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Da seguire: Area euro: – Germania. L’indice ZEW, che misura la fiducia di analisti e investitori istituzionali sulle prospettive a 6 mesi dell’economia tedesca, dovrebbe continuare a mostrare minor ottimismo a febbraio, a 42 da 47,2 precedente. Il calo della fiducia potrebbe essere dovuto alle turbolenze in atto nel periodo di…..

 rilevazione all’interno dell’area dell’euro. L’indice calerebbe per il quarto mese consecutivo ma rimarrebbe ampiamente improntato a un miglioramento delle prospettive per l’economia tedesca. Viceversa, la valutazione circa la situazione corrente resta assai depressa ed è attesa migliorare a -50 a febbraio da -56,6 precedente, e mantiene ampi margini di miglioramento per i prossimi mesi.

Stati Uniti

– L’indagine Empire di febbraio dovrebbe continuare il recupero dopo il crollo registrato a dicembre (a 4,5 dal picco di 33,44 di ottobre). L’indice dovrebbe salire a 19 da 15,92 di gennaio. Le indagini hanno dato indicazioni contrastanti a gennaio con un forte aumento dell’ISM e un calo del Philly Fed. L’apertura del gap con l’ISM dovrebbe chiudersi con un rialzo dell’Empire e prevalere sulle indicazioni negative del Philly Fed, anche alla luce del livello basso dell’Empire dopo il crollo di dicembre, non giustificato dall’andamento del settore manifatturiero. Rischi verso il basso sulla previsione vengono dalle condizioni climatiche straordinariamente avverse di gennaio sulla costa Est e sull’area coperta dall’indagine. La componente occupazione dovrebbe ulteriormente migliorare anche alla luce dei dati positivi dell’employment report nel mese di gennaio.

– L’indice di fiducia dei costruttori NAHB a febbraio dovrebbe stabilizzarsi a 15, dopo due mesi consecutivi in calo. Il mercato delle costruzioni residenziali potrebbe tornare ad avere una ripresa a ridosso della scadenza degli incentivi fiscali ad aprile.

Ieri sui mercati

Area euro

L’ECOFIN meeting continua. Per ora non si hanno novità di rilievo sul possibile intervento coordinato per salvare la Grecia o su eventuali nuove misure da imporre al Paese volte a ridurre il deficit greco. Si avranno forse maggiori dettagli a conclusione della riunione domani. La Germania ha fatto sapere che non intende sostenere la creazione di un fondo europeo per aiutare paesi dell’area euro in crisi finanziaria. Il portavoce del ministro delle finanze tedesco ha dichiarato che un fondo europeo non aiuterebbe paesi come la Grecia che non possono eludere un serio consolidamento fiscale.

Intanto, la notizia che, nel 2004, il Governo abbia fatto ricorso a operazione di swap per dilazionare il pagamento della spesa per interessi ha suscitato nuove preoccupazioni sulla situazione fiscale in Grecia. Eurostat ha richiesto ulteriori dettagli sulle operazioni. Se il tasso cui furono effettuate le operazioni di swap era quello di mercato le operazioni andrebbero considerate legali.

Italia. Nel mese di dicembre il disavanzo commerciale verso i paesi dell’Unione Europea si è allargato a 1.396 milioni di euro (dai 350 milioni dello stesso mese dello scorso anno). Tuttavia, visto l’avanzo registrato verso i paesi extra-UE, il deficit complessivo è risultato assai inferiore, a 123 milioni di euro (dai 415 dello stesso mese del 2008). Nel mese, entrambi i flussi commerciali hanno mostrato una ripresa, più consistente per le esportazioni che non per le importazioni (verso i paesi UE: export +3,3%, import +3%, nel complesso: export +4,4%, import +1,6% m/m). Nell’insieme del 2009, l’export verso i paesi UE è calato del 22,5%. L’unico paese verso cui l’export è cresciuto è risultato il Portogallo (+8,3%), mentre la performance peggiore è quella dei paesi baltici (tutti e tre con cali dell’ordine del 40%), seguiti da Bulgaria (-36%) e Irlanda (-35,6%). Gli unici settori che mostrano una tenuta dell’export sono quelli, tipicamente anticiclici, farmaceutico (-0,1%) e alimentare (-2,7%), mentre le flessioni più marcate si riscontrano per i prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento (-45,1%), petrolio greggio e prodotti petrolieri raffinati (cali dell’ordine del 37%), autoveicoli (-35,7%).


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