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GERMANIA AMBURGO

Flash Daily Mercati

Da seguire: Area Euro
– Germania. I dati sui Laender tedeschi potrebbero mostrare un recupero dei prezzi al consumo a febbraio di 0,4% m/m dopo il calo più forte delle attese di gennaio, in linea con la stagionalità del mese. La dinamica annua frenerebbe ulteriormente a 0,6% a/a da un precedente..

 0,9% sulla misura nazionale e a 0,3% a/a da un precedente 0,8% a/a sulla misura armonizzata. Non escludiamo rischi verso il basso dal momento che le dinamiche cicliche potrebbero mettere pressioni sui prezzi “core”.

– La stima dettagliata di gennaio dovrebbe confermare l’inflazione area euro all’1,0% a/a. Sul mese i prezzi dovrebbero essere calati di 0,8% m/m. L’inflazione core è vista in frenata a 0,8% a/a, da un precedente 1,0% a/a. Le dinamiche cicliche dovrebbero aver spinto i prezzi al consumo in calo di 1,3% m/m. L’inflazione area euro rimarrà ben al di sotto il 2% per tutto il 2010.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 4° trimestre dovrebbe vedere una marginale revisione verso il basso a 5,5% t/t ann. da 5,7% t/t ann., alla luce dei dati di commercio estero e di scorte di dicembre. La bilancia commerciale a dicembre ha visto un allargamento del deficit, che implica una correzione verso il basso del contributo del canale estero di circa 0,2pp. Le scorte sono scese dello 0,2% m/m a dicembre, ma la stima advance già incorporava un calo delle scorte anche a dicembre.

– Le vendite di case esistenti dovrebbero essere pressoché invariate a gennaio, con un aumento molto modesto a 5,5 milioni di unità ann. da 5,45 milioni di dicembre. I contratti di compravendita sono stati in aumento molto modesto a gennaio dopo il crollo di dicembre e segnalano un trend marginalmente negativo per le vendite di case.

– L’indice Chicago PMI a febbraio dovrebbe scendere a 59. L’aumento a 61,5 di gennaio dovrebbe essere ridimensionato a gennaio, e l’indice dovrebbe riportarsi poco sopra il livello di novembre (58,7). Il settore manifatturiero resta in fase di espansione; in particolare il settore auto, concentrato nell’area di rilevazione del Chicago PMI, ha eliminato l’eccesso di scorte dell’anno passato e ha registrato un aumento delle ore lavorate e degli occupati a gennaio. Le componenti produzione e ordini dovrebbero restare su livelli elevati anche a febbraio.  

– La fiducia delle famiglie rilevata dall’Univ. of Michigan a febbraio dovrebbe stabilizzarsi a 74, vicino ai livelli visti con la rilevazione preliminare (73,7). Non ci sono indicazioni coerenti con un chiaro trend verso l’alto della fiducia delle famiglie.

Ieri sui mercati

Dati deboli, l’incertezza sulla Grecia, il calo degli indici azionari e le dichiarazioni accomodanti uscite dalla Fed hanno rafforzato le quotazioni dei titoli di stato. Sul fronte greco tornano a dilagare rumours ripresi da questo o quel quotidiano, oggi incentrati soprattutto sul tema della misura della manovra correttiva di marzo; di fatto gli spread attuali incorporano ormai una discesa di due livelli del rating di Moody’s e, quindi, un rischio di osservare turbolenza connessa alla perdita della stanziabilità in BCE. Il Bund future ha chiuso in moderato rialzo (+0,24), ma il rendimento del Bund decennale è rimasto ancora sopra 3,10%. Forte pressione sugli spread sovrani nella zona euro: il traino è venuto dalla Grecia, ma è risultato in netto allargamento anche il Btp-Bund, +7pb sulla scadenza decennale. Sterlina in calo su tutti i fronti: il cambio con l’euro ha toccato 0,89 prima di correggere di 2-3 millesimi. Il dollaro è in lieve flessione come cambio effettivo, dato che lo yen si è rafforzato di una figura e l’euro è ritornato a 1,35. Calo di due figure del prezzo del greggio ($78,2 sul Light Crude).

Area euro

Italia. La fiducia delle imprese è salita ancora a febbraio, a 84 da un precedente 83,2. Il dato è migliore del previsto. La fiducia è arrivata ai massimi dal giugno del 2008. Per la verità, il dettaglio non è così confortante in quanto mostra un miglioramento solo marginale degli ordini (a -38 da -39; leggermente più marcato il recupero per gli ordini domestici che non per le commesse dall’estero).

Germania. I disoccupati sono aumentati (in termini destagionalizzati) di 7 mila unità a febbraio, facendo aumentare di un decimo, all’8,2%, il tasso di disoccupazione. La disoccupazione è aumentata ancora meno del previsto. In termini grezzi, i disoccupati sono aumentati di 26 mila unità a 3.463.000, per un tasso di disoccupazione all’8,7%.

L’indice di fiducia economica elaborato dalla Commissione Europea è calato a sorpresa per la prima volta da quasi un anno a febbraio, a 95,9 da un precedente 96 (rivisto al rialzo da un precedente 95,7). È stato confermato il calo del morale delle famiglie, a -17 da -16, mentre è salita la fiducia delle imprese sia industriali (a -13 da -14) che dei servizi (dove la fiducia torna in positivo per la prima volta dal luglio del 2008, a 1 da -1). Si nota poi un calo del morale nel commercio al dettaglio (a -9 da -5) e una fiducia stabile (su livelli molto depressi, -29) nelle costruzioni.

