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Flash Daily Mercati

Da seguire: – Aste – offerta a breve termine in Francia (8 mld), Germania (5 mld) e Olanda (min. 3 mld)…..

Area euro

– Oggi si riunisce l’Eurogruppo, con il tema Grecia nuovamente sul tavolo. Le dichiarazioni degli ultimi giorni sembrano confermare quanto traspariva giovedì dal comunicato stampa del Consiglio Europeo, cioè che difficilmente oggi i mercati vedranno emergere un piano per gestire emergenze fiscali nell’eurozona e tanto meno misure specifiche di sostegno alla Grecia, perché l’orientamento prevalente è quello di evitare impegni incondizionati. L’accento continuerà perciò a essere posto sulla correzione fiscale. Il Financial Times riferisce oggi di pressioni per chiedere aumenti dell’IVA di 1-2% e ulteriori tagli agli stipendi pubblici “in cambio di assistenza finanziaria”, mentre la Grecia riterrebbe sufficienti le misure annunciate questo mese (l’aumento delle accise sui carburanti e alcuni tagli al costo del lavoro nel pubblico impiego) e chiederebbe di attendere la revisione di metà marzo prima di valutare l’opportunità di nuove misure. Reuters cita fonti anonime secondo le quali non vi sarebbe urgenza di discutere oggi un piano dettagliato, e che se in futuro avvenisse un evento critico sul debito greco occorrerebbe poco tempo per organizzare adeguate misure di emergenza. Ma se l’obiettivo era soltanto quello di confermare ai mercati che la zona euro avrebbe aiutato una Grecia cooperativa, si sarebbero potute guidare meglio le aspettative prima del Consiglio Europeo straordinario, invece di lasciarle in balia dei rumours e accrescere così la volatilità dei prezzi.

Giappone

– Il PIL giapponese cresce dell’1,1% t/t nel 4° trimestre 2009, con una dinamica sostenuta per tutte le componenti. La domanda domestica aumenta dello 0,6% t/t. I consumi si mantengono su un ritmo di crescita solido (+0,7% t/t dopo +0,6% del 3° trim.). Il calo degli investimenti residenziali è meno marcato che nei trimestri precedenti (-3,4% t/t dopo -7,8% in T3). Soprattutto è positiva la crescita degli investimenti fissi delle imprese, in aumento di 1% t/t, dopo ampi cali registrati nel resto del 2009. In aumento i consumi pubblici (+0,8% t/t), ma in calo gli investimenti pubblici (-1,6% t/t). Il canale estero dà un ampio contributo positivo (+0,5%) grazie al +5% t/t delle esportazioni e al +1,3% dell’import. Le scorte contribuiscono per un modesto +0,1%. Nell’insieme i dati sono positivi, grazie soprattutto alla ripresa degli investimenti, anche se l’enorme capacità inutilizzata e il mercato del lavoro debole manterranno la domanda domestica privata  debole nel 2010.

I market mover della settimana

Nell’area euro sono in calendario i primi indici di fiducia riferiti al mese di febbraio. Ci aspettiamo che l’indice ZEW tedesco e la stima flash sui PMI area euro possano mostrare un minor ottimismo circa le prospettive dell’economia. Viceversa, la fiducia delle imprese francesi dovrebbe continuare a migliorare, sia pure a un ritmo inferiore rispetto a gennaio.

La settimana è densa di dati ed eventi negli Stati Uniti. La pubblicazione dei verbali della riunione FOMC confermerà le indicazioni per l’exit strategy contenute nel testo dell’audizione di Bernanke, e potrebbe mostrare opinioni divergenti sui tempi. Le prime indagini di febbraio dovrebbero mostrare ulteriore espansione del settore manifatturiero; per la produzione industriale di gennaio prevediamo una dinamica molto sostenuta, spinta anche dal settore manifatturiero. I prezzi di gennaio (import, CPI, PPI) dovrebbero registrare un’accelerazione spinta anche dall’energia. I cantieri a gennaio dovrebbero recuperare solo in parte il calo di dicembre.

Venerdì sui mercati

Mentre diventava sempre più chiaro che l’Ecofin non avrebbe annunciato alcuna specifica misura di sostegno alla Grecia, i mercati hanno iniziato a riassorbire in parte i movimenti dei due giorni precedenti: rialzo, perciò, per il Bund future e allargamento per gli spread tra emittenti periferici e Bund; euro in ribasso sul dollaro a un nuovo minimo di 1,3504; indici azionari in lieve calo; quotazioni petrolifere in ribasso per la prima volta in quattro giorni.

Area euro

Le stime preliminari sulla crescita del PIL nel 4° trimestre hanno mostrato un quadro piuttosto differenziato per Paese. La performance migliore si è registrata come previsto in Francia, dove il PIL è salito più del previsto di 0,6% t/t (da 0,2% precedente). Anche in Olanda (0,3% t/t) e Austria (0,4% t/t) si è registrata una crescita soddisfacente. Dopo due trimestri positivi, la Germania ha avuto una crescita-zero a fine anno, in coerenza con il dato annuale comunicato in precedenza dall’ufficio statistico. Anche in Portogallo si è avuta una stagnazione dopo due trimestri positivi. Infine, dopo la Spagna (-0,1% t/t), anche l’Italia ha registrato a sorpresa una crescita negativa, di -0,2% t/t dopo il +0,6% t/t precedente. Infine, da notare l’aggravarsi della recessione in Grecia (-0,8% t/t). Nel complesso, la crescita nell’eurozona è risultata poco più che stagnante (0,1% da 0,4% t/t), il che segnala come, al di là dell’anomalo rimbalzo estivo, il trend sottostante per la crescita resti non molto lontano dallo zero.

La produzione industriale area euro è scesa in misura marcata (e inattesa) a dicembre, di -1,7% m/m, più che compensando il guadagno del mese scorso (+1,4% m/m, rivisto al rialzo). La variazione annua, pur restando negativa, è migliorata a -5% da -6,9% t/t. Al netto dell’energia (cresciuta del 2,1% t/t) la flessione mensile sarebbe stata anche più marcata (-1,9% m/m). Il calo ha riguardato in particolare beni capitali e beni intermedi mentre è aumentata la produzione di beni di consumo.

Stati Uniti

Le vendite al dettaglio a gennaio hanno registrato un aumento di 0,5% m/m (il dato di dicembre è rivisto a -0,1% m/m da -0,3% m/m); l’aggregato ex-auto aumenta dello 0,6% m/m. Al netto della benzina, le vendite aumentano di 0,5% m/m.  In forte calo i materiali da costruzione (-1,2% m/m): quindi l’aggregato delle vendite al netto di auto, benzina e materiali da costruzione aumenta a un ritmo molto sostenuto (+0,8% m/m), dopo il calo di 0,3% m/m di dicembre.

– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio è scesa a 73,7 a da 74,4 di gennaio. Le aspettative calano a 66,9 da 70,1, tornando sui livelli di novembre; la valutazione delle condizioni correnti sale invece a 84,1 (massimo da marzo 2008) da 81,1.

Le scorte delle imprese a dicembre scendono dello 0,2% m/m. Il fatturato aumenta complessivamente dello 0,9% m/m. Il rapporto scorte/fatturato continua a scendere (a 1,26 a dicembre) da un massimo di 1,46 di fine 2008.


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