,2%). Per luglio, però,  gli indici di fiducia e i PMI segnalano un generale indebolimento delle tendenze positive (peraltro mai tradottesi in incrementi significativi dell’indice di produzione, mediamente al di sotto delle aspettative).

Italia. Secondo la stima preliminare diffusa oggi dall’Istat, il PIL si è contratto di -0,2% t/t nel secondo trimestre 2014: il dato smentisce ancora una volta le previsioni, che rimanevano marginalmente positive, nonché le indicazioni delle indagini congiunturali. Avevamo rivisto recentemente la stima a zero sulla scia dei dati sfavorevoli di produzione industriale, ma la realtà è stata ben peggiore. Rispetto allo stesso periodo del 2013, la contrazione è di -0,3%, marginalmente meglio rispetto al -0,4% a/a del 2014.T1 (rivisto al rialzo da -0,5%). I pochi dettagli disponibili segnalano che tutti i settori (industria, servizi e agricoltura) si sono contratti. Riguardo alla scomposizione domanda interna e domanda estera, viene indicato un contributo nullo della domanda interna al lordo delle scorte, e negativo delle esportazioni nette. La variazione acquisita per il 2014 è ora di -0,3% e rende difficile anche confidare in una variazione media annua positiva per l’anno in corso. Mantenendo invariate le nostre proiezioni per il terzo e il quarto trimestre allo 0,3% t/t, la media annua risulterebbe in calo di -0,1% rispetto al 2013. Riguardo al terzo trimestre, si parte con un trascinamento positivo dalla produzione industriale (+0,2%), questa volta più coerente con le indicazioni delle indagini di fiducia (ora compatibili con una crescita di 0,2-0,3%); tuttavia, la tendenza è calante e l’incertezza molto elevata.

Stati Uniti

Stati Uniti. La bilancia commerciale a giugno registra un deficit sul mese di -41,5 mld da -44,7 mld di maggio (rivista al rialzo da -44,7 mld). Il consenso si aspettava un leggero peggioramento. Questo lascia pensare che la prossima revisione del Pil americano per il secondo trimestre potrebbe essere al rialzo, grazie a un contributo migliore della prima stima da parte delle esportazioni nette (revisione che potrebbe anche essere di due decimi al 4,2% t/t ann.). Sul mese le esportazioni sono aumentate di 0,1% m/m e le importazioni sono calate di 1,2% m/m principalmente a causa di un minor acquisto di auto ed elettronica, nonché minori importazioni di petrolio, che sono ai minimi da novembre 2010. Corretto per l’effetto dei prezzi, la bilancia commerciale passa a 48,8 mld da 52,0 mld. La dinamica della bilancia commerciale dovrebbe portare a un allargamento del deficit nella seconda metà dell’anno sia per motivi reali sia per effetto prezzo.


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