La dinamica della massa monetaria M3 è tornata a sorpresa in territorio leggermente positivo a gennaio dopo due mesi in calo (a 0,1% da -0,3% a/a). La media mobile è stabile a -0,1%. È proseguito il rallentamento di M1, a 11,5% da 12,3% a/a. Si intensifica la contrazione dei prestiti al settore privato (a -0,6% da -0,1% a/a), in particolare verso le imprese (-2,7% da -2,2% a/a), mentre prosegue il rimbalzo dei prestiti alle famiglie (a 1,6% da 1,3%, guidato dalla componente dei mutui immobiliari).

Stati Uniti

Gli ordini di beni durevoli aumentano più di quanto atteso dal consenso, segnando un incremento di 3% m/m (il dato di dicembre viene rivisto a +1,9% m/m da +0,3% m/m). Per l’aggregato al netto dei trasporti tuttavia la variazione è negativa (-0,6% m/m), ma il dato di dicembre viene rivisto a +2% m/m da +0,9% m/m. Gli ordini di beni capitali aumentano del 6,6% m/m; al netto della difesa, del 4,7% m/m, ma al netto di difesa e aerei, scendono di 2,9% m/m. Gli ordini di beni capitali per difesa aumentano del 19,2% m/m. Le consegne di beni capitali scendono di 2,9% m/m, e al netto di trasporti e difesa scendono di 1,5% m/m. Il dato complessivo è gonfiato essenzialmente da un incremento degli ordini per aerei del 126% m/m (ordini di Boeing di dicembre non erano stati contabilizzati a fine 2009 ed entrano nei dati di  gennaio) e da un’accelerazione della dinamica degli ordini per la difesa. Le scorte sono invariate e gli ordini inevasi aumentano di 0,1% m/m. I dati sono meno brillanti di come appaiono in superficie, visto che gran parte della dinamica viene da difesa e aerei e per ora non si vede un inizio di ciclo positivo delle scorte.

I nuovi sussidi di disoccupazione aumentano a 496mila nella settimana conclusa i 20 febbraio, da 473 mila della settimana precedente. Secondo il Labor Department in parte l’aumento dei sussidi è dovuto allo smaltimento di domande accumulate per via del maltempo negli stati della costa centrale atlantica e del New England. I dati riflettono gli effetti del clima avverso della parte centrale di febbraio e impediscono di valutare il trend sottostante, che comunque non sembra aver mantenuto la dinamica di calo dei sussidi vista fra aprile e dicembre 2009. I sussidi esistenti aumentano a 4617 mila nella settimana conclusa il 13 febbraio; i percettori di sussidi estesi con i programmi di emergenza scendono a 5682 mila nella settimana conclusa il 6 febbraio.

Pianalto (Cleveland Fed) ha detto che l’economia rimane su un sentiero di crescita al di sotto del potenziale e che i tassi devono rimanere bassi “per un periodo esteso”. Secondo Pianalto, ci vorranno anni prima che il livello dell’attività torni su quello del 2007.

Bernanke, nell’audizione in Senato per la presentazione del Monetary Policy Report, ha ripetuto il testo dell’audizione di ieri. Nella sessione domande e risposte, Bernanke detto che la Fed sta indagando sulle operazioni di Goldman Sachs e di altre società con la Grecia. Bernanke ha indicato che il clima avverso di febbraio avrà effetti negativi sui dati di occupazione del mese.


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NYSE Euronext announces dividend detachments on the following ETFs:

iShares – iShares AEX
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
Payment date: 24/03/2010
Net dividend: 0,0392 EUR
Trading name: ISHARES AEX
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ISIN: IE00B0M62Y33
Euronext code: IE00B0M62Y33

iShares – iShares DJ Asia/Pacific Select Dividend
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
Payment date: 24/03/2010
Net dividend: 0,1301 USD
Trading name: ISHARES AS PAC
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ISIN: IE00B14X4T88
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Growth
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX MidCap
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iShares – iShares DJ Euro STOXX Select Dividend
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
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Net dividend: 0,0264 EUR
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iShares – iShares DJ EuroSTOXX SmallCap
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Net dividend: 0,0211 EUR
Trading name: DJ EUROSTOXX SMALL
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Euronext code: IE00B02KXM00

iShares – iShares DJ Euro STOXX Value
Ex date: 24/02/2010
Record date: 26/02/2010
Payment date: 24/03/2010
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iShares – iShares FTSE 100
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iShares – iShares FTSE/EPRA European Property Index
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Record date: 26/02/2010
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iShares – iShares MSCI AC Far East ex-Japan
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iShares – iShares MSCI Brazil
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Trading name: ISHARES BRASIL
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iShares – iShares MSCI Emerging Markets
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Trading name: ISHARES EM MARKETS
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iShares – iShares MSCI Europe ex-UK
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Trading name: ISHARES EUROP EXUK
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iShares – iShares MSCI Korea
Ex date: 24/02/2010
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iShares – iShares MSCI North America
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iShares – iShares MSCI World
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iShares – iShares SP 500
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iShares – iShares Corporate Bond
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iShares – iShares Corporate Bond
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iShares – iShares Treasury Bond 1-3
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iShares – iShares Government Bond 1-3
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